• Scienza
  • venerdì 9 Settembre 2016

Esiste un’alternativa al trapano, per curare le carie?

Forse sì: negli Stati Uniti si sta sperimentando un trattamento molto meno costoso e invasivo, ma con qualche effetto collaterale

Di recente il New York Times ha pubblicato un articolo su un promettente trattamento alternativo contro le carie, che al contrario di quelli tradizionali non prevede metodi costosi e dolorosi come l’uso di trapani, anestesie e materiali per otturare il dente, ma l’uso dell'”argento diammina fluoro”: una sostanza a base di argento e fluoro che viene già adoperata da centinaia di dentisti al mondo, nonostante qualche effetto collaterale.

La carie, semplificando molto, è una malattia cronica che interessa i denti di milioni di persone al mondo: è provocata da un’eccessiva presenza di batteri nella bocca e prevede il progressivo decadimento di varie parti di un dente, da quella più esterna – lo smalto – a quella più interna, la polpa. Nei casi più gravi può portare a dover rimuovere interamente un dente malato. Da migliaia di anni a questa parte, il metodo più comune per curare la carie è rimuovere la parte cariata del dente e riempirlo con del materiale che tappi il buco: in origine lo si faceva con una pietra e della cera d’api, oggi con un trapano elettrico e del materiale metallico. Nonostante gli enormi progressi compiuti nell’odontoiatria, curare una carie rimane una procedura relativamente invasiva – soprattutto per i bambini, poco abituati a operazioni del genere – oltre che costosa: in Italia curare una carie può costare alcune centinaia di euro, negli Stati Uniti se eseguita fuori della copertura assicurativa può superare i tremila dollari (circa 2.600 euro).

Il trattamento all’argento diammina fluoro evita tutte queste complicazioni: inoltre è una sostanza già nota e usata dai dentisti per ridurre la sensibilità sui denti. Secondo alcuni recenti studi, alcuni dentisti hanno scoperto che in certi casi è sufficiente spalmarlo con un tampone su un dente cariato per interrompere l’espansione della carie – in pratica “congelandola”, cosa che la rende molto rigida – e addirittura prevenire la sua successiva formazione, dato che la sostanza ha anche un’azione antimicrobica. L’applicazione dell’argento diammina fluoro non prevede anestesie e uso di trapani, e viene effettuata in pochi secondi con una quantità ridottissima di liquido (con una goccia si possono curare diversi denti). Per questi motivi perciò può anche essere effettuata con più facilità, per esempio sui pazienti che hanno difficoltà a curare la propria igiene orale – come le persone a mobilità ridotta – o i bambini, spesso poco disposti a stare fermi per ore a farsi trapanare i denti. Jason Hirsch, un dentista pediatrico della Florida, ha detto al New York Times che anche l’aspetto preventivo è molto importante: dopo tutto, per curare l’acne «un dermatologo non prende semplicemente un bisturi e taglia via il brufolo: eppure è questo l’approccio dell’odontoiatria alla carie». Tutto il trattamento, inoltre, costa pochi dollari: un dentista dell’Arizona contattato dal New York Times, per esempio, per eseguire il trattamento chiede 25 dollari (circa 22 euro).

Il trattamento all’argento diammina fluoro ha tuttavia delle controindicazioni: innanzitutto il suo utilizzo è piuttosto recente e ancora scarsamente diffuso. Una delle conseguenze più visibili è inoltre la sgradevole patina nera che rimane sui denti curati, dato che la carie viene lasciata al suo posto (anche se alcuni dentisti suggeriscono di “verniciare” il dente curato con dello ioduro di potassio). Per i bambini non è un grosso problema, dato che durante la crescita sostituiscono progressivamente tutti i denti: gli adulti invece dovrebbero convivere per tutta la vita con un dente visibilmente annerito, cosa che può essere complicata se si tratta di uno dei più visibili. Colin Reusch, un analista del centro studi Children’s Dental Health Project di Washington, ha spiegato al Baltimore Sun che l’uso dell’argento diammina fluoro ha un futuro promettente, ma che la carie «è una malattia che dipende dalla dieta, e oltre agli interventi clinici va curata con modifiche della dieta». Altri ancora hanno fatto notare che l’argento diammina fluoro va bene per carie allo stadio iniziale, ma è sostanzialmente inutile per quelle più gravi, che causano buchi molto grossi nei denti. L’American Dental Association, un’importante associazione di esperti di igiene dentale, ha riassunto efficacemente le controindicazioni del trattamento con l’argento diammina fluoro, sottolineando che sono necessari ulteriori studi per verificarne l’efficacia:

Il trattamento all’argento diammina fluoro non è una soluzione completa per la carie. Una sola applicazione è stata descritta come insufficiente per un miglioramento rilevante. I suoi difetti includono uno sgradevole sapore metallico in bocca, la tendenza all’irritazione gengivale e delle mucose, e la caratteristica macchia nera sulla superficie del dente.

Al momento il trattamento è comunque ancora un’alterativa molto di nicchia rispetto a quello consueto, sebbene la sostanza sia già diffusa da molti anni in Giappone per la cura dei denti: negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia del governo che si occupa di regolamentare farmaci e prodotti alimentari, da circa un anno ne consente l’utilizzo solamente per curare l’ipersensività dentale, e di conseguenza i dentisti che la usano per curare le carie lo fanno in una zona grigia del trattamento sanitario (anche se recentemente lo stato dell’Oregon ha accettato di includerla nei trattamenti garantiti dal Medicaid, il programma di copertura sanitaria per le persone a basso reddito). Non è chiaro se la FDA abbia intenzione di approvarla a breve anche per il trattamento delle carie.