L'interno del Fabric, a Londra (Wikimedia Commons)
  • Cultura
  • mercoledì 7 Settembre 2016

Il Fabric di Londra chiuderà

La licenza di una delle più famose discoteche inglesi è stata revocata dopo la morte di due diciottenni che avevano assunto droghe

L'interno del Fabric, a Londra (Wikimedia Commons)

Il consiglio municipale di Islington, uno dei macro-quartieri in cui è divisa Londra, ha deciso che il Fabric – considerato per anni la più famosa discoteca del Regno Unito, che si trova al 77a di Charterhouse Street – deve chiudere, e ha revocato la licenza al locale. La decisione si deve al fatto che durante l’estate due persone di 18 anni sono morte per aver assunto droghe all’interno del Fabric; inizialmente la licenza era stata solo sospesa, circa tre settimane fa, mentre ora la decisione è definitiva. Per cercare di impedire la chiusura del locale i suoi gestori e fondatori, Cameron Leslie e Keith Reilly, hanno organizzato una campagna sui social network con l’hashtag #SaveFabric e più di 148mila persone hanno firmato la petizione indirizzata al sindaco di Londra Sadiq Khan su Change.org. Khan comunque non aveva il potere di intervenire, dato che le licenze per i locali sono giurisdizione delle autorità dei singoli quartieri di Londra.

Anche il parere della deputata di Islington, Emily Thornberry, che si era detta contraria alla chiusura del Fabric, non ha avuto peso. Secondo Thornberry «bisogna evitare l’assunto per cui l’uso pericoloso delle droghe finirà semplicemente con la chiusura di un locale come il Fabric». Secondo il consiglio municipale di Islington e la polizia, però, le raccomandazioni date alla discoteca all’ultimo rinnovo della licenza, nel 2014, non sono state rispettate: la polizia aveva detto ai gestori del locale di dotarsi di scanner per verificare l’autenticità dei documenti d’identità e di cani antidroga. Contrariamente all’opinione della polizia, per cui la discoteca è un «rifugio per il rifornimento e il consumo di droga», per i gestori il Fabric è sempre stato un esempio per quanto riguarda la sicurezza, le persone sospettate di spaccio sono sempre state consegnate alla polizia e la droga trovata sempre confiscata.

Più in generale, in questi anni i casi di morte per ecstasy (o MDMA) nel Regno Unito stanno aumentando e le pillole vendute dagli spacciatori sono sempre più forti: nel 2010 i morti dopo aver assunto ecstasy sono stati 8, nel 2014 invece 50. Secondo il Guardian chi si sta impegnando di più per cercare di prevenire queste morti non è il governo, ma organizzazioni di volontari e gruppi più piccoli. Ad agosto, per esempio, la rivista Mixmag ha iniziato una campagna per il consumo ridotto di MDMA con lo slogan “Don’t be daft, start with a half“, che significa “Non essere sciocco, inizia con mezza”.

Non si sa ancora se Leslie e Reilly faranno ricorso contro la decisione del consiglio municipale. Leslie ha detto che 6,75 milioni di persone sono andate al Fabric dalla sua apertura nel 1999. Di sicuro la chiusura del Fabric sarebbe un precedente complicato per tutte le grandi discoteche per cui Londra è famosa – il Fabric ha una superficie di più di 2.300 metri quadrati – e un fatto in controtendenza rispetto alla nuova linea del comune, che vorrebbe valorizzare l’importanza della vita notturna londinese.