Questa storia di Banksy e dei Massive Attack

Si parla molto di una teoria secondo cui lo street artist sarebbe in realtà 3D, uno dei membri della band: quello che l'ha formulata però non ne è per niente sicuro

Robert Del Naja (FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Sta circolando da qualche giorno una teoria secondo cui Banksy – lo street artist più famoso al mondo, di cui non si sa la vera identità – sarebbe in realtà Robert Del Naja, che suona nella band britannica dei Massive Attack. Del Naja, che ha 51 anni, è conosciuto anche come 3D. Molti siti e giornali italiani ne parlano come qualcosa di quasi sicuro: in realtà è solo un’ipotesi elaborata da Craig Williams, uno studente di giornalismo britannico, che ha 31 anni ed è appassionato di musica. Williams ne ha parlato in due occasioni sul suo blog: prima il 3 agosto (in un post in spagnolo) e poi il 29 agosto, in inglese. È dal secondo post che l’ipotesi è stata letta e ha iniziato a circolare.

In realtà Williams stesso ammette che la sua è solo una teoria, spiegando nelle prime righe che è possibile che dietro a Banksy ci sia in realtà un collettivo di artisti: persone diverse, con competenze e capacità di diverso tipo, che di volta in volta realizzano le varie cose “di Banksy”. È una teoria che esiste già da molto tempo ed è piuttosto probabile, date le tante e diverse cose che Banksy ha fatto negli anni. Williams ha detto al Sydney Morning Herald di essere «infastidito dal modo in cui la cosa è stata fatta uscire»: «come se io avessi detto che Banksy è 3D».

L’ipotesi di Williams si basa su alcune premesse (già note da tempo) e su alcune conseguenti osservazioni. Sia Banksy che i Massive Attack – un gruppo trip hop che esiste dalla fine degli anni Ottanta – hanno iniziato a Bristol, nel sud-ovest dell’Inghilterra: i Massive Attack sono stati tra i protagonisti di quello che divenne noto come il “sound di Bristol” ed è lì vicino che Banksy ha ideato il parco tematico Dismaland, quello che finora è il suo più grande evento artistico e mediatico. In più è certo – e già si sapeva – che 3D ha fatto graffiti per Bristol prima di mettersi a fare musica. Divenne piuttosto famoso e apprezzato nell’ambiente della street art e qualche anno fa Banksy parlò di lui come di uno di quelli a cui si ispira. I due hanno anche detto di conoscersi ed essere amici. E queste sono le cose che si sapevano già.

Williams è andato oltre, spiegando di aver notato che in molte occasioni quando i Massive Attack avevano un concerto in una città è successo che poco prima o poco dopo comparisse una nuova opera di Banksy. Williams fa alcuni esempi: nel maggio 2010 i Massive Attack si spostarono in tour da San Francisco a Toronto a Boston, e nello stesso periodo e nello stesso ordine Banksy fece dei graffiti in quelle tre città. A San Francisco Banksy realizzò sei diverse opere, compresa quella nota con il nome “This Will Look Nice When It’s Framed“; a Toronto Banksy fece tre opere, tra cui quella nella Chinatown di Boston, comparsa il 12 maggio e in cui si vede la scritta “segui i tuoi sogni” coperta dalla scritta “cancellato”; il giorno dopo i Massive Attack fecero un concerto alla House Of Blues di Boston.

Dreams-Cancelled-by-Banksy

Williams scrive che anche altre opere statunitensi di Banksy hanno spesso coinciso con concerti dei Massive Attack negli Stati Uniti: nel 2006, nel 2008 e nel 2013. Aggiunge poi che la stessa cosa successe in Australia tra l’aprile e il marzo 2003, quando i Massive Attack andarono lì per un tour e a Sydney e Melbourne comparvero i disegni di ratti tipici di Banksy. Banksy è poi molto famoso per le sue opere in Palestina, realizzate nell’agosto 2005 e nel febbraio 2015: in questo caso Williams non ha trovato collegamenti con i Massive Attack, che in quei periodi non erano da quelle parti.

Williams ha cercato e trovato anche altri incroci tra 3D  e Banksy, uno anche in Italia: 3D è infatti figlio di un emigrato napoletano ed è un grandissimo tifoso del Napoli. In un’intervista disse che nel 2004 andò a Napoli per vedere una partita della squadra contro il Cittadella. Williams scrive che nello stesso periodo Banksy fece su un muro di Napoli una “Madonna con la pistola”. L’esempio mostra però come non sempre le teorie di Williams siano solidissime. La partita tra Napoli e Cittadella si giocò il 26 settembre; la “Madonna con la pistola” fu realizzata alcune settimane prima, probabilmente ad agosto.

LIFESTYLE-ART-ITALY-BANKSY(LAPORTA/AFP/Getty Images)

La teoria di Williams però trascura anche una questione tecnica: molte delle opere di Banksy sono fatte tramite stencil, la tecnica che si usa per fare graffiti più velocemente, posizionando sul muro una sorta di negativo dell’immagine e limitandosi a riempire i buchi del negativo. Altre opere invece sono cose “già pronte” (ad esempio “statue” o pupazzi) che basta posizionare dove serve: tutte cose che possono essere preparate prima in studio (e lì sta la parte artistica) e poi solo messe dove serve. È quindi possibile che qualcuno dei Massive Attack o qualcuno della gente che gira con loro per i concerti abbia semplicemente aiutato Banksy a mettere le cose dove andavano messe, ma che il Banksy-artista sia un’altra persona. I Massive Attack e 3D non hanno per ora commentato la cosa.

Le notizie sul fatto che 3D possa essere uno dei membri di un collettivo che si pensa stia dietro a Banksy arrivano qualche mese dopo un altro giro di notizie che parlarono della quasi certezza sulla vera identità di Banksy. In Italia per esempio uscirono articoli che sostenevano che fosse stato “smascherato il volto di Banksy”, con titoli come “La scienza svela l’identità di Banksy“ o “Risolto l’enigma Banksy, ecco chi è il writer più famoso del mondo“. In realtà anche in quel caso era solo un’ipotesi, di cui tra l’altro si parlava già dal 2008, senza che ci siano mai state conferme.

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