Le scene più belle di Gene Wilder

I momenti più divertenti e famosi di uno dei migliori attori comici di sempre, morto il 29 agosto a 83 anni

(Da "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato")

Gene Wilder è morto il 29 agosto per le complicazioni dovute alla malattia di Alzheimer. Aveva 83 anni ed è stato uno dei migliori attori comici di sempre, famoso soprattutto per i suoi ruoli spesso molto eccentrici: il suo film più famoso è Frankenstein Junior, una parodia dei film horror degli anni Trenta. Lo diresse Mel Brooks, con cui Wilder lavorò in altri due film (Per favore, non toccate le vecchiette e Mezzogiorno e mezzo di fuoco). Parlando di Gene Wilder, Brooks disse che era come come “l’uomo della strada con tutte le sue vulnerabilità ben visibili”. Tutti i più importanti ruoli di Wilder – che è stato anche regista, sceneggiatore e scrittore – sono stati recitati tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta. Da lì in poi Gene Wilder recitò in alcuni film che non ebbero grande successo e dopo Non dirmelo… non ci credo del 1991 non ebbe più ruoli al cinema e si limitò a fare qualche piccola parte televisiva. Nella sua carriera cinematografica Wilder è però riuscito a recitare in alcune scene che sono diventate famosissime, in certi casi ancora più dei film in cui sono contenute. Abbiamo scelto le nostre preferite: una sola per film. Ok, per Frankenstein Junior due.

Il «si-può-fareeee» di Frankenstein Junior
Frankenstein Junior uscì nel 1974: il bianco e nero fu scelto per rendere ancora più evidente il fatto che fosse una parodia degli horror anni Trenta, e anche molte tecniche di regia ricordano quelle di quegli anni. Il film ebbe un enorme successo di incassi ed è tuttora considerato uno dei migliori film comici di tutti i tempi: in Italia la sua fama è legata soprattutto al doppiaggio e alla traduzione che ha reinventato con efficacia battute e giochi di parole. La prima scena contiene la frase che conoscono tutti, anche quelli che non hanno visto il film: breve e di per sé non comica, ma più che sufficiente per vedere quanto era bravo Wilder.

Isterico (e bagnato) in Per favore, non toccate le vecchiette
Il titolo è la traduzione italiana di The Producers, che – negli Stati Uniti più che in Italia – è una famosissima commedia musicale. È il primo film diretto da Brooks e il primo davvero importante di Wilder, che interpreta un contabile super-nevrotico soggetto a crisi isteriche quando gli tolgono la sua copertina blu.

La mano di Waco Kid in Mezzogiorno e mezzo di fuoco
Negli Stati Uniti il film uscì nel 1974 – circa 10 mesi dopo Frankenstein Junior – ed è una parodia dei film western, piena di voluti anacronismi che fanno riferimento agli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Il titolo originale è Blazing Saddles (“selle fiammanti”) e solo nella traduzione italiana c’è un riferimento a Mezzogiorno di fuoco, uno dei migliori western di sempre, uscito nel 1952. Nel film Wilder è Waco Kid, che un tempo era un fenomenale pistolero: «Devo aver ucciso più uomini del John Wayne e del Gary Cooper», dice. Ha però un paio di problemi: uno con l’alcol, l’altro con la mano che usava per sparare.

La canzone di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971)
In questo film – diretto nel 1971 da Mel Stuart e ispirato al romanzo La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl – Wilder interpretò Willy Wonka, il personaggio poi tornato di moda anche grazie a Johnny Depp, che lo interpretò nel remake del 2005 di Tim Burton. In Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, Wilder interpretò uno dei suoi migliori personaggi: cattivo, divertente e commovente. Grazie a quel film è anche diventato uno dei più famosi meme di sempre e la voce di una canzone che ancora adesso non si può non fischiettarla se la si sente.

Daisy e il dottor Ross
Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere) è un particolare e divertente film di Woody Allen del 1972: è diviso in sette episodi e ognuno affronta in modo originale e a volte paradossale cose che hanno a che fare con il sesso. L’episodio con Wilder è intitolato “Cos’è la sodomia?” e parla di un pastore armeno che va da un medico (il dottor Ross, interpretato da Wilder) perché ha una relazione con Daisy, una sua pecora «davvero diversa da tutte».

I duri di Nessuno ci può fermare (1980)
Wilder ha recitato anche in un paio di commedie insieme a Richard Pryor, morto nel 2005 a 65 anni. Il loro film più riuscito è probabilmente Nessuno ci può fermare, titolo italiano di Stir Crazy: parla di uno scrittore e un attore che per una serie di equivoci finiscono in prigione, e devono provare a cavarsela (e possibilmente evadere). Tra le cose che hanno bisogno di fare c’è il “fingersi duri” senza in realtà esserlo.

E tante, tante altre
Wilder era capace di far ridere in tanti modi: con una faccia, con un silenzio al momento giusto, con il corpo e con le parole. In genere i suoi film hanno avuto ottime traduzioni: come sempre non c’è però niente che possa battere l’originale. Il primo dei due video qui sotto inizia per esempio con una scena da Mezzogiorno e mezzo di fuoco in cui i dialoghi sono praticamente superflui e prosegue con una che arriva da Nessuno ci può fermare, con un divertente gioco tra le parole “shit” (merda) e “ship” (che può voler dire “nave” o “spedire”). Il video ancora più sotto mostra invece tutte le volte in cui Wilder è stato bravissimo a fare il matto, alzare la voce, urlare e saltellare in giro.

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