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  • mercoledì 24 Agosto 2016

Le foto dei poliziotti francesi che multano una donna musulmana sulla spiaggia di Nizza

La donna è stata anche costretta a spogliarsi di alcuni indumenti, perché non indossava "un abito rispettoso della buona morale e del secolarismo"

L’agenzia fotografia VantageNews ha pubblicato una serie di fotografie che mostrano quattro poliziotti francesi su una spiaggia di Nizza mentre multano una donna musulmana per via del suo abbigliamento e la obbligano a spogliarsi di alcuni indumenti. La donna indossava una maglietta, un paio di leggings e una veste lunga fino alle ginocchia e ai gomiti. Sul capo teneva annodata una sciarpa che lasciava scoperte orecchie e collo. Dalle foto, il suo abbigliamento non sembra somigliare a quello indossato dalle donne musulmane più conservatrici.

A Nizza, come in altri comuni della costa francese, alcune recenti ordinanze hanno vietato l’ingresso in spiaggia «a chiunque non indossi una tenuta corretta, rispettosa delle buone maniere e della laicità, delle regole d’igiene e sicurezza della balneazione». Il divieto è stato interpretato da molti come rivolto alle donne musulmane osservanti, che spesso si recano in spiaggia con i capelli coperti e indossando abiti lunghi (una tenuta che è stata soprannominata “burqini”, che in realtà è il nome di un prodotto specifico).

Dalle fotografie si intuisce che all’arrivo dei poliziotti la donna stava dormendo. Alcuni giornalisti di AFP hanno visto la multa che le ha fatto la polizia, su cui si può leggere che la donna è stata sanzionata per non aver indossato “un abito rispettoso della buona morale e del secolarismo”. Una testimone della scena racconta che alcune persone hanno applaudito l’intervento della polizia e altri hanno gridato: «Vattene a casa!». La figlia della donna piangeva durante l’incidente, ha detto la testimone. La donna multata, che ha voluto farsi identificare soltanto con il suo nome, Siam, ha detto che si trovava in spiaggia con la sua famiglia e che non aveva intenzione di fare il bagno.

Nizza è stato l’ultimo comune a decidere di vietare il “burqini”. Ordinanze simili sono state prese a Cannes, in Corsica e in altre località costiere. Lunedì, il tribunale di Nizza ha respinto il ricorso contro la decisione di proibire il burqini presa dal comune di Villeneuve-Loubet. Secondo il tribunale, il divieto è «necessario, appropriato e proporzionato» allo scopo di prevenire disordini pubblici. Il burqini, continuano i giudici «rischia di offendere le convinzioni religiose e quelle non religiose di altri frequentatori della spiaggia» e rischia anche di essere interpretato «come una provocazione».