Che si dice dell’ultimo Harry Potter

Per capire se vale la pena leggere la sceneggiatura appena pubblicata o andare a Londra per vedere lo spettacolo in scena

(MANJUNATH KIRAN/AFP/Getty Images)

Il 31 luglio è uscito nelle librerie di quasi tutto il mondo Harry Potter and the Cursed Child, la sceneggiatura dell’omonimo spettacolo teatrale in scena a Londra, scritta dallo sceneggiatore Jack Thorne su una storia di J.K. Rowling: ha per protagonista il mago Harry Potter diventato adulto e uno dei suoi figli, ed è considerato l’ultimo capitolo della celebre saga. Nel Regno Unito il libro ha venduto 680 mila copie in tre giorni, diventando il libro venduto più velocemente dal 2007, quando uscì Harry Potter e i doni della morte. La versione tradotta in italiano da Luigi Spagnol uscirà il 24 settembre per Salani – che ha già pubblicato tutti i volumi della saga – e si intitolerà Harry Potter e la maledizione dell’erede.

Dove eravamo rimasti nella storia di Harry Potter

Alla fine di Harry Potter e i doni della morte, il settimo romanzo della saga di J.K. Rowling, compare Harry Potter da adulto: l’epilogo della storia è ambientato 19 anni dopo la battaglia di Hogwarts e la definitiva sconfitta di Voldemort. La scena si svolge alla stazione di King’s Cross, con i figli di Harry e dei suoi amici Ron Weasley e Hermione Granger che stanno per partire per la scuola di magia di Hogwarts. Harry ha avuto tre figli con Ginny Weasley: James Sirius, Albus Severus e Lily Luna. Hermione e Ron sono invece i genitori di Rose e Hugo Granger-Weasley. Harry Potter and the Cursed Child inizia dallo stesso punto in cui Harry Potter e i doni della morte si chiude (alcune battute sono uguali): i personaggi principali si trovano a King’s Cross con Albus e Rose che devono iniziare il loro primo anno a Hogwarts. Nello spettacolo si scopre inoltre che Harry lavora come capo dell’Ufficio Applicazione della Legge sulla Magia, Hermione Granger è il Ministro della Magia, mentre Ron ha ereditato il negozio Tiri Vispi Weasley da suo fratello George – Fred è morto nella battaglia di Hogwarts.

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Una foto pubblicata da Pottermore (@pottermore) in data:

Di cosa parla Harry Potter and the Cursed Child

Il personaggio principale dello spettacolo è Albus Severus, che all’inizio dello spettacolo fa amicizia con Scorpius Malfoy, il figlio di Draco Malfoy, cioè uno degli antagonisti di Harry Potter nei libri. Nel corso del primo atto dello spettacolo, che ne ha quattro in totale, passano quattro anni: in questo periodo Albus si dimostra uno studente mediocre, non è popolare tra gli altri studenti e il suo rapporto con il padre Harry peggiora sempre di più. Il conflitto tra i due nasce quando Albus, così come Scorpius, viene assegnato alla casa di Serpeverde – Rose invece finisce a Grifondoro, come già Harry, Ron, Hermione e quasi tutti i personaggi positivi della storia di Harry Potter.

  “I feel very honoured to be taking this journey forward and telling the Potter story onwards.” @sam_clemmett   Una foto pubblicata da Pottermore (@pottermore) in data:

Un altro personaggio importante della storia di Harry Potter and the Cursed Child è Delphi Diggory, una ragazza un po’ più grande di Albus e Scorpius, nipote di Amos Diggory. Quest’ultimo è il padre di Cedric Diggory, un compagno di scuola di Harry ucciso da Peter Minus in Harry Potter e il calice di fuoco, il quarto romanzo della serie. In Harry Potter and the Cursed Child Amos crede che esista una Giratempo, uno strumento magico con cui si può viaggiare nel tempo, capace di tornare abbastanza indietro nel tempo in modo da salvare Cedric, e chiede a Harry di trovarla e usarla: Harry rifiuta di farlo perché sa che cambiare qualcosa nel passato potrebbe avere conseguenze imprevedibili. Però nel resto della storia è proprio questo che succede: il passato viene cambiato più volte (molti personaggi morti nella serie di romanzi fanno brevi apparizioni) e di conseguenza il presente della vicenda cambia ripetutamente. Ovviamente la domanda che tutti si fanno (si trovano molti spoiler in giro) è chi sia “l’erede maledetto” del titolo, anche perché la definizione potrebbe calzare a più di un personaggio. Quel che è certo è che in qualche modo misterioso c’entri anche Voldemort, dato che già dal primo atto a Harry fa male la cicatrice che gli lasciò sulla fronte quando uccise i suoi genitori.

Cosa si è detto di Harry Potter and the Cursed Child

Dello spettacolo si era parlato prima che andasse in scena mesi fa perché Noma Dumezweni, l’attrice scelta per interpretare Hermione Granger, è nera: molti fan si erano lamentati sui social network, spesso sconfinando in insulti razzisti, peché non aderiva alla descrizione del personaggio nei libri. J.K. Rowling aveva difeso la scelta dicendo che Hermione non era mai stata descritta nemmeno come bianca. Alcuni fan avevano sottolineato che un passaggio di un libro diceva che Hermione «sbiancò», per cui doveva essere per forza bianca, ma Rowling aveva risposto che era un’espressione senza importanza.

In generale le opinioni di chi ha assisto allo spettacolo sono state molto positive. Il quotidiano inglese The Independent ha dato il voto massimo di cinque stelle nella sua recensione. Entertainment Weekly ha parlato bene della scenografia («ti aspetti di vedere della magia, visto che si tratta di Harry Potter, e ce n’è davvero tanta») e così anche il Guardian, che ha aggiunto che gli effetti speciali non distolgono comunque l’attenzione dalle performance degli attori, prima fra tutte quella di Anthony Boyle, l’attore che interpreta Scorpius.

“It’s a beautiful show, it’s very warm and loving and moving, a lot of emotions.” @sam_clemmett Una foto pubblicata da Pottermore (@pottermore) in data:

Per la rivista di cinema e cultura Variety lo spettacolo è un blockbuster in cui Rowling è riuscita a unire «elementi nuovi e nostalgici»:

«È assolutamente contemporaneo. Mostra una generazione che ha conosciuto la pace e la sicurezza solo sull’orlo del caos. L’antagonista della storia non è un signore oscuro con un grande esercito, ma un terrorista solitario che agisce isolato. Anche se è gestito da persone benintenzionate, il Ministero della Magia fa errori e la Mappa del Malandrino, che un tempo era uno strumento per i combinaguai, è diventata un mezzo di sorveglianza. La risposta questa volta non sta nell’azione di un singolo eroe, ma nella collaborazione».

Il critico teatrale del New York Times Ben Brantley ha commentato l’importanza del tempo e dei viaggi temporali, sia nello spettacolo che per gli spettatori:

«Anche solo per la sua esistenza questo spettacolo è destinato a lottare contro la forza di gravità della memoria dei giovani lettori. Parlo di quelli che sono diventati grandi contemporaneamente a Harry Potter (dagli 11 ai 17 anni) nei libri e negli otto film tratti dai libri e che forse vorrebbero che lui rimanesse sempre uguale al punto in cui lo hanno visto l’ultima volta».

Sarah Seltzer ha scritto sulla rivista Flavorwire di aver apprezzato lo spettacolo per il realismo e la capacità di mostrare le debolezze di Harry Potter diventato adulto:

«Fortunatamente Rowling e i suoi collaboratori ci hanno dato abbastanza per dimostrare che le ferite echeggiano da una generazione all’altra, anche quando i nostri eroi sono così buoni e amati come sono questi famosissimi personaggi; tutto ciò apre un intero panorama di possibilità senza l’aiuto di scenografie teatrali».

Su Slate Dan Kois ha parlato invece della sceneggiaura di Harry Potter and the Cursed Child. Secondo Kois il libro è adatto solo ai fan più appassionati di Harry Potter, quelli che si ricordano bene tutto quello che è raccontato nei libri: per tutti gli altri leggerlo non può che essere «un’esperienza deludente» perché mancano le descrizioni di J.K. Rowling, quelle che «davano magicamente vita al mondo dei maghi e facevano da carburante per l’immaginazione». Kois dice che la trama dello spettacolo funziona bene e che alcune imprecisioni presenti nei romanzi e nei film sono state risolte, ma sembra desiderare che Harry Potter and the Cursed Child non fosse uno spettacolo ma un libro.

L’opinione di Kois non è un’eccezione. Mentre le critiche allo spettacolo sono positive, quelle al libro mostrano una certa delusione. Secondo l’Independent era meglio evitare di pubblicare la sceneggiatura perché ci sono poche e brevi righe di testo che spiegano in modo asettico quello che accade in modo coinvolgente sul palco. Per l’Independent comunque quella di Harry Potter and the Cursed Child è una bella storia, diversamente da quanto scrive Hollywood Reporter, che definisce il libro e lo spettacolo «un remix della mitologia di Potter già esistente piuttosto che una storia originale». Anche alcuni fan si sono detti delusi; uno di loro ha scritto che se avesse una Giratempo tornerebbe indietro nel tempo per evitare di leggere Harry Potter and the Cursed Child.

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