Barack Obama è femminista

Lo ha detto e argomentato in un articolo pubblicato su "Glamour", in cui ha parlato delle sue figlie e dei progressi fatti dalle donne negli ultimi decenni

Barack Obama (Scott Morgan/Getty Images)

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che è ormai alla fine del suo secondo mandato, ha scritto un lungo articolo per la rivista Glamour parlando dei progressi fatti sui diritti delle donne negli ultimi decenni e dicendosi femminista.

Obama ha scritto che fare il presidente è stato molto difficile, ma ci sono stati diversi vantaggi, come «conoscere persone straordinarie in tutto il paese» e «avere casa sopra il negozio»: per molti anni la sua vita è stata fatta di lunghi spostamenti da Chicago a Springfield e poi a Washington come senatore, ha spiegato Obama. Ma negli ultimi sette anni e mezzo, i suoi spostamenti si sono ridotti a 45 secondi, «il tempo necessario per passare dalla sala da pranzo allo Studio Ovale». E questo gli ha dato la possibilità di stare molto più tempo con le sue figlie, vedendole crescere: «È un momento straordinario per essere una donna. I progressi che abbiamo fatto negli ultimi 100 anni, 50 anni, e, sì, anche negli ultimi 8 anni, hanno reso la vita per le mie figlie migliore di quella che era per le mie nonne. Non lo dico solo come Presidente, ma anche come femminista». E ancora:

«Le persone più importanti della mia vita sono sempre state donne. Sono stato cresciuto da una madre single che ha usato gran parte della sua carriera per cercare di emancipare le donne nei paesi in via di sviluppo. Ho visto mia nonna – che mi ha aiutato a crescere – fare carriera in banca, fino a quando non ha sbattuto contro un soffitto di vetro. Ho visto Michelle che ha dovuto bilanciare le esigenze di una carriera impegnativa con il fatto di creare una famiglia (…). E la realtà è che quando le nostre ragazze erano piccole, io sono stato spesso lontano da casa».

Obama ammette che il peso maggiore della crescita delle sue figlie è ricaduto sulla moglie e che questa consapevolezza, unita al fatto di avere due femmine, ha «plasmato» il suo femminismo: «Devo anche ammettere che quando sei il padre di due figlie, diventi ancora più consapevole di come gli stereotipi di genere pervadono la nostra società». Obama dice anche che gli stereotipi di genere riguardano sia i maschi che le femmine:

«Crescendo senza un padre ho passato molto tempo cercando di capire chi ero, come il mondo mi percepiva e che tipo di uomo volevo essere: è facile assorbire tutti i messaggi che la società manda sulla mascolinità e arrivare a credere che ci sia un modo giusto e un modo sbagliato di essere uomo. Ma quando sono diventato più grande ho capito che le mie idee sull’essere un duro e un tipo “cool” semplicemente mi impedivano di essere me stesso. Erano solo la manifestazione della mia giovinezza e della mia insicurezza. La mia vita è diventata molto più semplice quando ho iniziato a essere me stesso».

Queste «limitazioni», dice ancora Obama, devono essere eliminate:

«Dobbiamo continuare a cambiare gli atteggiamenti che spingono a educare le ragazze ad essere umili e timide, e i maschi ad essere risoluti. Dobbiamo smettere di criticare le nostre figlie se dicono la loro con determinazione e i nostri figli se versano una lacrima. Dobbiamo cambiare la cultura che porta a punire le donne per la loro sessualità, mentre gli uomini per la loro vengono premiati.

Abbiamo bisogno di continuare a cambiare gli atteggiamenti che fanno diventare le molestie sessuali verso le donne un fatto di “routine” se camminano per strada o se si avventurano su Internet. Basta con gli atteggiamenti che insegnano agli uomini a sentirsi minacciati dalla presenza e dal successo delle donne.

Abbiamo bisogno di continuare a cambiare l’atteggiamento che si congratula con gli uomini se cambiano un pannolino, che stigmatizza i padri a tempo pieno e che penalizza le madri che lavorano. Dobbiamo cambiare gli atteggiamenti per cui le attitudini riconosciute sul posto di lavoro sono l’essere determinati, competitivi e ambiziosi, a meno di non essere una donna. In quel caso si è troppo prepotenti e improvvisamente le qualità che si pensava fossero necessarie per avere successo finiscono per riportare indietro».

Obama parla anche del ruolo fondamentale che nell’emancipazione delle donne hanno i genitori e gli insegnanti e che superare gli stereotipi femminili e maschili è un processo di apprendimento continuo:

«Michelle e io abbiamo spronato le nostre figlie a parlare quando vedono un doppio standard o quando si sentono ingiustamente giudicate in base al loro sesso o alla loro razza, o quando si accorgono che questo accade a qualcun altro: è importante per loro vedere nel mondo modelli che arrivano ai più alti livelli, qualsiasi campo scelgano. E sì, è importante che il loro papà sia un femminista, perché ora è ciò che si aspettano da tutti gli uomini».

Obama conclude parlando delle prossime elezioni, dicendo che saranno «storiche»:

«Duecentoquarant’anni dopo la fondazione della nostra nazione, e quasi un secolo dopo che le donne, alla fine, ottennero il diritto di voto, per la prima volta una donna è candidata alla presidenza da un importante partito politico. Non importa quali siano le vostre opinioni, questo è un momento storico per tutti gli Stati Uniti. Ed è solo un altro esempio di quanti passi avanti abbiano fatto le donne nel lungo viaggio verso l’uguaglianza».