Soldati nordcoreani a Pyongyang, in Corea del Nord (AP Photo/Wong Maye-E, File)
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  • domenica 24 luglio 2016

I messaggi radio cifrati per le spie nordcoreane

Sono i primi ad essere trasmessi in Corea del Sud dopo 16 anni, ma ancora non si è capito quanto siano seri e quale sia il loro scopo

Soldati nordcoreani a Pyongyang, in Corea del Nord (AP Photo/Wong Maye-E, File)

Nell’ultimo mese, per due volte, una radio di Pyongyang, la capitale della Corea del Nord, ha trasmesso dei messaggi criptati apparentemente diretti alle spie nordcoreane in Corea del Sud. Nel secondo, trasmesso lo scorso venerdì, un’annunciatrice ha letto quello che ha descritto come “un esercizio di matematica per l’agente investigativo numero 27” coinvolto in un programma “di apprendimento a distanza”: «Vai a pagina 459, numero 53; pagina 913, numero 55; pagina 135, numero 86» e così via per 14 minuti. Alcuni decenni fa non era così strano che gli ascoltatori della Corea del Sud sentissero dei messaggi di questo tipo trasmessi dalla radio nordcoreana a tarda notte. I due messaggi dell’ultimo mese – il primo trasmesso il 24 giugno, il secondo il 25 luglio – sono stati però i primi due messaggi radio cifrati da 16 anni a questa parte.

Il governo della Corea del Sud ha confermato mercoledì l’esistenza dei due messaggi trasmessi dalla radio di Pyongyang, ma non ha saputo fornire spiegazioni sul perché siano stati mandati ora e cosa significhino. Da tempo il governo sudcoreano blocca le frequenze radio della Corea del Nord, ma questa radio con sede a Pyongyang, ha scritto Reuters, trasmette a onde corte molto difficili da bloccare e riesce a raggiungere un territorio che va al di là della penisola coreana. Una volta trasmesso il messaggio, funziona così: l’agente a cui è diretta la comunicazione traduce i numeri in lettere, usando un codice di cui è in possesso. I messaggi di questo tipo, mandati in maniera unilaterale sotto forma di codici segreti, risalgono ai tempi della resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale e sono usati ancora oggi da alcuni governi.

Il New York Times ha parlato con Kim Dong-sik, un ex agente dell’intelligence della Corea del Nord che fu scoperto e catturato dal governo sudcoreano nel 1995, dopo una sparatoria con alcuni agenti della Corea del Sud. Kim ha raccontato che quando era una spia nordcoreana in Corea del Sud ascoltava ogni notte dei messaggi di questo tipo trasmessi dal suo paese, per controllare che non ci fossero comunicazioni dirette a lui. Oggi Kim lavora all’Istituto per la strategia di sicurezza nazionale, un think tank gestito dall’intelligence sudcoreana.

L’ultimo messaggio radio cifrato rilevato dalla Corea del Sud fu mandato nel 2000, dopo un incontro bilaterale tra le due Coree che ebbe come obiettivo quello di ridurre la tensione nella penisola. Da allora si pensa che la Corea del Nord abbia cominciato a usare strumenti più sofisticati. Per esempio nel 2011 l’intelligence sudcoreana disse di avere catturato una spia nordcoreana che comunicava con il Nord attraverso la steganografia, una tecnica per criptare i messaggi all’interno di un testo, di un’immagine o di un video inviati online. Non è chiaro il motivo per cui il governo nordcoreano abbia riusato un sistema vecchio e già abbandonato: potrebbe avere valutato che una comunicazione di questo tipo, meno soggetta all’attenzione dell’intelligence sudcoreana, poteva essere più efficiente; oppure potrebbe essere una mossa per mettere pressione alla Corea del Sud.

Secondo Kim, comunque, le due comunicazioni via radio dell’ultimo mese vanno prese seriamente, soprattutto dopo che la Corea del Nord ha rafforzato le sue operazioni di intelligence, nel 2009, unendo le varie agenzie militari precedenti in un unico ente. In passato le due Coree si sono accusate di spiarsi reciprocamente e hanno arrestato alcune persone ritenute delle spie del paese nemico.

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