Porta Nuova a Milano, nel marzo 2015 (Nicole Becker/picture-alliance/dpa/AP Images)
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  • venerdì 22 Luglio 2016

Milano è come ai tempi di Giovanni Verga

Porta Nuova a Milano, nel marzo 2015 (Nicole Becker/picture-alliance/dpa/AP Images)

«Sì, Milano è proprio bella, amico mio, e credimi che qualche volta c’è proprio bisogno di una tenace volontà per resistere alle sue seduzioni, e restare al lavoro. Ma queste seduzioni stesse sono fomite, eccitamento continuo al lavoro, sono l’aria respirabile perché viva la mente; e il cuore, lungi da farci torto, non serve spesso che a rinvigorirla. Provasi davvero la febbre di fare; in mezzo a codesta folla briosa, seducente, bella, che ti si aggira attorno provi il bisogno di isolarti, assai meglio di come se tu passi in una solitaria campagna. E la solitudine ti è popolata da tutte le larve affascinanti che ti hanno sorriso per le vie che son diventate patrimonio della tua mente».

Giovanni Verga in una lettera a Luigi Capuana del 5 aprile 1873