Di chi è quel quadro?

Il famoso pittore scozzese Peter Doig è al centro di un caso legale unico: deve dimostrare di NON essere l'autore di un quadro dipinto 40 anni fa

Peter Doig è uno dei pittori viventi più conosciuti e quotati al mondo. È nato a Edimburgo ma è cresciuto tra Trinidad, l’isola più a sud dei Caraibi, e il Canada. Di recente Doig è finito sui giornali per un motivo che non riguarda uno dei suoi successi artistici, come era accaduto in passato per le sue vendite record alla casa d’aste londinese Sotheby’s: è stato citato in giudizio da un uomo che sostiene di essere in possesso di un suo quadro di grande valore, quadro che però Doig sostiene di non avere mai dipinto. E un tribunale statunitense ha deciso che per vincere la causa Doig deve dimostrare di non avere mai realizzato quell’opera. Non era mai successa prima una cosa del genere: il New York Times ha parlato di “uno dei casi di autenticazione artistica più strani nella storia recente”.

Questo è il quadro.

L’uomo che ha fatto causa a Doig – e che chiede 5 milioni di dollari di danni, e una dichiarazione del tribunale che sostenga che il quadro sia autentico – si chiama Robert Fletcher, ha 62 anni ed è un’ex guardia carceraria del Thunder Bay Correctional Center, una prigione che si trova a circa 15 ore di macchina a nord-ovest di Toronto. Fletcher sostiene di avere conosciuto Doig nel 1975, quando l’artista stava frequentando un corso di arte alla Lakehead University, a Thunder Bay, in Ontario; sostiene anche che a un certo punto Doig fu incarcerato nella struttura in cui Fletcher lavorava per un’accusa legata all’uso di LSD, e che proprio in quel periodo lo vide realizzare il quadro, una tela in acrilico di un deserto roccioso, senza titolo. Il quadro è firmato “Pete Doige 76”, un nome leggermente diverso da quello del famoso pittore scozzese.

Fletcher ha raccontato di avere comprato il quadro per 100 dollari proprio da “Pete Doige”, senza sospettare nulla del suo valore reale. Cinque anni fa, ha detto Fletcher, un suo amico ha notato il quadro e gli ha detto che secondo lui era stato fatto da un artista famoso. Fletcher è andato a cercare dei video di Doig su internet: ha riconosciuto le espressioni facciali e lo stile di quello che lui sostiene essere l’autore del quadro. Ha così deciso di contattare una galleria d’arte in Ontario: lui e il direttore della galleria, Peter Bartlow, hanno analizzato meglio il quadro e hanno concluso che contiene molti tratti tipici delle opere di Doig, per esempio il paesaggio disegnato a strisce orizzontali e la presenza di uno specchio d’acqua e di tronchi sporgenti. I due hanno anche mandato un’immagine del quadro a un’esperta di Sotheby’s, che ha riconosciuto lo stile di Doig, ma che poi ha specificato al tribunale di non avere autenticato formalmente l’opera.

Doig ha fatto una ricostruzione diversa dei fatti. Ha detto che nel 1976, l’anno in cui Fletcher sostiene sia stato realizzato il quadro, lui viveva a Toronto, non era mai andato a Thunder Bay e non era mai stato incarcerato. Doig ha anche detto di avere cominciato a dipingere su tela solo dalla fine del 1979 e di avere individuato insieme al suo avvocato il vero autore di quel quadro. Sarebbe un uomo chiamato Peter Edward Doige, morto nel 2012: la sorella, Marilyn Doige Bovard, ha confermato che nella seconda metà degli anni Settanta Doige frequentava la Lakehead University, che aveva trascorso un periodo a Thunder Bay e che dipingeva. Un ex insegnante di arte della prigione in cui lavorava Fletcher ha riconosciuto Doige in una foto della sorella: ha detto che l’uomo incarcerato per uso di LSD in quel periodo e che dipinse il quadro senza titolo fu proprio lui, Doige, e non Doig (il New York Times ha fatto delle ricerche per capire se Doig fosse mai stato incarcerato al Thunder Bay Correctional Center, senza però trovare informazioni precedenti al 1985).

Bartlow, il direttore della galleria d’arte a cui si è rivolto Fletcher, sostenne inizialmente che Doig volesse disconoscere la sua opera perché era imbarazzato di quel periodo della sua vita; ma Doig non ha mai negato l’uso di LSD in passato. Ora, scrive il New York Times, Bartlow sostiene che Doig non voglia ammettere di avere usato lo stesso stile e le stesse composizioni per quarant’anni. Il processo comincerà il mese prossimo di fronte a una Corte distrettuale dell’Illinois. Anche se dovesse vincere Fletcher, non è detto che al quadro verrà attribuito un valore alto, visto che è stato disconosciuto dal suo autore; ma sarebbe comunque una decisione che avrebbe delle ripercussioni sul mondo dell’arte e che in futuro potrebbe impedire ad artisti che non hanno le disponibilità finanziarie di Doig – e che non sono in grado di portare avanti una causa così complicata – di togliere il loro nome su lavori di altri.

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