Guardia di finanza (ANSA foto)
  • Italia
  • lunedì 4 Luglio 2016

Nuovi arresti a Roma per riciclaggio e corruzione

Ci sono 12 persone in carcere e 12 ai domiciliari, decine di perquisizioni, sequestri per 1,2 milioni di euro e secondo i giornali è indagato anche un deputato di NCD

Guardia di finanza (ANSA foto)

La mattina di lunedì 4 luglio la procura di Roma ha ordinato 24 arresti e decine di perquisizioni a Roma e in diverse città italiane in un’operazione chiamata “Labirinto”. I reati contestati sono associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, corruzione, riciclaggio, truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita. Al centro delle indagini ci sono le presunte attività di Raffaele Pizza, fratello di Giuseppe, ex sottosegretario all’Istruzione quando Silvio Berlusconi era presidente del Consiglio e esponente di Nuova Democrazia Cristiana. Risulta indagato, scrivono i principali giornali, anche Antonio Marotta, deputato di NCD.

L’operazione Labirinto è scattata all’alba. Centinaia di finanzieri hanno eseguito un blitz sul territorio nazionale ordinato dal Gip presso il Tribunale della Capitale: 24 persone sono state arrestate (di cui 12 ai domiciliari), nel corso dei controlli sono stati sequestrati beni e quote societarie per 1,2 milioni di euro. I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, corruzione e riciclaggio, truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita. Al centro delle indagini le attività sospette di un consulente tributario. Nelle indagini risulta indagato anche un parlamentare Ncd in carica , di professione avvocato, del quale non è ancora stato reso noto il nome. Indagato anche Giuseppe Pizza, ex sottosegretario all’Istruzione con Berlusconi premier ed esponente della Nuova Democrazia. E con lui anche il fratello Raffaele Pizza, faccendiere considerato figura centrale nell’inchiesta. Fra gli altri nomi coinvolti figura Vittorio Crecco, ex direttore generale dell’Inps.

Gli accertamenti del Nucleo valutario erano stati avviati dopo la segnalazione di alcune operazioni sospette effettuate da un consulente tributario romano intorno a un vero e proprio labirinto di società costituito forse proprio per aggirare il fisco. I finanzieri hanno infatti scoperto un giro di fatture false, con un movimento di oltre dieci milioni di euro, emesse per creare fondi neri e riserve occulte di denaro. Per ammorbidire eventuali controlli fiscali e agevolare le pratiche, il consulente tributario si avvaleva della collaborazione di alcuni dipendenti dell’Agenzia delle entrate.

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