È morto Abbas Kiarostami

Aveva 76 anni ed era un famoso regista iraniano che nel 1997 aveva vinto la Palma d'Oro al Festival di Cannes

Abbas Kiarostami nel 2012. (Zdenek Nemec/CTK via AP Images)

Lunedì 4 luglio è morto a Parigi il famoso regista iraniano Abbas Kiarostami: aveva 76 anni. Lo scorso marzo a Kiarostami era stato diagnosticato un tumore all’intestino, e aveva subito una serie di operazioni, tra cui una a Parigi lo scorso mese. La notizia della morte di Kiarostami è stata data inizialmente dall’agenzia di stampa iraniana ISNA, ed è stata confermata successivamente da Le Monde. Kiarostami è stato un regista molto apprezzato negli anni Ottanta e Novanta, ed era spesso citato come modello da altri grandi registi, come per esempio Jean-Luc Godard, che una volta disse: «Il cinema comincia con D. W. Griffith, e finisce con Abbas Kiarostami». I film più famosi di Kiarostami, che nel 1997 vinse la Palma d’Oro al Festival di Cannes, sono quelli che compongono la cosiddetta trilogia di Koker, girati tra il 1987 e il 1994.

Kiarostami era nato a Teheran nel 1940, e aveva frequentato la Scuola di Belle Arti di Teheran per diventare pittore. Aveva iniziato come regista negli anni Sessanta, dirigendo diversi spot pubblicitari. Diresse i suoi primi film negli anni Settanta, e dopo la rivoluzione khomeinista del 1979 decise di rimanere in Iran, contrariamente a quanto fecero molti altri artisti iraniani. Rielaborò e modificò molti suoi film secondo le nuove regole della censura del regime di Khomeini.

I film più conosciuti di Kiarostami sono Dov’è la casa del mio amico? (1987), E la vita continua (1992) e Sotto gli ulivi (1994), tutti ambientati nel villaggio di Koker, nel nord dell’Iran. Nel 1997 Kiarostami vinse la Palma d’Oro al Festival di Cannes per Il sapore della ciliegia, su un uomo che si aggira per la periferia di Teheran mentre pensa di suicidarsi, e incontra diverse persone. L’ultimo film di Kiarostami è Qualcuno da amare, presentato in concorso al Festival di Cannes del 2012.

Nei suoi film Kiarostami, che tra le altre cose era conosciuto anche per indossare sempre un paio di occhiali da sole, si è spesso occupato dei temi dell’infanzia e della morte, e aveva sviluppato uno stile molto riconoscibile, caratterizzato da ampie panoramiche e primissimi piani, da dialoghi e monologhi molto lunghi e da ritmi molto lenti. Spesso Kiarostami adottava per i suoi film uno stile documentaristico, anche se le storie raccontate erano di finzione, e si ispirò per i suoi film soprattutto al neorealismo italiano. Kiarostami era notoriamente apprezzato dal regista italiano Nanni Moretti, che nel 1996 girò un cortometraggio intitolato Il giorno della prima di Close-Up, che racconta della prima proiezione del film di Kiarostami Close-Up in Italia, al Cinema Nuovo Sacher di Roma.

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