(ConIFA)
  • Mondo
  • giovedì 23 Giugno 2016

I Mondiali dei paesi non riconosciuti

La federazione ha 36 membri e organizza i suoi Mondiali: la Padania ha spadroneggiato per anni, ma gli ultimi li ha vinti l'Abcasia

(ConIFA)

Il 27 giugno le nazionali di calcio di Cile e Argentina giocheranno a New York la finale di Copa America. Il 10 luglio, invece, due delle 16 squadre ancora in corsa giocheranno a Parigi la finale degli Europei di calcio. Se seguite un po’ il calcio, queste cose le sapete. Forse non sapete però che il 5 giugno l’Abcasia ha vinto i Mondiali di calcio delle federazioni non riconosciute, battendo in finale il Panjab, che in semifinale aveva vinto contro la Padania. I Mondiali delle federazioni non riconosciute si sono giocati in Abcasia, una repubblica separatista della Georgia, e sono stati organizzati dalla ConIFA, la confederazione delle associazioni calcistiche indipendenti: quelle che non fanno parte della FIFA, in sostanza. Tra le federazioni della ConIFA ci sono quelle di minoranze etniche, di micronazioni, di stati non riconosciuti e di stati che sono riconosciuti politicamente ma non dalla FIFA.

La ConIFA esiste dal 2013 e ha preso il posto del NF-Board (New Federations Board), una federazione internazionale che fu creata nel 2003 e che per alcuni anni organizzò la VIVA World Cup, il torneo di cui i Mondiali ConIFA hanno preso il posto. L’NF-Board organizzò cinque VIVA World Cup: la Padania – che nel 2009 ospitò il torneo – li vinse tre volte. L’ultima edizione, quella del 2012, la vinse invece il Kurdistan che in finale batté 2-1 la selezione (chiamarle nazionali è problematico) di Cipro del Nord.

La ConIFA è formata da 36 federazioni e – come spiega il sito Roads and Kingdoms nell’articolo “The Unrecognized” (i non-riconosciuti) – «no, non basta dichiarare nazione indipendente il proprio bar di fiducia» per fare il salto di qualità rispetto al solito torneo di calcetto del giovedì sera. «I nuovi membri sono decisi in base a un voto dei membri esistenti e in genere devono essere stati semi-autonomi o minoranze riconosciute dalle organizzazioni non governative». Le caratteristiche di chi può far parte della ConIFA sono però poco chiare: oltre alla Padania ci sono la Cascadia (uno stato che vorrebbe esistere e diventare indipendente unendo la British Columbia, in Canada, e gli stati di Oregon e Washington), la Groenlandia, l’Occitania, la Lapponia e la Terra dei Siculi, un gruppo etnico che parla ungherese e vive soprattutto in Transilvania. Della ConIFA fanno parte anche il Darfur, le Kiribati (uno staterello insulare dell’Oceania) e il Principato di Monaco (che è uno stato riconosciuto, ma non dalla FIFA). I dirigenti ConIFA e la grande maggioranza dei calciatori e degli allenatori delle federazioni ConIFA spiegano che nelle competizioni non c’è nulla di politico, è solo sport. Per-Anders Bild – attuale presidente ConIFA, che arriva dalla Lapponia ed è un ex arbitro – ha detto «le nostre squadre rappresentano circa 330 milioni di persone da ogni continente» e ha aggiunto:

ConIFA è in fondo un progetto di pace, nato per dare una voce a chi non ce l’ha, a popoli e minoranze che diversamente non hanno a possibilità di affermare il loro senso di identità e appartenenza. Uniamo le bandiere e le portiamo sotto un unico vessillo, quello del calcio. Lo sport è un’occasione di riscatto e ci dà la possibilità di mettere sotto i riflettori e portare all’attenzione del mondo un popolo o l’idea che esso rappresenta. E in più ci divertiamo, il che non guasta.

La prima edizione dei Mondiali ConIFA fu organizzata a Östersund: politicamente è in Svezia, ai fini del torneo è più giusto dire che la squadra di casa fu la Lapponia. Vinse la Contea di Nizza (sì, vorrebbero l’indipendenza pure lì, alcuni), dopo aver battuto Nagorno Karabakh, Padania, Ossezia del Sud e, in finale, l’isola di Man, una “dipendenza della Corona Britannica”, che sta tra Gran Bretagna e Irlanda. Nel 2015 ci furono invece gli Europei delle federazioni non riconosciute: la finale fu Padania-Contea di Nizza, 4-1,

All’edizione del 2016 dei Mondiali ConIFA – iniziati il 28 maggio e finiti il 6 giugno – hanno partecipato 12 squadre: nella fase a gironi sono state divise in 4 gruppi da 3 e le due migliori di ogni gruppo si sono qualificate ai quarti di finale. Alcune squadre si sono qualificate ai Mondiali di diritto, grazie al piazzamento degli Europei del 2015, altre hanno dovuto partecipare a tornei preliminari in giro per il mondo. La squadra che rappresenta gli Aymara – un popolo che vive soprattutto vicino al lago Titicaca, tra Perù e Bolivia – è stata invitata come una rappresentante del Sudamerica. La Contea di Nizza, campione in carica, ha avuto problemi nell’organizzare la squadra e non era quindi tra le squadre presenti alla fase finale.

La Padania ha invece avuto un pre-Mondiali piuttosto travagliato: in quanto vincitrice degli Europei era qualificata di diritto ma nel marzo 2016 fu espulsa per irregolarità procedurali legate a ritardi amministrativi. Il suo posto lo prese quindi la Terra dei Siculi. A inizio maggio la squadra del popolo Rom – tra quelle che si erano qualificate alla fase finale – ha però avuto problemi nell’ottenere i passaporti per andare in Abcasia e la Padania è stata quindi riammessa all’ultimo momento. «Abbiamo dovuto mettere in piedi la squadra in dieci giorni. È la fotocopia degli Europei con un paio di innesti: abbiamo avuto poco tempo per testare il gruppo ma siamo fiduciosi» aveva detto Fabio Cerini, presidente della federazione calcistica padana.

La Padania se l’è però cavata piuttosto bene: è arrivata in semifinale, dopo che nella fase a gironi aveva vinto un mezzo derby con la Rezia, che comprende parte della Baviera, dell’Austria, del Trentino-Alto Adige e pure della Lombardia. La selezione padana è allenata da Arturo Merlo, che nell’ultima stagione è stato allenatore del Tortona Calcio, una squadra del campionato dilettantistico di Eccellenza.

È andata invece benissimo all’Abcasia, che ha ospitato e vinto il torneo nel Dinamo Stadio di Sukhumi, la più importante città del paese: è stato inaugurato nel 2015 e ha circa 4.300 posti a sedere. L’Abcasia era in svantaggio contro il Panjab fino all’89esimo minuto, quando Ruslan Shoniya – attaccante di 22 anni che gioca nel terzo più importante campionato russo – è riuscito a pareggiare. La finale è stata molto combattuta ed è stata decisa dopo che entrambe le squadre hanno tirato otto rigori.