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Quelli che vogliono fare le auto volanti

Ci stanno lavorando diverse società: una di queste è molto più avanti delle altre ed è finanziata da Larry Page, il cofondatore di Google

La rivista Bloomberg Businessweek ha dedicato l’articolo di copertina del suo ultimo numero a una misteriosa società fondata nel 2010 nella Silicon Valley – la famosa zona nei pressi di San Francisco, in California, dove hanno sede moltissime start up e società di tecnologia – e che da allora si sta occupando di un unico progetto: costruire un’automobile volante, come quelle che si vedono da decenni nei film e libri di fantascienza. A rendere misteriosa la società, che si chiama Zee.Aero, contribuiscono diversi fattori: il fatto che ai suoi dipendenti sia vietato parlare coi giornalisti, un sito scarno e un po’ criptico – “stiamo progettando, costruendo e sperimentando un modo migliore di andare dal punto A al punto B” – ma soprattutto il coinvolgimento di Larry Page, uno dei due co-fondatori di Google, che ha fondato e finanzia Zee.Aero ma che non ne ha mai parlato pubblicamente.

aeroLa pagina principale dello scarno sito di Zee.Aero

Nemmeno Bloomberg si spiega la ragione di tutta questa segretezza, anche se probabilmente c’entra col fatto che diverse altre società stanno sviluppando progetti simili. Zee.Aero sembra comunque una delle più determinate: dal 2010 ha speso circa 100 milioni di dollari investiti da Page in persona, ha circa 135 dipendenti e al momento sta sperimentando prototipi di auto volanti nel piccolo aeroporto di Hollister, in California. Ma come ci siamo arrivati?

Progettare e costruire macchine volanti per il trasporto privato non è un’idea particolarmente innovativa: nel 1927 l’ingegnere olandese-americano Alexander Weygers progettò il “discottero”, una specie di disco volante monoposto che brevettò nel 1945 e che negli anni successivi si ritiene sia stato costruito come prototipo dall’esercito americano.

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Dal dopoguerra in avanti il maggior esperto mondiale di auto volanti è considerato Paul Moller, un ingegnere canadese che ha 79 anni e che attualmente è professore emerito dell’Università di Davis, in California. Dopo aver testato il suo primo modello nel 1966 – una specie di auto volante che Bloomberg descrive come “jetsonian”, cioè simile a quelle del cartone animato I Jetsons – Moller ha passato i successivi anni a perfezionare la sua idea iniziale, costruendo altri prototipi. Nel 1989 il suo modello M200X riuscì ad alzarsi in volo a 15 metri da terra, anche se solo per qualche secondo.

Nel 2000 Moller tenne un discorso sulle auto volanti al Palo Alto Research Center (PARC), uno dei più famosi centri di ricerca della Silicon Valley. Dopo la conferenza, racconta Bloomberg, «un ingegnere più vicino ai trenta che ai vent’anni si avvicinò a Moller e gli disse che era interessato alla sua idea, ma che aveva dei dubbi sul fatto che fosse possibile realizzare davvero un’auto volante per uso privato. In quel momento, Moller non riconobbe un giovane Larry Page».

Page, che non ha voluto parlare con Bloomberg per il loro articolo, ha fondato Zee.Aero un anno dopo la pubblicazione di uno studio molto ottimista sulle possibilità del trasporto aereo privato, che circolò assai fra gli appassionati. Lo studio era stato scritto da Mark Moore, un esperto ingegnere della NASA, e prevedeva che il recente miglioramento dei motori elettrici – meno sofisticati e costosi di quelli a combustione – potesse dare una nuova spinta al progetto fantascientifico delle auto volanti. Bloomberg racconta che pochi mesi dopo la pubblicazione dello studio di Moore, «un piccolo gruppo di ingegneri si incontrò nella Silicon Valley per discutere del progetto di un aereo a combustione elettrica». Fra loro c’era anche Page, che l’anno dopo fondò Zee.Aero assieme a Ilan Kroo, che insegna astronautica a Stanford. Da subito Zee.Aero cercò di mantenere una certa segretezza: ai suoi dipendenti venne fornito una specie di biglietto da visita con risposte prefissate da dare ai giornalisti, il nome di Page non veniva mai citato esplicitamente nemmeno nelle normali conversazioni: ci si riferiva a lui come Gus, acronimo di “guy upstairs” (“il tizio del piano di sopra”) perché Page aveva costruito una specie di studio personale al secondo piano della sede di Zee.Aero.

Nemmeno Bloomberg ha scoperto di preciso a cosa stia lavorando Zee.Aero. Il primo prototipo di auto volante, disegnato dallo stesso Kroo, fu brevettato, costruito su scala ridotta e poi abbandonato (alcuni testimoni hanno detto a Bloomberg di averlo visto volare in un parcheggio della sede di Zee.Aero, che si trova accanto a quella di Google a Mountain View, in California). Negli ultimi mesi, dopo che Zee.Aero ha iniziato a utilizzare l’aeroporto di Hollister, le persone che ci lavorano hanno detto di aver visto due prototipi di auto volanti, che Bloomberg descrive così: «uno stretto corpo centrale, una cabina di pilotaggio a bulbo con spazio per una sola persona, e un’ala nella parte posteriore. Nel gergo del settore, i due mezzi sono dei “pusher”: cioè hanno le eliche montate dietro al motore. Uno dei due prototipi ricorda un normale aereo in scala ridotta: l’altro ha dello spazio ricavato per piccole eliche su entrambi i lati del corpo centrale, tre per lato». D’altra parte non c’è nemmeno modo per confermare queste testimonianze: l’aeroporto di Hollister in settimana è aperto dalle 8 alle 17, ma Zee.Aero cerca di far volare i suoi prototipi fuori dall’orario regolare, quando in giro non c’è nessuno.

16809204859_ea57f492cb_k Una foto scattata nel marzo 2015 da un aereo che atterra all’aeroporto di Hollister, lo stesso dove Zee.Aero sta facendo volare i suoi prototipi (utente Flickr: Phil King)

Ultimamente a Zee.Aero le cose sono state un po’ turbolente: l’anno scorso Page ha fondato un’altra società che si occupa di auto volanti chiamata Kitty Hawk, il cui presidente è Sebastian Thrun, uno dei principali responsabili delle auto di Google che si guidano da sole. Non è chiarissimo se Page abbia fondato Kitty Hawk per mettere pressione a quelli di Zee.Aero oppure per lavorare a modelli leggermente diversi (diversi dipendenti che ora lavorano a Kitty Hawk prima erano a Zee.Aero).

Non esiste ancora una data di lancio per i prototipi di Zee.Aero o di Kitty Hawk, anche se Bloomberg descrive le due società come «molto più avanti» di altre startup che invece hanno già reso pubblici i loro progetti. JoeBen Bevirt, un ingegnere e imprenditore che ha studiato con Moller e che nel 2009 stava studiando un progetto comune assieme a Page, per esempio ha fondato Joby Aviation, una società che intende costruire un sistema di macchine volanti con autista simile a quello di Uber. In ogni caso, conclude Bloomberg, «non esiste la garanzia che le auto volanti di Kitty Hawk, Zee.Aero o altre società prenderanno mai il volo. Ci sono ancora problemi tecnici da risolvere, ostacoli burocratici da superare e problemi di sicurezza da affrontare».