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  • lunedì 6 giugno 2016

60 anni da Bjorn Borg

Vinse moltissimo, aveva un seguito da rockstar, si ritirò a 26 anni ma gli bastò per rivoluzionare il tennis, che dopo di lui fu un'altra cosa

Björn Borg dopo aver sconfitto lo statunitense John McEnroe e aver vinto Wimbledon in quella che è considerata da molti la più bella partita di tennis di tutti i tempi, Londra, 5 luglio 1980 (AP Photo?staff/Dear)

Björn Borg, uno dei più importanti tennisti di sempre, compie oggi 60 anni: è nato il 6 giugno del 1956 a Stoccolma, in Svezia. Borg è uno dei personaggi più vincenti e popolari del tennis, ricordato sia per come rivoluzionò il gioco dal punto di vista tecnico sia nel modo in cui veniva percepito il tennis. Borg era innanzitutto un atleta eccezionale: puntava tantissimo sulla resistenza fisica, sostituì il gioco di serve and volley – andare sottorete subito dopo il servizio per tentare di chiudere il punto – con colpi regolari e potenti da fondocampo, e introdusse il rovescio a due mani per realizzare colpi molto effettati, il cosiddetto top-spin: un tipo di gioco che ha influenzato moltissimo i tennisti successivi e che ora è diventato predominante.

La finale del Roland Garros del 1974:

Il contributo di Borg al tennis sconfinò dai campi da gioco: più che un tennista sembrava una rockstar per la quantità di fan che lo seguivano, per gli ammiratori in cerca di autografi, per le prime pagine dei giornali con le sue foto. Il suo aspetto esotico (atletico, dai capelli biondissimi fin sulle spalle) e molto curato (giocava con una maglietta Fila attillata, pantaloncini corti e la fascia in fronte) contribuirono al suo fascino quanto le vittorie e il comportamento controllato e glaciale in campo, che gli valse i soprannomi di Ice Man, IceBorg e Orso, come lo chiamava il giornalista Gianni Brera (è banalmente la traduzione, ma calzante, del suo nome in italiano).

Per finire, alla sua leggenda ha contribuito anche la sua storia personale: iniziò a giocare a tennis a nove anni, quando il padre gli regalò una racchetta vinta a una gara di ping-pong. Borg abbandonò l’hockey, fino a quel momento la sua passione, a 11 anni vinse il suo primo torneo junior, lasciò la scuola per dedicarsi completamente agli allenamenti, a 15 anni entrò nella nazionale svedese della Coppa Davis. Nel 1974, una settimana dopo aver compiuto 18 anni, vinse il Roland Garros di Parigi, il più importante torneo di tennis sulla terra rossa al mondo, che vinse per altre cinque volte di seguito: il suo record è stato battuto poi soltanto dallo spagnolo Rafael Nadal, che se l’è aggiudicato nove volte.

Nel 1976 vinse per la prima volta a Wimbledon, che si gioca sull’erba a Londra ed è il torneo più antico e prestigioso al mondo, nonché forse il più diverso dal Roland Garros tra quelli più importanti al mondo: e continuò a vincerlo per i quattro anni successivi. Nel 1980 giocò e vinse la finale contro lo statunitense John McEnroe, quella che molti considerano la partita di tennis più bella di sempre: cinque set in quattro ore, di cui il celebre quarto set, con 34 punti di tie-break. L’anno successivo i due si incontrarono di nuovo ma vinse McEnroe. A gennaio dell’anno dopo Borg, a soli 26 anni, si ritirò dal tennis.

Il tie-break della finale di Wimbledon del 1980:

Tutta la finale di Wimbledon del 1980:

Borg riprovò a giocare da professionista dal 1991 al 1993, facendosi ricrescere i capelli – che nel frattempo aveva tagliato – e riprendendo le racchette di legno al posto delle moderne in grafite. Non andò bene, come non andava bene la sua vita privata, tra problemi di droga e due matrimoni falliti (il primo con la tennista professionista romena Mariana Simionescu, il secondo con la cantante italiana Loredana Berté). Borg fondò anche una sua linea di abbigliamento che rischiò la bancarotta, e che si è ripresa negli ultimi tempi andando molto bene. Nel 2002 si è sposato con Patricia Östfeld, la sua attuale moglie; ha avuto un figlio con la modella svedese Jannike Björling e una figlia con Östfeld.

L’ultimo game della finale di Wimbledon del 1981:

John McEnroe, suo maggior rivale e grandissimo ammiratore insieme, descrive così nella sua biografia lo stile di gioco di Borg:

«Era l’atleta migliore che abbia mai visto su un campo da tennis: non credo che il pubblico si rendesse conto di quanto valesse come atleta. Il fatto è che doveva esserlo, perché da un certo punto di vista giocava in modo bizzarro: correva avanti e indietro ben oltre la riga, colpendo una serie di palle fino a quando si apriva un angolo o l’avversario sbagliava. Björn giocava lato a lato, se si paragona il suo modo di giocare al mio, contraddistinto da movimenti sempre avanti, ma era così veloce da bilanciare lo squilibrio».

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