(AP Photo/Ronald Zak)
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  • domenica 22 maggio 2016

In Austria ha perso il candidato di destra

E Alexander Van der Bellen, indipendente sostenuto dai Verdi, ha vinto le presidenziali con appena 31mila voti di vantaggio

(AP Photo/Ronald Zak)

Il candidato indipendente Alexander Van der Bellen sostenuto dai Verdi ha vinto le elezioni presidenziali in Austria: la vittoria è stata assegnata lunedì pomeriggio dopo il conteggio dei voti inviati per posta, circa il 14 per cento del totale, che sono stati decisivi dopo che lo scrutinio dei voti ai seggi domenica 22 maggio avevano lasciato una situazione di parità tra i due candidati. Van der Bellen ha avuto il 50,3 per cento dei voti (2.254.484), poche migliaia in più del candidato dell’estrema destra Norbert Hofer del Partito della Libertà che è arrivato al 49,7 (2.223.458): il risultato definitivo è stato confermato ufficialmente dal ministero degli Interni e Hofer ha riconosciuto la sconfitta con un messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook.
Alexander Van der Bellen ha 72 anni, è professore universitario ed ex preside della facoltà di Scienze economiche di Vienna. Formalmente è candidato come indipendente, ma è stato sostenuto, anche finanziariamente, dai Verdi, il partito di cui è stato presidente alla fine degli anni Novanta. Van der Bellen e Hofer erano arrivati al secondo turno delle elezioni presidenziali dopo che al primo turno, lo scorso 24 aprile, Hofer aveva ottenuto il 36,4 per cento e Van der Bellen il 20,4. Per lungo tempo i sondaggi avevano dato i candidati quasi alla pari, ma Hofer sembrava essere leggermente favorito.

Il ruolo del Presidente, in Austria, è per lo più cerimoniale ma diversi giornali internazionali hanno descritto il voto come simbolico e indicativo di una tendenza politica in atto in Europa. L’Austria è un paese storicamente molto stabile dal punto di vista sociale e politico eppure negli ultimi anni il Partito della Libertà, fondato fra gli altri da ex SS naziste, ha guadagnato sempre più consensi sfruttando l’insofferenza verso le politiche di apertura nei confronti dei migranti. Sia il Partito socialdemocratico sia il Partito Popolare, i due partiti “istituzionali” di centrosinistra e centrodestra, hanno perso molti consensi e i loro candidati sono arrivati rispettivamente quinto e quarto. I socialdemocratici, che hanno attualmente la maggioranza di governo, poche settimane fa hanno sostituito il cancelliere Werner Faymann, dopo mesi di critiche per il calo dei consensi del partito e per la gestione dei migranti, con Christian Kern, ex capo delle ferrovie statali alla sua prima esperienza in politica.

Il tema principale di questa campagna elettorale è stata la gestione dei migranti. Nel 2015 l’Austria ha ricevuto oltre 90mila domande di asilo, un numero pari all’1 per cento dei suoi abitanti. Nello stesso periodo l’Italia – che ha una popolazione sette volte superiore – ne ha ricevute circa 83mila. Per fronteggiare la crisi dell’immigrazione, il governo ha intrapreso una serie di azioni piuttosto controverse, come mettere un tetto al numero di domande d’asilo che possono essere accolte ogni anno (35mila), stringere accordi con alcuni paesi balcanici per bloccare le frontiere e costruire una barriera alla dogana del Brennero. Nonostante queste azioni, il Partito delle Libertà, che ha un programma ancora più severo nei confronti dell’immigrazione, è riuscito lo stesso ad aumentare i suoi consensi.

Hofer ha 45 anni, è ingegnere e da ottobre 2013 è terzo vicepresidente del Parlamento. Ha cominciato a fare politica con il Partito per le Libertà dell’Austria nel 1994, ricoprendo vari incarichi nel Burgenland, il land austriaco più orientale che confina a est con l’Ungheria. Dopo le elezioni politiche dell’ottobre 2006 è stato eletto deputato del Consiglio nazionale. Hofer viene spesso contrapposto al leader del suo partito, Heinz-Christian Strache, considerato molto più aggressivo. Hofer non rappresenta la destra più radicale del partito, ma quella ambientalista: da tempo chiede per esempio il ritiro dell’Austria dalla Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). Hofer è considerato l’erede politico di Joerg Haider, storico leader del partito; è disabile (dal 2003, dopo un incidente con il parapendio, ha subito delle lesioni spinali che l’hanno costretto da allora a camminare con un bastone), e propone una riforma sanitaria che includa per i disabili l’assistenza a lungo termine, è contrario al matrimonio omosessuale e all’adozione per le coppie omosessuali ed è a favore dell’uso e del possesso di armi: ha condotto la campagna elettorale portando con sé una pistola.

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