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La lotta di classe in volo

I passeggeri si arrabbiano più facilmente a bordo di un aereo se c'è una divisione tra economy e prima classe, dice una nuova ricerca

In una sera di dicembre del 2014, il volo FD9101 di AirAsia decollò da Bangkok diretto verso Nanchino, nella Cina orientale. Poco dopo il decollo un passeggero chiese a un’assistente di volo dell’acqua calda per la sua compagna, che voleva prepararsi dei noodles istantanei, ma gli fu detto di attendere perché l’aeroplano era ancora in fase di ascesa verso la quota di crociera e non era stabile. L’uomo se la prese, iniziò a urlare e gettò del cibo nel corridoio dell’aereo saltandoci sopra, mentre gli altri passeggeri provavano a calmarlo. In seguito gli fu portata l’acqua calda come richiesto, ma ci fu un’altra dura lite con l’assistente di volo che aveva chiesto l’equivalente di un paio di euro per il servizio, trattandosi di un volo low cost. Il passeggero chiese uno scontrino e il resto in valuta cinese, mentre la sua compagna prese l’acqua bollente e la lanciò verso l’assistente di volo. Poi la coppia minacciò di fare saltare in aria l’aeroplano e continuò a protestare quando il pilota annunciò che a causa dei disordini a bordo era stato costretto a invertire la rotta, tornando a Bangkok.

La storia della coppia cinese è solo un esempio – estremo, certo – della “violenza in volo” (“air rage”), un comportamento sociale che sociologi e psicologi hanno iniziato a studiare più approfonditamente da qualche anno, e che dice molto su come determinati contesti possano influenzare il nostro comportamento, anche senza noodles istantanei di mezzo.

Il primo caso di violenza in volo che si conosca risale al 1947: un uomo su un volo dall’Havana (Cuba) a Miami (Stati Uniti) si ubriacò, assalì un altro passeggero e diede un morso a un assistente di volo. Altri casi furono registrati negli anni Cinquanta, spesso con qualche dubbio su come dovessero essere trattati questi episodi da un punto di vista legale, e quale stato dovesse sanzionare gli eventuali reati. I casi di violenza in volo oggi sono in aumento: una ricerca, pubblicata di recente sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS), dice che la divisione in classi sugli aeroplani può essere una delle cause.

Katherine A. DeCelles della University of Toronto e Michael I. Norton della Harvard Business School hanno analizzato i registri sugli episodi violenti a bordo di una compagnia aerea, notando che sui voli dove è presente la prima classe la probabilità che si verifichino violenze aumenta di quattro volte, rispetto agli aerei dove non c’è una netta e visibile divisione in classi. La probabilità aumenta ulteriormente se i passeggeri dell’economy sono stati fatti passare attraverso la prima classe durante l’imbarco, come spesso avviene sugli aeroplani meno capienti.

Altri fattori incidono naturalmente sul comportamento dei passeggeri in economy: i sedili sono più stretti, il servizio è limitato e il rumore dei motori dell’aereo è più forte. I ricercatori dicono però che più di tutto influisce la percezione che là davanti c’è qualcuno che sta molto meglio, riceve più servizi e attenzioni. La litigiosità a bordo è comunque più alta anche in prima classe, per via dei rapporti che possono farsi complicati in caso di passeggeri un po’ aggressivi in economy. Lo studio dice anche che la probabilità quattro volte superiore di avere violenze a bordo è paragonabile all’effetto sui passeggeri di un ritardo di nove ore.

DeCelles dice di avere scoperto altre cose che non immaginava: per esempio che il consumo di alcol e l’affollamento a bordo incidono poco sulla probabilità che si sviluppino violenze in volo. Si aspettava, inoltre, “di trovare tra i fattori della violenza a bordo la mancanza di spazio per le gambe, vista l’attenzione che ha di solito questo tema, ma niente di tutto questo”. Anche se lo studio non approfondisce altri aspetti della vita a bordo, conferma comunque quanto messo in evidenza da altri studi sociologici: le persone tendono ad avere meno benessere, salute e ad assumere un comportamento più ostile quando percepiscono di essere trattate ingiustamente. La nuova ricerca dimostra che il fenomeno si verifica anche quando questa condizione è temporanea e limitata a una particolare esperienza.

I ricercatori spiegano che le cose osservate negli aerei divisi in classi valgono anche in altri luoghi come i luoghi di lavoro, dove per esempio gli impiegati devono passare nei pressi degli uffici dei dirigenti prima di arrivare alle loro postazioni. DeCelles dice che con pochi accorgimenti si possono attenuare le tensioni: nel caso degli aerei, il consiglio per le compagnie aeree è rendere meno evidenti le discrepanze nel trattamento tra prima classe ed economy, aggiungendo dove possibile sistemi separati per l’imbarco, facendo attraversare ai passeggeri la sola classe in cui trascorreranno il loro tempo a bordo: “Più usi un sistema di doppi ingressi per caricare un aeroplano, separando i passeggeri di economy da quelli di prima classe, meno avrai a che fare con episodi di violenza in volo”.