Città del Messico, il 18 marzo 2016 (RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images)
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  • domenica 24 Aprile 2016

Città del Messico è sempre più inquinata

Una combinazione di leggi, macchine e benzine obsolete ha portato i livelli di smog al livello massimo da 14 anni

di Isabella Cota e Benjamin Bain – Bloomberg
Città del Messico, il 18 marzo 2016 (RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images)

A Città del Messico milioni di persone sono costrette a respirare l’aria più inquinata da 14 anni a questa parte, mentre i superati sistemi per il controllo delle emissioni di auto e camion contribuiscono a peggiorarne la qualità. Al Messico però non manca l’accesso alle migliori tecnologie: le fabbriche di auto che si basano sulle esportazioni – che sono state tra i principali destinatari di investimenti, per 20 miliardi di dollari – spediscono le macchine in paesi che impongono limiti severi all’inquinamento consentito. I requisiti del Messico non sono altrettanto inflessibili e perciò le auto, i furgoncini e i camion commerciali venduti nel paese non soddisfano gli stessi standard per le emissioni dei modelli costruiti per i compratori esteri.

I controlli più blandi sull’inquinamento stanno facendo aumentare lo spesso strato di smog che avvolge Città del Messico, dove la settimana scorsa è stato raggiunto un punto talmente critico da spingere le autorità della città a vietare la circolazione del 40 per cento di tutti i veicoli. Il settore dei trasporti è responsabile di quasi la metà dell’inquinamento atmosferico di Città del Messico, che secondo i dati del governo uccide 2.700 persone ogni anno. «Produciamo alcuni dei migliori veicoli in vendita negli Stati Uniti e in Europa», ha detto Edmundo Molina, un ricercatore nel settore energetico del Monterrey Institute of Technology. «La cosa paradossale è il motivo per il quale la tecnologia che usiamo qui è inferiore a quella negli altri paesi. E il motivo ha a che vedere con le norme».

Il problema del carburante

Nonostante venga già venduto a Città del Messico, il carburante meno inquinante non è ancora stato reso disponibile in tutto il paese da Petroleos Mexicanos, la società petrolifera statale conosciuta come Pemex. Stando al Mexican Automobile Industry Association, il gruppo che rappresenta le case produttrici di auto messicane, sarebbe questo il motivo per cui produrre veicoli con sistemi di controllo delle emissioni più moderni non è economicamente vantaggioso. Secondo Miguel Elizalde, capo dell’associazione messicana dei produttori di pullman e camion, aumentare le agevolazioni fiscali contribuirebbe ad ammodernare il parco dei veicoli pesanti, che in Messico hanno un’età media di 17 anni. «Non è un capriccio dell’industria», ha detto Elizalde da Città del Messico. L’associazione è favorevole ad aggiornare le norme per alzare gli standard sulle emissioni al livello di Stati Uniti ed Europa, «ma abbiamo bisogno di certezze dal punto di vista giuridico per pianificare la produzione dei veicoli ed essere sicuri che non ci sia un aumento delle importazioni di veicoli usati comprati negli Stati Uniti».

L’uovo o la gallina

Pemex ha detto che entro la fine del 2018 distribuirà in tutto il paese il cosiddetto gasolio ULSD, un tipo di gasolio con un basso contenuto di zolfo. «Le trattative sono un po’ come la questione dell’uovo e della gallina: una delle parti vuole che prima ci sia il carburante, mentre l’altra si oppone perché dice che non ci sono i veicoli per usarlo», ha raccontato Fatima Masse, analista ambientale del Mexican Competitiveness Institute, un centro studi a Città del Messico. In paesi come l’India e il Brasile le tecnologie più moderne per contenere le emissioni vengono già usate, e negli Stati Uniti sono obbligatorie dal 2014, ha detto Masse. Anche il Messico sta facendo dei miglioramenti da quando l’anno scorso Pemex ha distribuito il gasolio a bassissimo tenore di zolfo sulle principali tratte percorse dai camion. «Ciononostante non abbiamo visto un movimento o un’accelerazione nel processo di ammodernamento tecnologico delle case produttrici di veicoli», ha raccontato Masse. «Per noi non è più un grosso ostacolo».

Coltre di smog

A Città del Messico la situazione è peggiorata molto da quando una sentenza della Corte Suprema messicana ha limitato un programma che obbligava i cittadini a non usare l’auto per un giorno alla settimana. La conseguenza della decisione sono state 600mila auto in più sulle strade ogni giorno, ha detto Gabriela Nino, public policy director del Mexican Environmental Rights Center, un gruppo di pressione no-profit. Ora che la coltre di smog sembra avvolgere permanentemente Città del Messico dal mese scorso, le autorità della città stanno cercando di ridurre i livelli di ozono nell’aria, e sono arrivati a prendere l’impopolare decisione di vietare la circolazione di tutte le auto un giorno a settimana fino a giugno, indipendentemente dai livelli di emissioni. Il governo, Pemex e la case produttrici di automobili stanno discutendo su come adottare sistemi di controllo delle emissioni più avanzati, ha raccontato Nino, che ha partecipato alle discussioni. Ma i miglioramenti hanno un prezzo «Alla fine le case produttrici scaricheranno il costo dell’adattamento tecnologico sui clienti», ha detto Nino. «È una delle questioni irrisolte che stanno danneggiando la qualità dell’aria».

© 2016 – Bloomberg