Rihanna al Met Gala 2015 (Evan Agostini/Invision/AP)
  • Moda
  • giovedì 14 aprile 2016

Come si fa la serata di moda più importante al mondo?

Cioè il Met Gala di New York: lo racconta un documentario presentato mercoledì al TriBeCa

Rihanna al Met Gala 2015 (Evan Agostini/Invision/AP)

Il 13 aprile 2016 il TriBeCa Film Festival – il festival cinematografico di New York fondato da Robert De Niro nel 2002 – si è aperto con la presentazione del documentario The First Monday in May, diretto da Andrew Rossi, che racconta la preparazione del Met Gala del 2015. Il Met Gala (o Met Ball) di New York è la festa di beneficenza che inaugura l’annuale mostra di moda del Metropolitan Museum of Art di New York, e che si tiene ogni anno il primo lunedì di maggio (da cui il titolo del documentario): è uno degli eventi più attesi nel mondo della moda (gli americani lo chiamano il “Super Bowl della moda”), con un ricco red carpet di celebrità con acconciature e abiti notevoli.

Le foto della presentazione del documentario all’inaugurazione del Tribeca Film Festival:

L’anno scorso il Met Gala era dedicato all’apertura della mostra China: Through The Looking Glass, che mostrava l’influenza dell’estetica cinese sulla moda occidentale: è diventata la più popolare mostra di moda del museo e la quinta più visitata finora. Il film, che uscirà negli Stati Uniti il 15 aprile, ne racconta l’organizzazione attraverso i ruoli di Andrew Bolton, il curatore della mostra China: Through The Looking Glass, e di Anna Wintour, direttrice dell’edizione statunitense di Vogue e organizzatrice del gala.

Le riprese sono iniziate otto mesi prima del gala e mostrano soprattutto il modo di lavorare per l’evento di Wintour, Bolton (famoso anche per aver curato un’altra mostra di successo del Met, Alexander McQueen: Savage Beauty, del 2011), e dei loro collaboratori, tra cui il direttore artistico dell’esposizione e regista Wong Kar-wai, e la direttrice degli eventi speciali di Vogue, Sylvana Ward Durrett.

Del documentario si parla già molto soprattutto perché permette di conoscere una parte dell’organizzazione altrimenti inaccessibile e di farsi un’idea della mole di lavoro richiesta da un evento del genere: gli accorgimenti per non far sembrare la mostra un’appropriazione culturale o una baracconata che “ricordi Disneyland”, i dettagli sui posti a sedere, gli aspetti logistici (come quando Anna Wintour vuole spostare un’antica colonna per far posto a un tavolo in più per il gala) e quelli riguardanti il budget. Vengono mostrati anche momenti della festa: non se ne sa mai molto dato che i fotografi possono accedere soltanto al red carpet.

Il Guardian ha messo insieme cinque cose del trailer che danno già qualche informazione in più sul documentario: si sa che qualcuno degli ospiti è sempre al telefono – cosa che infastidisce molto Anna Wintour – che tutti a Vogue pronunciano Rihanna “Ree-Yanna” e che i costi del gala sono un dettaglio non trascurabile. A un certo punto si parla del budget richiesto da Rihanna, che si è esibita alla festa con la canzone Bitch Better Have My Money, ed è stata probabilmente la protagonista della serata: ha infatti indossato l’abito più fotografato e discusso, quello giallo dall’enorme strascico disegnato dalla stilista Guo Pei, che come prevedibile ha ispirato anche una lunga serie di meme. Per avere un’idea della quantità di soldi di cui si parla: per chi non è in lista un biglietto per il Met Gala costa 25 mila dollari (circa 22 mila euro), e i vestiti di alta moda indossati dagli ospiti arrivano fino a 70 mila dollari (oltre 70 mila euro).

Il regista Andrew Rossi è famoso soprattutto per aver diretto il documentario del 2011 Page One: Inside The New York Times, che racconta i cambiamenti e la crisi del giornalismo dal punto di vista della redazione del New York Times, a cui ebbe accesso per un anno. Il documentario venne candidato ai Critics’ Choice Awards e ai News & Documentary Emmy Awards.

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