Gato Barbieri, morto ieri a 83 anni. (Marcel Thomas via ZUMA Wire)

È morto il jazzista Leonardo “Gato” Barbieri

È stato un importante sassofonista argentino, famoso per i suoi dischi di latin jazz e per la colonna sonora di “Ultimo tango a Parigi”: aveva 83 anni

Gato Barbieri, morto ieri a 83 anni. (Marcel Thomas via ZUMA Wire)

Sabato 2 aprile è morto Leonardo “Gato” Barbieri, famoso sassofonista argentino diventato popolare in tutto il mondo negli anni Sessanta e Settanta. Barbieri era nato a Rosario, in Argentina, il 28 novembre 1932, ed è morto per le conseguenze di una polmonite: aveva 83 anni. Barbieri suonava il sax tenore, e nel corso della sua carriera aveva registrato oltre trenta dischi. Tra le altre cose, Barbieri aveva composto la colonna sonora del film di Bernardo Bertolucci Ultimo tango a Parigi, per il quale vinse un premio Grammy. Barbieri iniziò suonando il clarinetto a 12 anni, dopo aver conosciuto la musica del grande sassofonista jazz Charlie Parker, e a 18 anni si trasferì a Buenos Aires, dove cominciò a suonare il sax in alcune orchestre da ballo. Si fece conoscere in Argentina e prese il soprannome di “Gato” (gatto) per via del fatto che a Buenos Aires si spostava continuamente da un locale all’altro per suonare.

Negli anni Sessanta si trasferì prima a Roma e poi a New York, e diventò un importante esponente del free jazz, un sottogenere del jazz molto popolare negli anni Sessanta che prevedeva una maggiore libertà e sperimentazione dal punto di vista dell’armonia musicale. Suonò in gruppo insieme a Don Cherry, che era stato trombettista di Ornette Coleman, tra i principali jazzisti di quel periodo. Alla fine degli anni Sessanta Barbieri cominciò a suonare latin jazz, un jazz che si ispira ai ritmi e alla musicalità del Sudamerica, genere per il quale diventerà famoso in tutto il mondo. Negli anni Barbieri aveva collaborato con diversi artisti italiani, soprattutto con Antonello Venditti e Pino Daniele.

Dopo il 1982 pubblicò dischi con meno regolarità, ma continuò a suonare spesso in giro per il mondo: dal 2013 suonava regolarmente al Blue Note di New York, uno dei più famosi locali di jazz al mondo (l’ultima volta lo scorso novembre). L’anno scorso ricevette un premio Grammy per la carriera. È morto in un ospedale di New York, città in cui viveva: aveva fatto di recente un’operazione per un bypass a causa di un trombo sanguigno.