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  • domenica 28 febbraio 2016

L’assassinio di Olof Palme, 30 anni fa

Il 28 febbraio del 1986 l'allora primo ministro svedese fu colpito da uno sparo in una zona centrale di Stoccolma: il suo omicidio resta un mistero ancora oggi

(AP Photo/ Dave Pickoff)

Il 28 febbraio del 1986, esattamente trent’anni fa, il primo ministro svedese Olof Palme fu ucciso con un unico colpo di pistola mentre usciva da un cinema di Stoccolma, in Svezia. Palme era famoso per il suo impegno internazionale a favore dei paesi più poveri e per le sue durissime critiche nei confronti delle due superpotenze dell’epoca, Stati Uniti e Unione Sovietica. L’assassino di Palme non fu mai arrestato e trent’anni dopo la sua morte resta ancora un mistero: oggi attorno a quella storia si incrociano decine di teorie del complotto, che vanno dal coinvolgimento della CIA a quello dei curdi del PKK.

Palme nacque il 30 gennaio del 1927 nel quartiere più ricco della capitale Stoccolma. Nonostante la sua fosse una famiglia di origine aristocratica, Palme iniziò molto presto a interessarsi di temi sociali. A 22 anni entrò nel Partito socialdemocratico svedese dove fece rapidamente carriera. Il suo padrino politico fu Tage Erlander, capo del Partito socialdemocratico e primo ministro svedese dal 1946 al 1969, uno dei più lunghi mandati mai mantenuti da un leader politico in una democrazia.

Erlander si ritirò nell’ottobre del 1969, lasciando il posto al 42enne Palme, all’epoca considerato da molti una cosiddetta “testa calda radicale”. Palme iniziò subito una serie di riforme sociali che portarono a un aumento del potere dei sindacati all’interno delle aziende. Fece approvare anche diverse riforme costituzionali, con le quali fu abolito il bicameralismo e che spogliarono la monarchia svedese degli ultimi poteri formali di cui godeva. Ma fu grazie alla politica estera che Palme divenne famoso in tutto il mondo.

Palme criticò duramente le operazioni americane in Vietnam, paragonando i massicci bombardamenti sul Vietnam del Nord ai massacri dei nazisti, una dichiarazione che spinse il governo degli Stati Uniti a ritirare il suo ambasciatore in Svezia. Fu ugualmente critico nei confronti dell’Unione Sovietica: attaccò la repressione della Primavera di Praga nel 1968 e poi l’invasione dell’Afghanistan nel 1979. Criticò il regime di Augusto Pinochet in Cile, l’apartheid in Sudafrica, la dittatura di Francisco Franco in Spagna, la corsa agli armamenti nucleari e le disuguaglianze globali.

Nel 1976, dopo una grave crisi economica, il Partito socialdemocratico subì la sua prima sconfitta dal 1936. Anche se era ancora a capo del partito di maggioranza relativa, Palme fu costretto a formare un’alleanza con i centristi e a concedere al loro leader il ruolo di primo ministro. I socialdemocratici furono sconfitti di nuovo nel 1979, ma nel 1982 Palme riuscì a ottenere una nuova vittoria e a ritornare a essere primo ministro.

Quattro anni dopo, il 28 febbraio del 1986, Palme stava tornando a casa insieme alla moglie, dopo che i due erano stati al cinema in uno dei quartieri centrali di Stoccolma. Come accadeva spesso, quella notte Palme stava passeggiando senza scorta. Poco prima di mezzanotte un uomo arrivò alle spalle della coppia e sparò due colpi. Il primo ferì Palme alla schiena, il secondo colpì di striscio sua moglie. Dopo aver sparato, secondo i testimoni, l’uomo rimise la pistola in tasca e si allontanò con calma. Palme venne immediatamente portato in ospedale, ma pochi minuti dopo mezzanotte fu dichiarato morto.

Le indagini cominciarono subito, ma la polizia non aveva alcuna idea di chi potesse essere il colpevole: non c’erano piste da seguire né precedenti per un atto così grave. La Svezia non aveva una storia di terrorismo e di assassinii politici, come pochi anni prima aveva avuto ad esempio l’Italia. Dopo due anni di ricerche, la polizia arrestò un piccolo criminale tossicodipendente, Christer Pettersson. La moglie di Palme lo riconobbe come l’assassino e Pettersson fu condannato in primo grado. Fece appello, e la corte lo prosciolse da ogni accusa. Decine di teorie della cospirazione sono state fornite per spiegare l’omicidio, quasi sempre basate su indizi piuttosto labili. Alcuni testimoni, ad esempio, parlano di uomini misteriosi con antenne e walkie-talkie che si sarebbero aggirati vicino al luogo dell’omicidio nella notte del 28 febbraio.

Per alcuni, Palme fu ucciso dalla CIA o dai servizi segreti di qualche paese comunista. Altre teorie parlano dei servizi segreti sudafricani, mentre per molto tempo si è indagato su un possibile coinvolgimento del PKK, il movimento che lotta per l’autonomia dei curdi in Turchia (quasi certamente una falsa pista diffusa dai servizi segreti turchi). Secondo una delle teorie più originali, Palme sarebbe stato ucciso su ordine della P2 italiana. Stieg Larsson, l’autore della trilogia “Millenium” morto nel 2004, indagò a lungo sulla morte di Palme e ipotizzò che dietro il suo omicidio potessero esserci gruppi di estrema destra in collaborazione con alcuni industriali. Nessuno, però, è ancora riuscito a portare una prova definitiva a sostegno delle sue tesi. Trent’anni dopo, la morte di Palme resta ancora un omicidio senza colpevoli.

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