Il primo nudo integrale in un film di Hollywood, un secolo fa

È quello di Annette Kellerman, che fu attrice ma anche nuotatrice e disegnatrice di costumi da bagno

(Wikimedia)
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Un articolo pubblicato da BBC Magazine ha raccontato la storia della nuotatrice e attrice australiana Annette Kellerman, «la prima persona a comparire nuda in un film di Hollywood», e le reazioni che la scena provocò prima negli Stati Uniti e poi in Australia. Oggi non ci sono più copie di quel film, La figlia degli Dei, ma esistono alcune immagini. Quando uscì negli Stati Uniti, La figlia degli Dei – un film muto di genere fantastico, diretto da Herbert Brenon – creò un grande “clamore mediatico” e quando nel 1917 arrivò in Australia la rivista di cinema The Green Room ne parlò come di «uno dei più grandi eventi» della storia del paese. Nella scena di nudo, Kellerman è seduta sul tronco di un albero, con i lunghi capelli che le coprono parte del corpo.

Annette_Kellerman_in_tree,_arms_spread(Fox Pictures)

Il cinema nacque negli ultimi anni dell’Ottocento e la prima proiezione pubblica di un film fu il 12 dicembre 1895, organizzata in Francia dai fratelli Lumière. È impossibile dire quando e quale fu il primo nudo della storia del cinema: molti dei film di quegli anni sono stati persi o sono andati distrutti (le pellicole prendevano fuoco molto facilmente, al tempo). Considerando i film sopravvissuti fino a oggi, la prima scena di nudo nella storia del cinema risale al 1897: fu girata dal regista francese George Méliés nel cortometraggio Dopo il ballo.

Tra fine Ottocento e inizio Novecento la Francia e altri paesi europei erano piuttosto tolleranti nei confronti della nudità. Le cose erano però molto diverse a Hollywood e negli Stati Uniti, dove passarono molti anni tra l’arrivo del cinema e la prima scena di nudo, che aiutò Kellerman a diventare una nota attrice del cinema muto. Kellerman fu però anche molte altre cose: BBC ha scritto che fu anche «una campionessa di nuoto, una pioniera del vaudeville, una disegnatrice di costumi da bagno, una stuntwoman, una donna d’affari e una guru del fitness».

Annette_Kellermann,_1916_(nude)(Wikimedia)

Parlando di Kellerman, Angela Woollacott, la docente di storia della Australian National University, ha detto: «Rappresentava un corpo femminile in forma, dinamico e spettacolare, e invitava le altre donne a buttare via i loro corsetti e mettersi in forma. Lei si vedeva come una guru del fitness, ma anche gli altri vedevano in lei un’icona di una moderna femminilità».

Kellerman nacque vicino a Sydney nel 1887 e iniziò a nuotare per fare una sorta di riabilitazione dopo un problema alle gambe. Già nei primi anni del Novecento era la detentrice dei principali record mondiali del nuoto femminile. Nel 1905 si trasferì nel Regno Unito dove, tra le altre cose, si fece notare perché nuotò per 27 chilometri lungo il Tamigi, da Putney a Blackwall. Provò anche, senza riuscirci, a diventare la prima donna ad attraversare a nuoto il canale della Manica.

Annette_Kellermann_1906_02(Ludwig Gutmann)

A Londra Kellerman si esibì in spettacoli di tuffi e di “balletti subacquei” e diventò una nota star di vaudeville, un genere teatrale di origine francese in cui si mettevano in scena commedie leggere. Kellerman fu anche tra le prime donne a introdurre un nuovo tipo di costume “a un pezzo”, simile a quelli che al tempo erano usati dagli uomini: al tempo le donne indossavano costumi molto coprenti, con una specie di gonna a nascondere le forme. BBC scrive che ne indossò uno anche durante un’esibizione davanti alla famiglia reale britannica.

Annette_Kellerman1(Bain News Service)

Kellerman iniziò anche a disegnare e vendere i costumi che indossava e grazie alla fama che aveva guadagnato grazie allo sport, al vaudeville e ai suoi costumi si trasferì negli Stati Uniti, dove iniziò la carriera da attrice di cinema. Kellerman recitò fino a circa la metà degli anni Venti e si dedicò soprattutto ad attività imprenditoriali, spesso legate al fitness. Morì a 88 anni, nel 1975. BBC scrive che negli ultimi anni di vita disse, parlando di La figlia degli Dei, che era stata la “cosa migliore” che aveva fatto nella sua vita.