L’articolo più letto del 2015 sull’Economist parla dei “coywolf”

È una nuova specie animale che si è sviluppata nel corso degli anni: possiede il DNA dei lupi, dei coyote e dei cani – ed è formidabile

Un esemplare di coywolf (AP Photo/Robert F. Bukaty)

L’articolo più letto del 2015 sul sito dell’Economist è stato pubblicato lo scorso ottobre e si occupa di una nuova specie animale che si è sviluppata nel corso degli anni nel Nord-Est degli Stati Uniti d’America. È un animale che possiede il DNA dei lupi, dei coyote e dei cani ed è stato denominato “coywolf” (o coyote dell’est) – anche se alcuni esperti sostengono che non sia corretto parlare di una nuova specie.

Secondo i ricercatori che hanno ricostruito la storia dell’evoluzione dei coywolf, l’animale ha iniziato a svilupparsi a causa delle difficili condizioni in cui erano costretti a vivere i lupi nel Nord-Est degli Stati Uniti e nel sud del Canada. Per anni i lupi hanno avuto in quella zona pochi potenziali partner sessuali, a cui si sono aggiunte col tempo la deforestazione e gli effetti della caccia. Con la deforestazione causata dalla ricerca dell’uomo di nuovi terreni coltivabili, i coyote e i cani hanno iniziato a popolare le zone abitate fino ad allora dai lupi. In questo modo è cominciata l’interfecondazione tra cani, lupi e coyote, che ha portato alla nascita dei coywolf. Secondo gli studi condotti da Javier Monzon, ricercatore dell’Università di Pepperdine, in California, il DNA del coywolf è dominato da quello del coyote ed è composto per un decimo da quello del cane e per un quarto da quello del lupo.

Nonostante la maggior parte delle volte il risultato dell’incrocio fra diversi animali risulti più debole, il coywolf è molto più forte, resistente e adattabile dei suoi discendenti. Un esemplare da solo è in grado di cacciare cervi di piccole dimensioni, possiede fauci più grandi, muscoli più potenti e zampe più veloci. Un coywolf può cacciare sia in terreni aperti, come i coyote, che nelle foreste, come i lupi: e grazie al DNA ereditato dai cani può adattarsi anche ai rumori e alla presenza dell’uomo e quindi popolare le aree urbane, come già sta succedendo nelle zone di Boston, Washington e New York.

I ricercatori hanno scoperto che il coywolf è onnivoro: mangia angurie, zucche e altri ortaggi, oltre alla carne e al cibo che trova nei depositi di spazzatura. Gli esemplari che popolano le zone urbane si sono adattati alle città diventando animali notturni e riducendo la zona di caccia grazie alle loro caratteristiche. Secondo alcune testimonianze, riportate dall’Economist, in città avrebbero imparato anche a guardare i due lati della strada prima di attraversare.

Secondo il dottor Roland Kays, uno dei ricercatori che ha condotto lo studio sui coywolf, si tratta di “un’incredibile storia evolutiva accaduta proprio sotto il nostro naso”. Fra gli esperti però c’è un certo dibattito fra chi sostiene che il coywolf sia effettivamente una nuova specie e chi non lo considera come tale. Alcuni ritengono che il coywolf non sia una nuova specie poiché è un incrocio fra più animali interfecondi, cioè specie che possono incrociarsi tra loro producendo ibridi. Chi invece ritiene i coywolf una nuova specie sostiene che anche in passato l’evoluzione si sia manifestata tramite la semplice ibridazione.

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