Il presidente Xi Jinping, right con Robert Mugabe ad Harare in Zimbabwe. 1 dicembre 2015. (AP Photo/Tsvangirayi Mukwazhi)

Ora in Zimbabwe si può usare lo yuan

Lo ha deciso il governo del paese africano, che non ha più una sua moneta da giugno e usa quelle di altri

Il presidente Xi Jinping, right con Robert Mugabe ad Harare in Zimbabwe. 1 dicembre 2015. (AP Photo/Tsvangirayi Mukwazhi)

Lo Zimbabwe ha introdotto lo yuan, la moneta nazionale cinese, fra le valute che hanno corso legale nel paese. In sostanza i cittadini possono fare acquisti utilizzando yuan cinesi. La decisione è stata annunciata dal ministro Patrick Chinamasa e fa parte di un accordo con cui, tra le altre cose, la Cina cancellerà un debito dello Zimbabwe da 40 milioni di dollari americani.

Lo Zimbabwe non ha più una moneta nazionale propria da giugno, a causa di un’inflazione altissima che ha reso inutilizzabili le banconote stampate dalla banca centrale del paese. L’inflazione era arrivata a livelli così alti che il taglio di banconota più grossa in circolazione, quella da centomila miliardi, non era sufficiente a comprare un biglietto dell’autobus. Da allora lo Zimbabwe ha permesso ai cittadini di utilizzare alcune valute straniere, specialmente il dollaro americano e il rand sudafricano, al posto della moneta nazionale. Lo yuan sarà l’ultima a ottenere questo status: l’accordo rafforza ulteriormente i rapporti commerciali tra lo Zimbabwe e la Cina, il paese con cui trattiene la maggior parte degli affari. Negli ultimi anni i rapporti tra lo Zimbabwe e i paesi occidentali si sono invece molto irrigiditi, a causa della preoccupante situazione dei diritti umani nel paese.

Nello Zimbabwe è al governo dagli anni Ottanta il dittatore Robert Mugabe. Il fenomeno di iperinflazione è iniziato negli anni Novanta, quando Mugabe ordinò il sequestro di tutta la terra in mano agli ex coloni bianchi e la sua redistribuzione. Il processo però non funzionò e la produzione agricola del paese cominciò a crollare. Negli anni successivi una serie di cattive scelte economiche peggiorarono ulteriormente la situazione: le esportazioni crollarono, mentre Mugabe portò più volte il paese in guerra costringendo il governo ad aumentare le spese militari. La banca centrale cominciò a finanziare le necessità economiche del governo stampando moltissimo denaro e la popolazione smise rapidamente di credere nella capacità della moneta locale di mantenere il suo valore. Il governo dichiarò illegale l’inflazione e arrestò molte persone accusate di aver alzato i prezzi: ma queste misure, come accaduto molte altre volte nella storia, non produssero effetti rilevanti.