• Italia
  • mercoledì 9 dicembre 2015

Carlsberg non vuole che altri usino la parola “luppolo”?

Una birreria romana ha ricevuto una lettera che li invita a cambiare nome; Carlsberg conferma ma dice che è «un equivoco»

I proprietari della birreria di Roma “Luppolo Station” hanno fatto sapere che Carlsberg, una delle più grandi aziende produttrici di birra al mondo, ha inviato loro una lettera per chiedergli di ritirare il marchio “Luppolo Station”, perché troppo simile al nome di una loro birra, la “Poretti 3 Luppoli”. Diversi siti italiani specializzati hanno ripreso la vicenda con toni piuttosto sorpresi: “luppolo” è una parola piuttosto comune e presente nel nome di diversi locali che vendono birre. La responsabile della comunicazione di Carlsberg per l’Italia ha confermato al Post di avere inviato quella lettera ma di considerare l’intera vicenda «un equivoco» da chiarire assieme a Luppolo Station.

La vicenda è diventata pubblica quando lunedì 7 dicembre quelli di Luppolo Station – che ha aperto nell’aprile del 2015 – hanno pubblicato parte della lettera di Carlsberg e la loro risposta su Facebook, spiegando con toni molto duri che non intendono cambiare il nome al locale. Carlsberg ha spiegato al Post che «la lettera che [quelli di Luppolo Station] hanno pubblicato, l’hanno effettivamente ricevuta» e che il testo pubblicato è lo stesso che hanno inviato. Carlsberg non ha saputo dire se la lettera possa essere considerata una “diffida” ufficiale e non ha voluto spiegare quale sia stato esattamente l'”equivoco”, ma ha fatto sapere che presto si metterà in contatto con i proprietari di Luppolo Station per chiarimenti.

Stando a quelli di Luppolo Station, Carlsberg ha sintetizzato così il problema: «L’utilizzazione da parte vostra del marchio LUPPOLO STATION potrebbe quindi indurre l’utenza a ritenere erroneamente che i servizi di ristorazione recanti il marchio LUPPOLO provengano da CARLSBERG ITALIA SPA, o da società ad essa collegate, o che esista un collegamento tra queste società e la vostra». Nella lettera, Carlsberg ha anche fatto tre richieste:

• «Ritirare domanda di registrazione del marchio LUPPOLO STATION»
• «Cessare l’utilizzo del marchio LUPPOLO STATION»
• «Non registrare, né utilizzare in futuro, marchi con la parola LUPPOLO»

Luppolo Station ha risposto in maniera molto dura, spiegando che l’associazione fra Carlsberg e il locale, che vende birre artigianali, qualora ci fosse «rappresenterebbe il fallimento totale del nostro progetto di ristorazione, con ripercussioni sulla nostra credibilità e arrecherebbe un notevole danno di immagine alla nostra società». Quelli di Luppolo Station si sono anche impegnati a «comunicare a tutta la nostra clientela che LUPPOLO STATION e CARLSBERG ITALIA SPA sono società assolutamente indipendenti che non hanno nulla in comune in quanto servono prodotti totalmente differenti per produzione e qualità».

Carlsberg è un’azienda danese fondata nel 1847, e pian piano diventata fra i marchi più noti al mondo. Da alcuni decenni Carlsberg controlla anche diversi marchi molto famosi in singoli paesi, per esempio quello della birra Poretti – prodotta in origine da un’azienda italiana fondata nel 1877 – o della Tetley’s, nel Regno Unito. Secondo un rapporto diffuso dalla stessa azienda, nel 2014 ha avuto un fatturato di circa 8,6 miliardi di euro. Non è ancora chiaro se in passato abbia inviato simili diffide ad altre aziende o birrerie.

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