Marion Marechal-Le Pen (Patrick Aventurier/Getty Images)
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  • lunedì 7 Dicembre 2015

L’altra Le Pen

Come ha fatto la nipote di Marine Le Pen – 25 anni, parlamentare da quando ne aveva 22 – a fare carriera così in fretta e stravincere al primo turno delle regionali: solo il cognome?

Marion Marechal-Le Pen (Patrick Aventurier/Getty Images)

Tra i vincitori del primo turno delle elezioni regionali in Francia c’è sicuramente Marion Maréchal-Le Pen, nipote di Marine Le Pen e di Jean-Marie Le Pen, che in Provence-Alpes-Côte d’Azur ha ottenuto il 44,55 per cento dei voti con il partito di estrema destra Front National (FN), superando il candidato dei Repubblicani di Sarkozy che si è fermato al 26,48 per cento. Il FN è in testa in sei regioni su tredici e si è confermato il primo partito del paese: secondo diversi osservatori politici, questo risultato ha a che fare anche col carisma e le capacità mostrate in campagna elettorale da Maréchal-Le Pen, che negli anni scorsi si era già guadagnata le attenzioni dei media per il suo cognome e per essere diventata la più giovane parlamentare nella storia della Quinta Repubblica francese.

Maréchal-Le Pen ha 25 anni ed è figlia di Yann Le Pen, la seconda delle tre figlie avute da Jean-Marie Le Pen, il fondatore del Front National. Marine, la più giovane, è attualmente presidente del FN. Jean-Marie Le Pen ha 86 anni ed è stato espulso dal partito che ha fondato nell’estate di quest’anno, dopo che alcune sue frasi particolarmente aggressive avevano causato contrasti e polemiche. Yann Le Pen è stata sposata per alcuni anni con Samuel Maréchal, un uomo all’epoca impegnato nell’ala giovanile del FN e che ha cresciuto Marion fino al momento del divorzio. Nel 2013 il giornale L’Express ha rivelato che in realtà il padre biologico di Marion Maréchal-Le Pen è il giornalista e diplomatico Roger Auque: il giornale è stato denunciato da Maréchal-Le Pen per violazione della privacy e a marzo di quest’anno una sentenza lo ha obbligato a pagare 10mila euro di danni.

Secondo diversi giornali francesi Marine Le Pen fu molto presente nei primi anni di vita di Marion Maréchal-Le Pen, mentre in seguito i rapporti sarebbero stati più altalenanti. Da adolescente Maréchal-Le Pen lamentava spesso di essere maltrattata dai compagni di scuola, che la definivano una “fascista” per via dell’impegno politico dei suoi familiari. I Le Pen decisero di farle cambiare scuola, facendole frequentare un collegio cattolico: in quel periodo decise di mantenere solo il cognome del padre, per evitare ulteriori problemi. Con la crescita le cose migliorarono, e a 17 anni Maréchal-Le Pen aderì al Front National, tornando a utilizzare il cognome della madre qualche anno dopo, in tempo per la campagna elettorale delle elezioni politiche del 2012 che la portarono per la prima volta in Parlamento, ad appena 22 anni.

Da allora Maréchal-Le Pen si è fatta soprattutto conoscere per avere posizioni molto conservatrici e in alcuni casi ancora più estreme di quelle di sua zia Marine Le Pen. Nel 2013, per esempio, è stata tra le principali sostenitrici delle manifestazioni contro le unioni gay in Francia. Ha assunto altre posizioni intransigenti sul tema dell’aborto, sostenendo che ci sono casi in cui non è compito dello stato farsi carico dei costi di una interruzione di gravidanza. Maréchal-Le Pen ha anche promosso posizioni molto dure nei confronti dei migranti e più in generale delle comunità musulmane in Francia. Non ha invece posizioni negazioniste paragonabili a quelle del nonno sui temi dell’Olocausto e delle malversazioni condotte durante il periodo coloniale.

Finora gli interventi in Parlamento di Maréchal-Le Pen non sono stati particolarmente memorabili per i contenuti, ma sono stati in alcuni casi ripresi dai media francesi per forma e toni. Lo scorso marzo si rivolse in aula al primo ministro francese, Manuel Valls, dicendogli di avere un atteggiamento idiota nei confronti del FN. Valls rispose visibilmente irritato: alla fine dell’intervento aveva un tremore marcato alla mano sinistra, che fu molto discusso sui social network e giudicato dai sostenitori del FN come un segno di debolezza. In seguito, durante un comizio, Maréchal-Le Pen invitò gli elettori a presentarsi in massa alle urne per fargli venire un colpo.

Cécile Alduy, che ha realizzato uno studio sulla retorica usata da Marion Le Pen nei suoi discorsi, scrive:

Con Marion si è davanti a un personaggio paradossale. Mentre dà un’immagine di una donna giovane, moderna, amichevole, gentile e sorridente, i suoi discorsi sono molto più conservatori di quelli di Marine Le Pen, sono molto forti e talvolta aggressivi. Usa le parole e lo stile della sua generazione, il tono dei giovani, è molto alla mano quando si rivolge agli altri, ma promuove un programma molto conservatore e tradizionale: sia in termini di morale, sia contro i diritti delle donne – con posizioni rigide sull’aborto, sia sui matrimoni gay. Probabilmente sarà usata dal Front National come una faccia nuova che guarda al futuro della Francia, anche se guardando a ciò che promuove si vede che fa riferimento a un sistema economico, legislativo e morale che arriva per lo meno dagli anni Ottanta.

Maréchal-Le Pen ha costruito un’immagine di sé che funziona nell’elettorato del FN e, con sorpresa di molti analisti, anche in Provence-Alpes-Côte d’Azur, dove era solito presentarsi il nonno Jean-Marie. In un certo senso è riuscita a svolgere un ruolo da mediatrice, riconciliando gli elettori che non avevano accettato l’espulsione del fondatore del FN dal partito e migliorando indirettamente anche i loro rapporti con Marine Le Pen. Per farlo, Maréchal-Le Pen ha potuto contare sull’aiuto e la consulenza di diversi consiglieri, molto attenti a promuovere la sua immagine sui media tradizionali e sui social network.