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  • martedì 1 dicembre 2015

L’esercitazione anti-terrorismo finita male in Kenya

Lunedì una persona è morta e almeno 30 sono rimaste ferite durante una fuga disordinata, dopo che erano stati sentiti alcuni spari: ma era una simulazione

(JOHN MUCHUCHA/AFP/Getty Images)

Lunedì 30 novembre una persona è morta e 30 sono rimaste ferite nel corso di un’esercitazione anti-terrorismo all’università Strathmore di Nairobi, in Kenya. Gli studenti che si trovavano a lezione non erano stati informati dell’esercitazione: a un certo punto hanno sentito spari e urla, e hanno visto all’interno del campus un gruppo di uomini che fingeva di far parte di un commando di assalitori. La gran parte di loro hanno creduto che si trattasse di un vero attentato: c’è stata una fuga precipitosa e disordinata e in molti si sono rifugiati fuori dalle finestre delle aule dell’università, rimanendo aggrappati in bilico sugli stipiti delle finestre e sui cornicioni. Nella fuga almeno 30 persone sono state ferite e una donna 33enne, una dipendente dell’università, è morta dopo essere caduta dal terzo piano.

Alcuni studenti dell’università hanno detto poi che non sapevano che si sarebbe svolta una simulazione anti-terrorismo e di essere scappati per paura. L’università ha spiegato, dicendosi dispiaciuta per l’avvenuto, che un gruppo di studenti e di insegnanti avrebbe dovuto guidare la fuga controllata del resto del personale e degli studenti, ma che le cose non sono andate come previsto. La polizia del Kenya, in una conferenza stampa martedì mattina, ha chiesto a organizzazioni e istituzioni private di non organizzare simulazioni di loro iniziativa e senza informare le forze dell’ordine.

In molti hanno messo in relazione la reazione di paura degli studenti con la strage all’università di Garissa, una città nel sud-est del sempre in Kenya, dell’aprile 2014 quando un gruppo di militanti dell’organizzazione estremista Al Shabaab uccisero 148 studenti.