John Pombe Magufuli dopo essersi insediato come presidente, all''Uhuru Stadium di Dar es Salaam, in Tanzania. (AP Photo/Khalfan Said)
  • Mondo
  • venerdì 27 novembre 2015

Che cosa farebbe Magufuli?

È una domanda che si stanno facendo per scherzo molti utenti Twitter della Tanzania, dopo che il loro nuovo presidente ha adottato drastiche misure per risparmiare soldi pubblici

John Pombe Magufuli dopo essersi insediato come presidente, all''Uhuru Stadium di Dar es Salaam, in Tanzania. (AP Photo/Khalfan Said)

John Magufuli, presidente della Tanzania da tre settimane, ha già cominciato ad adottare una lunga serie di misure di austerità che dovrebbero contribuire a migliorare la situazione dell’economia nazionale. In particolare Magufuli ha imposto alcune regole ai funzionari del suo governo per ridurre le spese da loro sostenute con i soldi pubblici, una questione su cui l’opinione pubblica della Tanzania si lamentava da tempo. Negli ultimi giorni su Twitter ha cominciato a diffondersi l’hashtag #WhatWouldMagufuliDo (“che cosa farebbe Magufuli”), con cui molte persone hanno cominciato a chiedersi scherzosamente cosa farebbe il presidente della Tanzania per risparmiare i soldi, in situazioni molto diverse tra loro.

Pochi giorni dopo essersi insediato, Magufuli ha vietato tutti i viaggi all’estero dei funzionari del suo governo, che saranno invece costretti a passare più tempo nelle aree rurali della Tanzania, dove si concentrano molti dei problemi del paese. Magufuli ha detto che per svolgere incarichi all’estero ci sono già i diplomatici e che saranno concessi permessi speciali in certe circostanze, e solo dal presidente e dal primo segretario. La scorsa settimana ha ordinato che i costi da sostenere per l’inaugurazione del nuovo Parlamento non superino i 7mila dollari, una cifra decisamente più bassa dei 100mila dollari previsti in precedenza. E ha anche licenziato in tronco il capo del principale ospedale statale dopo che ha trovato un paziente che dormiva sul pavimento durante una visita a sorpresa nella struttura.

Magufuli ha vietato ai funzionari del suo governo di riunirsi fuori dall’ufficio, nei casi in cui questi incontri si possano tenere in conference call, e di usare i soldi pubblici per mandare i tradizionali biglietti di auguri di Natale e dell’anno nuovo: «Chiunque voglia stampare quei biglietti di auguri dovrebbe farlo con i suoi soldi personali». Magufuli ha anche cancellato le celebrazioni del giorno dell’indipendenza, il 9 dicembre; ha detto che sarebbe stato “vergognoso” spendere grosse somme di denaro per le celebrazioni quando “il nostro popolo sta morendo di colera” (negli ultimi tre mesi in Tanzania sono morte di colera circa 60 persone) e ha chiesto a tutti i cittadini di usare quel giorno per pulire le zone in cui vivono e i loro posti di lavoro. Il portavoce del presidente, Gerson Msigwa, non ha specificato quanti soldi siano stati risparmiati cancellando le celebrazioni del giorno dell’indipendenza, ma ha detto che quei soldi verranno spesi per potenziare gli ospedali che curano i malati di colera.

Magufuli è stato eletto presidente della Tanzania il 25 ottobre, ottenendo il 58 per cento dei voti candidandosi con il CCM (Chama Cha Mapinduzi), un partito politico di centrosinistra, e superando il suo sfidante Edward Lowassa, candidato di centrodestra. Magufuli, 56 anni, aveva ricoperto in passato anche il ruolo di ministro con cui si era già fatto conoscere per alcune politiche anti-corruzione che erano sembrate piuttosto efficaci. Le politiche adottate nelle ultime tre settimane, ha scritto Quartz, potrebbero non essere solo una mossa politica per guadagnare consensi: ci sono diversi documenti che mostrano come il governo abbia grossi problemi di deficit nel budget statale.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.