A Messina manca l’acqua da una settimana

La condotta dell’acquedotto di Fiumefreddo si è rotta a causa di una frana e i lavori di riparazione dureranno ancora diversi giorni: intanto si fa la fila per le autobotti

A Messina, in Sicilia, manca l’acqua da sabato scorso: una frana ha causato la rottura della condotta dell’acquedotto di Fiumefreddo, a Calatabiano. Mercoledì 28 ottobre la condotta è stata riparata in un punto e l’erogazione idrica sarebbe dovuta ricominciare, ma a causa i nuovi smottamenti del terreno ha iniziato a perdere in altri punti.

Mercoledì sera i dirigenti dell’AMAM, l’Azienda meridionale acque di Messina, hanno spiegato durante una conferenza stampa che l’acqua mancherà per almeno altri tre giorni e che i tecnici stanno lavorando in contemporanea a due soluzioni possibili per risolvere il problema. La più immediata prevede di liberare la condotta dal terreno che la circonda e di riportarla alla luce scaricando le tensioni che provocano gli smottamenti: a quel punto verranno realizzate saldature di rinforzo e opere di consolidamento più importanti creando strutture fisse che non dovrebbero subire variazioni nemmeno sotto spinta. Nel frattempo si sta valutando la possibilità di un collegamento con un’altra conduttura. Se quest’ultima soluzione fosse approvata, servirebbe un tempo compreso tra i 3 e i 10 giorni di tempo per attuarla.

In città sono intanto arrivate delle autobotti per il rifornimento di acqua potabile, si trovano nella zona dell’autoparco e dell’ex Gazometro. Da sei giorni ci sono però lunghe code e gravi difficoltà sono state denunciate soprattutto da disabili e anziani, che faticano a trasportare le taniche piene d’acqua. Da tre giorni, inoltre, le scuole, l’università e gli uffici pubblici che non hanno un proprio serbatoio idrico, sono chiusi e ci sono stati disagi anche negli ospedali cittadini. Il direttore generale dell’Amam, Luigi La Rosa, ha denunciato il fatto che ci sono dei privati che distribuiscono acqua a pagamento senza averne le autorizzazioni e ha invitato i cittadini a segnalare all’azienda queste pratiche.

Nel frattempo il sindaco di Messina Renato Accorinti ha detto: «Queste sono le conseguenze del dissesto idrogeologico. Chiederemo la dichiarazione di stato di calamità naturale perché riteniamo ci siano i presupposti. Lo Stato deve intervenire come ha fatto altrove, senza fare due pesi e due misure». Durante un’intervista a CorriereTV Accorinti – che è un attivista pacifista eletto nel 2013 grazie all’appoggio di una lista civica – ha detto a proposito delle difficoltà nel risolvere il problema delle condotte danneggiate:

«Siamo veramente molto incazzati»