Cosa ha detto il Papa a rom e sinti

«Non date ai mezzi di comunicazione e all’opinione pubblica occasioni per parlare male di voi»

Papa Francesco. (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Lunedì mattina Papa Francesco ha parlato ai partecipanti del “pellegrinaggio mondiale del popolo gitano”, un evento promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti in collaborazione con la Fondazione “Migrantes” della CEI, la diocesi di Roma e la Comunità di Sant’Egidio. Il Papa si è rivolto a circa settemila persone – prevalentemente di etnia rom e sinti – e ha detto loro, tra le altre cose:

«Cari amici, non date ai mezzi di comunicazione e all’opinione pubblica occasioni per parlare male di voi. Voi stessi siete i protagonisti del vostro presente e del vostro futuro. Come tutti i cittadini, potete contribuire al benessere e al progresso della società rispettandone le leggi, adempiendo ai vostri doveri e integrandovi anche attraverso l’emancipazione delle nuove generazioni»

«Non vogliamo più assistere a tragedie familiari in cui i bambini muoiono di freddo o tra le fiamme, o diventano oggetti in mano a persone depravate, i giovani e le donne sono coinvolti nel traffico della droga o di esseri umani. E questo perché spesso cadiamo nell’indifferenza e nell’incapacità di accettare costumi e modi di vita diversi da noi»

«I vostri figli hanno il diritto di andare a scuola, non impediteglielo! I vostri figli hanno il diritto di andare a scuola! È importante che la spinta verso una maggiore istruzione parta dalla famiglia, parta dai genitori, parta dai nonni; è compito degli adulti assicurarsi che i ragazzi frequentino la scuola. L’accesso all’istruzione permette ai vostri giovani di diventare cittadini attivi, di partecipare alla vita politica, sociale ed economica nei rispettivi Paesi»

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