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  • lunedì 12 ottobre 2015

Storia di un matrimonio diventato virale

Il New York Times ha trovato e raccontato la famiglia della foto circolata in tutto il mondo con i due padri che accompagnano la figlia all'altare

Nelle scorse settimane sono circolate molto online la storia e foto del matrimonio di Brittany Peck, una ragazza 21enne di Elyria in Ohio, negli Stati Uniti. È una vicenda che parla di genitori separati e di figli in custodia, ma che ha un notevole lieto fine. Il post di Facebook originale che l’ha raccontata ha ottenuto finora più di un milione e trecentomila “mi piace”, e la storia dietro alle foto è stata ripresa e condivisa da decine di giornali in tutto il mondo, fra cui il New York Times, il Washington Post e l’Independent.

Peck si è sposata col suo fidanzato Jeremy il 26 settembre in un paese della contea di Lorain, vicino Cleveland: nello stesso giorno, la fotografa che si è occupata del suo matrimonio ha pubblicato sulla propria pagina di Facebook quattro immagini scattate quel giorno e un piccolo testo. Le foto mostrano il padre biologico di Peck che poco prima di accompagnarla all’altare invita il “patrigno” della ragazza – i genitori di Peck hanno divorziato, sua madre si è risposata – ad accompagnarla assieme a lui. Le foto sono piuttosto commoventi: nella prima si vede Todd Bachman, il padre della ragazza, far alzare dalla propria sedia il “patrigno” Todd Cendrosky, che fino a poco prima si trovava fra il pubblico. Nella foto che è circolata più di tutte, si vede Bachman con un’espressione decisa mentre prende per mano Cendrosky, che si mette a piangere. Delia Blackburn, la fotografa che ha scattato e pubblicato le foto, nel piccolo testo con cui le ha pubblicate ha scritto che «alla cerimonia non c’era nessuno che non avesse le lacrime agli occhi, me inclusa».

Nei giorni seguenti, i giornali che si sono occupati della storia hanno descritto meglio i suoi contorni. I genitori di Peck hanno divorziato quando lei aveva 6 anni. Da allora hanno iniziato una specie di battaglia legale per ottenere il suo affidamento: non è chiaro però con chi abbia vissuto Peck quando era piccola.

I rapporti fra Bachman e Cendrosky non erano buoni: alla CBS, Cendrosky ha ammesso che «non andavamo d’accordo. Ci sopportavamo: è il modo migliore per descrivere il nostro rapporto». Peck ha comunque continuato a frequentare sia suo padre sia il suo patrigno. La madre della ragazza ha detto al New York Times che Cendrosky ha avuto un ruolo così importante nella vita di Peck che lo sposo ha “chiesto la mano” della ragazza sia a Bachman sia a lui. La stessa Peck, stando a quanto racconta al New York Times, desiderava essere accompagnata all’altare da entrambi: pochi giorni prima del matrimonio era andata da suo padre iniziando a spiegargli: «Hai detto che vuoi che il mio matrimonio sia perfetto…». Bachman la interruppe e le disse: «So cosa stai per dire, e ho già un piano».

Cendrosky non era a conoscenza del “piano” di Bachman. Era ancora seduto fra il pubblico quando appena prima della cerimonia Bachman è uscito da dietro un albero, ha attraversato la fila in mezzo al pubblico ed è andato a prendere Peck che si trovava su una macchina dietro quell’albero, pronta per essere accompagnata all’altare. Cendrosky ha ricordato al New York Times: «non avevo idea che sarebbe potuto accadere. Lui mi ha teso la mano e mi ha detto: “ehi, hai avuto una parte importante quanto la mia nella sua crescita. Andiamo ad accompagnare nostra figlia all’altare”». Dopo la cerimonia, Bachman ha spiegato: «Todd Cendrosky è stato alle sue partite di softball e ai suoi concerti: ha avuto una parte importante nella sua vita. È una cosa che non ha a che fare con me o lui, ma con lei. Abbiamo lavorato così duro per arrivare a questo punto. Ormai i giorni tristi sono dietro di noi».

Il New York Times ha chiesto un parere sul successo virale della storia di Peck a Janet Schrager, una psicologa americana che si occupa di gravi conflitti familiari in casi di divorzio. Secondo Schrager, la popolarità della storia di Peck può indicare la volontà che hanno i figli di genitori separati di “destigmatizzare” il divorzio: «provare la sensazione di non essere i soli ad avere i genitori separati, e in qualche modo partecipare a una cosa così grossa e “mainstream”, quasi normalizza la loro esperienza».

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