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  • giovedì 1 ottobre 2015

In Inghilterra non si può più fumare in macchina se a bordo c’è un minorenne

Una nuova legge, valida anche in Galles, prevede multe per chi fuma mentre ci sono bambini o ragazzi in auto

(Justin Sullivan/Getty Images)

In Inghilterra e in Galles è entrata in vigore una nuova legge che impone il divieto di fumare in automobile se ci sono minori di 18 anni a bordo del veicolo. Il provvedimento prevede una multa di 50 sterline (68 euro) per chi è alla guida o per i passeggeri che violano le nuove regole, e fa parte di una serie di iniziative avviate da tempo nel Regno Unito per disincentivare l’utilizzo delle sigarette. Le multe saranno applicate anche nel caso in cui ci siano i finestrini aperti, ma nelle prime settimane la polizia ha detto che manterrà una certa tolleranza per dare il tempo ai cittadini di prendere le misure con le nuove regole. È prevista un’eccezione per chi si trova a bordo di una decappottabile con il tettuccio aperto.

L’obiettivo della nuova legge è ridurre il più possibile gli effetti del fumo passivo su bambini e adolescenti. Secondo la British Lung Foundation, ogni settimana nel Regno Unito almeno 430mila bambini sono esposti al fumo di sigaretta mentre stanno viaggiando in auto. Il fumo passivo fa aumentare il rischio di soffrire d’asma, di altre patologie polmonari e in alcuni casi di meningite, senza contare i diversi composti chimici che vengono liberati nell’aria e che possono fare aumentare il rischio di contrarre il cancro. Nell’abitacolo di un’automobile il fumo resta molto più concentrato e la presenza di particolari tossine è fino a 11 volte superiore rispetto a quella di un locale dove è consentito fumare.

Dal 2007 nel Regno Unito non è consentito il fumo nei locali pubblici e, secondo diversi attivisti e sostenitori di campagne contro il tabagismo, la nuova legge sulle automobili è un nuovo e significativo progresso per sensibilizzare ulteriormente i fumatori. Secondo i detrattori, invece, la nuova legge è inutile e sarà inoltre molto difficile farla rispettare, considerato che gli agenti di polizia ogni volta che vedranno fumare qualcuno in auto dovranno verificare se ci sia o meno a bordo un minorenne. Una legge simile è comunque in discussione anche in Scozia, e dovrebbe essere votata e adottata nel corso del prossimo anno.

In alcuni paesi come Australia, Canada, Francia e Sudafrica è vietato fumare in automobile in presenza di minorenni o di minori di 12 anni a seconda dei casi, provvedimenti simili sono in discussione in diversi altri stati. In Italia il ministero della Salute sta perfezionando un decreto legge sul fumo, reso necessario dalle ultime direttive europee che mirano a disincentivare l’utilizzo delle sigarette. La nuova legge, che deve essere ancora valutata dal Consiglio dei ministri, prevede che sia vietato il fumo in auto in presenza di minori e di donne in stato di gravidanza. Il decreto contiene anche altre misure come l’abolizione dei pacchetti di sigarette da dieci e, sempre su indicazione dell’Unione Europa, l’aggiunta di nuovi avvisi testuali e con immagini che dovranno occupare il 65 per cento della superficie dei pacchetti.

Il ministero della Salute stima che in Italia ci siano almeno 10,3 milioni di italiani con più di 14 anni che fumano, 6,2 milioni sono uomini e 4,1 donne. Il consumo medio giornaliero è di 13 sigarette, con oltre il 75 per cento dei fumatori che ne consuma più di 10 al giorno. Gli uomini iniziano di solito a fumare con regolarità a 17 anni, mentre le donne a 19. L’età in cui si smette di fumare è di solito intorno ai 42 anni, in molti casi in seguito all’insorgenza di malattie.

Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS), il fumo è “la più grande minaccia per la salute in Europa” e provoca più morti di alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. I rapporti dell’OMS dicono che ogni anno nel mondo almeno 6 milioni di persone muoiono a causa del consumo di sigarette e di altri prodotti con tabacco, solo in Europa i morti ogni anno sono almeno 700mila. A queste si aggiungono i milioni di persone che necessitano di cure e terapie per malattie causate dal fumo, dal cancro alle patologie a carico del cuore e dei polmoni, che costituiscono un costo sociale molto alto soprattutto per i sistemi sanitari pubblici.