• Cultura
  • domenica 27 settembre 2015

La musica dei trailer

La gran parte delle volte non è quella della colonna sonora del film: ci sono società che producono solo "musiche da trailer"

I trailer dei film sono pensati a loro volta come dei mini-film e in quanto tali hanno una costruzione e una narrazione proprie, che si basano soprattutto su obiettivi di marketing: per questo motivo quasi sempre la musica utilizzata nei trailer non è la stessa della colonna sonora del film. Le case cinematografiche infatti commissionano i trailer ad apposite case di produzione, che a loro volta si affidano ad appositi compositori e società per aggiungere la musica.

Mark Woollen, che ha creato alcuni tra i migliori trailer cinematografici degli ultimi anni, ha spiegato come nel suo lavoro selezioni minuziosamente ogni scena da inserire nel filmato ma alla fine punti molto proprio sulla musica. In un articolo pubblicato sul New York Magazine Woollen ha detto:

«Certe volte il 70 o l’80 per cento del lavoro consiste nel trovare la giusta canzone da inserire. Fare i trailer consiste nel sapere gestire ritmo, cadenza ed emozioni. I registi parlano spesso di quanto per loro una grossa parte la faccia il casting: per noi vale la stessa cosa per la musica».

Scegliere la colonna sonora giusta per un trailer – spesso senza aver visto la versione completa e finale del film – richiede un approccio diverso anche rispetto alla composizione della musica in generale. John Beal, un esperto compositore di musica per film e televisione, ha musicato più di 2.000 trailer: fa questo lavoro dal 1979, dall’esordio di Patrick Swayze in Skatetown Usa. E spiega, in un articolo pubblicato sul Guardian nel 2011, che le sue canzoni durano circa due minuti e sono divise in tre parti: inizio, metà e fine. Ognuno di questi momenti ha solitamente segmenti e stili di musica diversi al suo interno.

Le società di produzione cinematografica preferiscono spesso optare per canzoni o motivi che hanno già funzionato con altri film. Bael ha spiegato anche che solitamente la richiesta che riceveva era: «Il più piccolo budget possibile, la miglior musica possibile: che sia come qualcosa che qualcun altro ha già fatto, ma diversa abbastanza da non esser accusati di plagio».Tra le canzoni più richieste c’è quella di Alien, di James Hornes, i Carmina Burana, ma anche motivi di John Williams, il compositore delle colonne sonore di Star Wars, tra le altre.

Usare una melodia conosciuta è un buon metodo per catturare l’attenzione dello spettatore, ma è un metodo costoso: i diritti d’autore possono costare moltissimo. Quindi spesso chi realizza i trailer opta per delle cover: riproduzioni non originali di canzoni che comunque possono generare nello spettatore un senso di familiarità. Su Slate, Aisha Harris spiega come questo serva a catturare i primi secondi dell’attenzione dello spettatore, la cui attenzione viene attirata da qualcosa di riconoscibile – “ma io questo lo conosco!” – e scopre invece che è in realtà qualcosa di nuovo. Spesso questo processo di riconoscimento avviene senza che ce ne rendiamo conto. Un esempio recente è il trailer di Birdman, film del 2014 che ha vinto quattro Oscar. La canzone del trailer è una cover della celebre Crazy, di Gnarls Barkley.

Lo stesso vale per il trailer di The Social Network con la cover di Creep dei Radiohead.

Anche i diritti per l’uso di queste cover sono costosi, però, e quindi non tutti scelgono questa strada. Negli anni si è così formata un’area specializzata. Quella delle music library companies: società che costruiscono in proprio un vasto repertorio al quale può attingere chi deve montare il trailer del film.

Grazie alle loro dimensioni e alle loro risorse, queste società sono in grado di registrare con un’orchestra al completo e hanno a disposizione un vasto repertorio di alta qualità. Jeff Fayman, proprietario di Immediate Music, una delle più grandi music library di Los Angeles che si è occupata di film come Spider Man, Harry Potter, Matrix e Avatar, ha definito il suo lavoro una sfida: c’è la possibilità che la musica che producono non venga mai scelta. Negli ultimi anni Immediate Music ha pubblicato dei dischi – il primo si chiamava Trailerhead – e ha anche creato una propria band, i Globus. Anche Two Steps From Hell, un’altra società che si occupa di musica per trailer, ha prodotto dei dischi per il pubblico con i brani del proprio repertorio.

Per chi fosse incuriosito, il sito Soundtrack.net raccoglie tutte le informazioni sulle colonne sonore dei film e dei loro trailer e ha anche stilato una lista delle canzoni più riutilizzate: ai primi posti troviamo Redrum di Immediate Music (usata 28 volte), Come See The Paradise di Randy Edelman (usata 27 volte), Tightwire di Immediate Music (26 volte), Naked Prey sempre di Immediate Music (25) e Aliens di James Horner (24 volte). Le avete sentite tutte un sacco di volte.

Redrum

Come See The Paradise

Tightwire

Naked Prey

Aliens

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