Perché “Infinite Jest” in francese è uscito ieri

Ovvero vent'anni dopo la pubblicazione originale: una storia di diffidenze e fatiche del lunghissimo libro di David Foster Wallace

di Abby McIntyre – Slate

Quasi vent’anni dopo la sua uscita negli Stati Uniti, oggi esce in Francia Infinite Jest, il romanzo più famoso dello scrittore americano David Foster Wallace: famoso anche per la sua eccezionale lunghezza: nell’edizione originale è lungo 1079 pagine. Intitolato L’infinie comédie – “La farsa infinita”, traduzione del titolo originale – la storia editoriale francese del romanzo è iniziata più di 15 anni fa ed è passata attraverso numerose vicissitudini, che hanno fatto in modo che dal 1996 a oggi non fosse disponibile una traduzione in francese di uno dei romanzi più significativi degli ultimi decenni.

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Wallace non è mai stato particolarmente famoso in Francia, ma il culto mondiale nato attorno a lui rende sorprendente il fatto che per diversi anni Infinite Jest sia stato ignorato. Poco dopo la sua pubblicazione in inglese, l’agente letterario Anna Jarota lo propose ad alcune case editrici francesi piuttosto affermate, che però erano scettiche sulla sua forma poco tradizionale: oltre a essere lunghissimo, Infinite Jest ha infatti una trama molto intricata, presenta numerosi registri lessicali – Wallace passa più volte dal dialetto al linguaggio tecnico – e contiene più di 300 note.

Nel 2000, una donna di nome Marion Mazauric fondò una piccola casa editrice – la Au Diable Vauvert – e comprò i diritti per tradurlo in francese. Il progetto di Mazauric prevedeva che prima della pubblicazione di Infinite Jest Wallace fosse diventato un nome riconoscibile nel mondo letterario francese. Di conseguenza, Mazauric iniziò col pubblicare alcuni suoi saggi e raccolte di racconti. Nel 2005 la Au Diable Vauvert pubblicò le versioni tradotte di Brevi interviste con uomini schifosi – una raccolta di 23 racconti uscita originariamente nel 1999 – e Una cosa divertente che non farò mai più, una raccolta di saggi uscita nel 1997 (in Italia, il primo è uscito per Einaudi nel 2000 con una introduzione di Fernanda Pivano, mentre il secondo è uscito in due volumi per Minimum Fax fra il 1997 e il 1998).

Non fu facile trovare un traduttore che si impegnasse a tradurre le più di mille pagine di Infinite Jest. Il libro però, nel frattempo, era già stato tradotto in spagnolo, tedesco, portoghese e italiano (quest’ultimo da Edoardo Nesi e Annalisa Villoresi per Fandango, nel 2000), sebbene con numerose difficoltà. Quando i traduttori professionisti che aveva contattato si tirarono indietro, Mazauric pensò di affidare la traduzione a un redattore giovane che potesse replicare il tono molto libero ed elastico usato da Wallace. Assegnò quindi l’incarico a Charles Recoursé, un giovane redattore di 26 anni che Mazauric riteneva perfetto per Infinite Jest. Solo che Recoursé non aveva mai tradotto alcun libro prima di allora. Di conseguenza, prima di avere a che fare con Infinite Jest, Mazauric decise di assegnargli la traduzione di testi di Foster Wallace più corti e accessibili: in quegli anni, uscirono dunque per Au Diable Vauvert La scopa del sistema, il famoso discorso Questa è l’acqua e La ragazza dai capelli strani (in Italia, i primi due sono usciti per Einaudi, il terzo per Minimum Fax).

Nel frattempo, però, Au Diable Vauvert aveva avuto diversi guai. Nel 2011, mentre Mazauric stava soffrendo di problemi di salute, un guaio informatico impedì alla casa editrice di dimostrare che stava ancora lavorando alla traduzione di Infinite Jest, facendole perdere i diritti per tradurlo. I diritti furono quindi comprati da Editions de l’Olivier, una delle case editrici che aveva snobbato il romanzo negli anni Novanta. Olivier Cohen, l’editore francese del famoso scrittore americano Jonathan Franzen (storico amico di Wallace), fu convinto dallo stesso Franzen e da Jeffrey Eugenides a leggere Infinite Jest nonostante inizialmente avesse detto di non apprezzare Wallace. Ne rimase impressionato: «la cosa notevole di Infinite Jest è che si tratta di una vera “esperienza” letteraria. Wallace è riuscito a catturare il suono della sua generazione».

Cohen decise di cambiare traduttore e assunse Francis Kerline, un rispettato traduttore che aveva lavorato sui testi di famosi autori anglosassoni come lo stesso Franzen, Nick Hornby e Jack London. L’edizione francese di Infinite Jest sarebbe dovuta uscire nel 2014, ma Kerline ci ha messo più tempo del previsto, chiedendo fra l’altro una mano a Recoursé, che nel frattempo aveva tradotto altri scritti di Wallace (fra cui l’intervista Come diventare se stessi su cui è basato il film su Wallace in uscita nei cinema).

©Slate 2015