(AP Photo/Evan Vucci)
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  • venerdì 17 Luglio 2015

La prima visita di un presidente americano in un carcere federale

Barack Obama ha fatto un giro in una prigione dell'Oklahoma e ha parlato con alcuni detenuti, spiegando di nuovo perché il sistema va cambiato

(AP Photo/Evan Vucci)

Giovedì 17 luglio il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha visitato una prigione di media sicurezza a El Reno, in Oklahoma. È stata la prima visita di un presidente in carica in una prigione federale nella storia degli Stati Uniti. Obama ha fatto il giro della struttura, ha parlato con sei detenuti e ha tenuto un breve discorso ai giornalisti presenti.

Obama ha insistito sul fatto che il sistema carcerario degli Stati Uniti va riformato – la stessa prigione di El Reno visitata da Obama è sovraffollata, dice NBC News – e ha descritto i sei detenuti che ha incontrato come dei «ragazzi che hanno fatto degli errori, non così diversi dagli errori che io e voi abbiamo fatto da giovani. La differenza è che loro non hanno avuto strutture a cui appoggiarsi, o qualcuno che gli desse una seconda possibilità, o risorse che gli avrebbero permesso di superare quegli errori».

Nelle carceri federali al 2013 erano presenti un milione e 574mila persone (fra cui molti più afroamericani che bianchi, in proporzione). Nel 1980 erano meno di un terzo, circa 500mila. Circa il 48 per cento dei detenuti oggi in carcere sta scontando pene relative al traffico di droga. A questo proposito, Obama ha detto:

«Se sei un piccolo spacciatore o hai violato la libertà condizionale, hai un debito con la società. Devi essere ritenuto responsabile e rimediare. Ma non sei in debito di vent’anni della tua vita, né di tutta la vita intera. Dobbiamo capire se questo sia il modo migliore di tenere sotto controllo il crimine e riabilitare le persone. Dobbiamo capire se venti, trent’anni in prigione o un ergastolo per crimini senza violenza sono la pena migliore per risolvere questi problemi».

Pochi giorni fa Obama ha ridotto la pena di 46 detenuti con pene superiori ai vent’anni per condanne legate al traffico di droga e reati senza violenza. Buona parte delle condanne per droga sono legate alla cosiddetta War on Drugs portata avanti dai presidenti repubblicani Richard Nixon e Ronald Reagan fra gli anni Settanta e Ottanta: una campagna per contrastare la diffusione delle droghe che prevedeva il fortissimo inasprimento delle pene per lo spaccio e il traffico di droga. Da anni va avanti un dibattito sulla scarsa efficacia dimostrata dalla War on Drugscriticata più volte dallo stesso Obama.

Dopo la sua visita, Obama ha anche twittato dal suo account ufficiale alcune cifre relative alle spese federali per il carcere.