Le foto di Federico Patellani a Torino

Fu uno dei primi fotogiornalisti italiani e c'è almeno una sua foto che avete visto tutti di sicuro

Tre ragazze nel campo dei Miracoli a Pisa, nel 1946 (© Federico Patellani - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea)

Fino al 13 settembre Palazzo Madama a Torino ospita una mostra dedicata a Federico Patellani (Monza 1911 – Milano 1977), considerato tra i primi fotogiornalisti italiani e uno dei più rilevanti del Novecento. Una sua foto la conoscete certamente tutti: quella con la faccia della ragazza che spunta dalla prima pagina del Corriere della Sera durante i festeggiamenti per la nascita della Repubblica.

La mostra espone 90 fotografie in bianco e nero provenienti dal ricco archivio dedicato a Patellani e conservato al Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo: raccontano i momenti più importanti della sua carriera, dalla fine della Seconda guerra mondiale alla metà degli anni Sessanta. È suddivisa in cinque sezioni che raccontano le tematiche più importanti che ha trattato: le città italiane in rovina alla fine della guerra; la ricostruzione e la rinascita economica; il Sud e la Sardegna; la ripresa del cinema e la nascita dei concorsi di bellezza; i ritratti di artisti e intellettuali.

Patellani iniziò a lavorare nel 1939 con Tempo, una rivista che si ispirava allo statunitense Life, per cui ha inventato i cosiddetti “fototesti”, reportage fotografici in cui per la prima volta il rapporto tra testo e immagine era invertito: era infatti quest’ultima il centro del servizio, mentre le parole avevano una semplice funzione esplicativa o di accompagnamento. Patellani fu anche uno dei primi fotografi a sostenere che la fotografia dovesse prima di tutto documentare e informare il lettore, preoccupandosi solo secondariamente della bellezza dell’immagine.

Dalla fine degli anni Cinquanta si occupò molto anche di fotografia di viaggio: tra i reportage più famosi ci sono America pagana, dedicata alla civiltà Maya, e Paradiso nero, un reportage sugli stati dell’Africa centrale. Nel 1963 pubblicò sulla rivista Le Ore “Le voci dell’Europa giovane” un’inchiesta in otto puntate dedicata alle diverse università europee. Si occupò anche di cinema: nel 1953 fu aiuto regista di Alberto Lattuada per il film La lupa; sempre negli anni Cinquanta girò due documentari per la tv, Viaggio in Magna Grecia e Viaggio nei paesi di Ulisse.

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