Potremo fare tutti i corrieri di Amazon?

L'azienda di e-commerce sta sperimentando un'applicazione per permettere a chiunque di guadagnare qualche soldo consegnando pacchi

(Sean Gallup/Getty Images)

Amazon sta lavorando a un nuovo servizio per coinvolgere chiunque sia disposto a consegnare i suoi pacchi al posto dei corrieri tradizionali, in cambio di un compenso. La notizia non è ancora ufficiale, ma è stata anticipata dal Wall Street Journal, che di solito ha fonti bene informate sui progetti dell’azienda statunitense e tra le più grandi al mondo per quanto riguarda gli acquisti online. Il servizio dovrebbe essere disponibile attraverso un’applicazione che per ora si chiama “On My Way” (in inglese “Sto arrivando”, più o meno), ma secondo ilWall Street Journal si tratta ancora di un sistema sperimentale e non è escluso che possa arenarsi prima di essere messo a disposizione di tutti.

L’idea di On My Way è rendere più rapida ed economica la consegna dei prodotti, soprattutto nelle aree urbane e sfruttando alcuni punti di raccolta fisici che Amazon potrebbe utilizzare per immagazzinare i prodotti, già ordinati o più richiesti. Chuck deve andare da A a B, imposta il suo viaggio sull’applicazione e questa a sua volta calcola la presenza di clienti Amazon cui consegnare pacchi lungo il tragitto. In questo modo Chuck può effettuare le consegne per conto dell’azienda al posto di un normale corriere e ricavare qualche dollaro, facendo il percorso che farebbe comunque. Per ora non ci sono molti altri dettagli su On My Way, ma una soluzione di questo tipo potrebbe in effetti aiutare Amazon a sveltire le consegne a domicilio.

Attraverso corrieri tradizionali come UPS e DHL, ogni giorno Amazon consegna circa 3,5 milioni di pacchi. La grande quantità di consegne permette all’azienda di ottenere costi di spedizione relativamente basse, intorno agli 8 dollari negli Stati Uniti, ma con On My Way oltre a sveltire le cose si potrebbero ridurre le tariffe. Sempre secondo le stime delWall Street Journal, l’iniziativa potrebbe permettere ad Amazon di contenere le spese di spedizione, che nell’ultimo anno sono aumentate del 31 per cento, più rapidamente di quanto siano aumentati i ricavi per l’azienda.

I partecipanti a On My Way sarebbero registrati e certificati in qualche modo per evitare che qualcuno ritiri i pacchi per le consegne e poi non si faccia più vivo, trattenendo per sé la merce, ma le modalità di registrazione e di sicurezza studiate per l’applicazione non sono ancora note, e non è detto che già esistano. Il sistema in un certo senso è paragonabile a UberPop, il servizio che permette a chiunque abbia un’automobile di dare un passaggio, a pagamento, a qualcuno nelle città dove è presente Uber, l’applicazione per prenotare automobili con autista.

Nel corso degli anni Amazon ha risolto quasi tutti i problemi della logistica, avviando piani molto ambiziosi per automatizzare i suoi magazzini con robot, ma la fase finale delle consegne dai centri di smistamento ai clienti continua a essere un collo di bottiglia con costi rilevanti. In alcune città degli Stati Uniti l’azienda ha avviato servizi alternativi, come per esempio la consegna dei pacchi utilizzando corrieri locali in bicicletta, o sperimentando consegne alternative sfruttando i taxi. Nel 2014 si era inoltre parlato molto della sua annunciata iniziativa per consegnare i pacchi tramite droni, opzione che Amazon sta continuando a sperimentare, anche se con qualche difficoltà a causa della lentezza con cui riceve le autorizzazioni da parte delle autorità per il commercio e per la sicurezza del volo degli Stati Uniti.

Amazon ha inoltre iniziato a sperimentare a New York, negli Stati Uniti, un nuovo servizio che si chiama Prime Now e che può essere richiesto per ottenere la consegna entro un’ora delle cose acquistate sul sito: per ora l’utilizzo di Prime Now è limitato ad alcuni quartieri della città.

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