Chi è Luigi Brugnaro, il nuovo sindaco di Venezia

Ha 53 anni e dice che gli piace Renzi, anche se era candidato col centrodestra: è proprietario di un'azienda di servizi e di una squadra di basket

Luigi Brugnaro (in centro) festeggia dopo la vittoria al ballottaggio (Alvise Busetto/LaPresse)

Domenica 14 giugno il ballottaggio per la carica di sindaco di Venezia è stato vinto da Luigi Brugnaro, un imprenditore locale di 53 anni che si era candidato col centrodestra (anche se in campagna elettorale ha spesso detto di non considerarsi «né di destra né di sinistra»). La vittoria di Brugnaro è considerata una grave sconfitta per il centrosinistra, che governava Venezia sin dal 1993 e il cui ultimo sindaco, Giorgio Orsoni, era stato arrestato per finanziamenti illeciti alla propria campagna elettorale e costretto quindi a dimettersi.

Brugnaro al ballottaggio ha ottenuto il 53,21 per cento dei voti, contro il 46,79 per cento del candidato del centrosinistra, l’ex magistrato Felice Casson. Brugnaro ha preso circa 20.000 voti in più rispetto al primo turno, mentre Casson circa 1.500 in più. Al primo turno la lista civica che sosteneva Brugnaro era stata la più votata, con il 20,83 per cento: la Lega Nord – che sosteneva un altro candidato – aveva preso il 9,2 per cento, Forza Italia solo il 3,76. Subito dopo la vittoria Brugnaro ha detto che non cerca «vendette» con la precedente amministrazione, ha spiegato che gli piace Renzi e che secondo lui «i renziani sono contentissimi» della sua vittoria.

Brugnaro è nato nel 1961 a Mirano, un piccolo comune dell’entroterra di Venezia. Dopo aver studiato al liceo scientifico di Mirano, si è laureato in architettura alla Università Iuav di Venezia. Nel 1986 ha fondato EVERAP, una società che si occupa di reti commerciali. Nove anni dopo, nel 1997, ha invece fondato Umana, una società che si occupa di lavoro interinale di cui è tuttora presidente: secondo Venezia Today negli ultimi anni ha superato i 300 milioni di entrate annuali e oggi impiega circa 600 dipendenti. Fra il 2009 e il 2013 Brugnaro è stato anche presidente della divisione del Veneto di Confindustria, di cui è anche membro del comitato direttivo nazionale. Nel 2006 Brugnaro ha inoltre comprato la Reyer Venezia, una storica squadra di basket fondata nel 1925: nel 2008 Brugnaro diceva di investire «23 milioni di euro ogni anno» per la squadra, che nell’ultima stagione è arrivata fino alle semifinali playoff della Serie A italiana. Finora Brugnaro non aveva mai ricoperto alcuna carica politica.

In campagna elettorale Brugnaro si è tenuto piuttosto distante dai partiti di centrodestra che lo sostenevano, facendo campagna elettorale per la sua lista principale e parlando di sviluppo economico, sicurezza (il primo punto del suo programma), turismo e attenzione ai giovani e agli anziani. Durante la campagna elettorale è stato anche criticato per alcune sue dichiarazioni piuttosto forti contro i centri sociali o i venditori ambulanti abusivi: in un’intervista a Libero del 3 giugno aveva proposto di risolvere il problema dei “vu cumprà” a Venezia «dandogli la caccia e mettendoli in gattabuia». Fra le altre cose, Brugnaro ha anche promesso di sistemare il bilancio del Comune, di rendere Venezia «apertissima ai privati» e di cambiare alcuni aspetti della gestione del turismo in città (si parla di introdurre una “carta dei servizi” per i turisti, a prezzi variabili).

Marco Cremonesi ha scritto sul Corriere della Sera che Brugnaro si è già accordato con i partiti che lo hanno sostenuto per assegnare alcuni posti in giunta:

La Lega non ha fatto la schizzinosa: si è accordata con lui nonostante la presenza nel gruppo di Area popolare, come dire l’Ncd. Risultato, avrà il vicesindaco: Gian Angelo Bellati. Della futura squadra che affiancherà il sindaco a Ca’ Farsetti, si conosce già qualche altro nome. Non i renziani che potrebbero entrare in giunta ma il tributo (nonostante lui si dica «né di destra né di sinistra») alla politica concreta fatta di accordi. Di certo, ci saranno l’ex presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, già leghista poi fuoriuscita, e Renato Boraso, già aspirante sindaco di ceppo Forza Italia.

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