Un negozio di vinili, nel 2015 (Peter Macdiarmid/Getty Images)

La storia di Oink

Cosa è stato il più grande e famoso sito di condivisione di file musicali dopo Napster, chiuso nel 2007 per pirateria online

Un negozio di vinili, nel 2015 (Peter Macdiarmid/Getty Images)

Oink è stato un sito e tracker di BitTorrent britannico fondato nel 2004 e chiuso nel 2007, che faceva sì che gli utenti potessero scambiarsi musica sfruttando i torrent, un sistema che permette la rapida ed efficace condivisione di file online. I file erano scambiati tramite “peer-to-peer”, ovvero in modo paritario e reciproco tra più utenti: era necessario però un host, un server centrale che gestisse e organizzasse gli scambi. Oink – conosciuto anche come Oink’s Pink Palace – si affermò in quegli anni come uno dei più grandi, usati e conosciuti siti per la condivisione di file, soprattutto musicali. A Oink si poteva accedere solo su invito e per poterci restare e scaricare file era necessario caricare costantemente file musicali, meglio se molto nuovi o molto rari. Oink arrivò ad avere circa 180mila membri, ma nel 2007 fu chiuso per pirateria musicale e il suo fondatore, Alan Ellis, divenne il primo cittadino britannico a essere accusato per la condivisione illegale di musica.

Alan Ellis creò Oink quando aveva poco più di 20 anni ed era ancora uno studente d’informatica. Nato a Leeds e cresciuto a Manchester, Ellis si era poi spostato a Middlesbrough, nel nord est dell’Inghilterra, per studiare all’università di Teesside. La vicenda di Ellis è raccontata nel dettaglio nel libro How Music Got Free, di Stephen Witt, che sarà pubblicato in inglese dal 18 giugno. Il Guardian ha pubblicato alcuni giorni fa un estratto del libro, in cui l’autore spiega che Ellis trovò che le cose che venivano insegnate a Teesside erano “il corrispettivo del latino e del greco antico per quanto riguarda la programmazione”: cose lontane e secondo lui poco utili. Ellis decise allora di imparare da sé a usare codici e linguaggi informatici più moderni e il 30 maggio 2004 creò Oink.

Dopo aver posto le basi tecniche, Ellis si dedicò alla promozione del suo sito: organizzò un concorso per scegliere il logo del sito – un maiale con delle cuffie – rese migliore e più fruibile l’interfaccia e soprattutto decise di puntare molto sulla qualità dei file audio condivisi. Su Oink si potevano condividere solo MP3 direttamente copiati da cd originali, si dovevano taggare con cura le canzoni e le immagini profilo dei membri dovevano essere “cute”, carine. Ellis voleva differenziarsi da Napster – il programma di file sharing attivo fino al 2001 – su cui, scrive Witt nel suo libro, la qualità di album e canzoni era spesso scarsa e su cui le caratteristiche attribuite alle canzoni (artista, anno, album) erano spesso sbagliate. Oink, scrive Witt, era un sito snob ed esclusivo: «un posto in cui i membri potevano mostrare la loro attitudine elitaria e altezzosa verso la musica e la tecnologia»,  e un posto in cui «più le regole si facevano severe, più utenti arrivavano».

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Nel 2005 Oink iniziò a chiedere – e ottenere – finanziamenti volontari dai suoi membri. Nel 2006 il sito raggiunse i 100mila utenti e circa un milione di album musicali ospitati sui suoi server. Oink funzionava, cresceva ed era apprezzato, quasi venerato dai suoi utenti e Ellis alimentava con capacità la loro passione. Witt ha detto: «A volte sembrava che promuovesse una visione quasi utopica, con l’eccezione che la sua utopia funzionava davvero».

Il sistema messo in piedi da Ellis era però illegale e nel 2007 artisti come MIA e Prince riuscirono a far rimuovere le loro canzoni dal sito. Oink era diventato troppo grande troppo in fretta e Ellis si trovò poco preparato ad affrontare la reazione dell’industria musicale. Il 23 ottobre del 2007 “una dozzina di poliziotti perquisì la casa di Ellis”, i suoi conti bancari furono bloccati ed Ellis fu arrestato. Anche suo padre fu arrestato, con l’accusa di riciclaggio di denaro. Le indagini che portarono al suo arresto erano state svolte dalla polizia britannica e da quella olandese (i server del sito si trovavano nei Paesi Bassi). Ellis fu accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode ai danni dell’industria musicale e si difese dicendo che le 200mila sterline trovate sul suo conto Paypal erano donazioni volontarie degli utenti. Ellis paragonò anche Oink a Google:

Il mio sito non fa niente di diverso rispetto a Google. Quando Google indirizza qualcuno verso un sito di download illegale allora fa le stesse cose di cui io sono accusato. Non ho la responsabilità di far violare la legge agli utenti di Oink. Le persone non pagano per usare il sito.

Il processo a Ellis – dal cui sito erano in tutto stati scaricati circa 21 milioni di file musicali – si concluse nel gennaio del 2010 con una piena assoluzione. BBC ha scritto che Ellis disse anche di aver creato Oink per “perfezionare le sue capacità, per aumentare le sue possibilità di trovare un lavoro”.

Witt ha scritto che da quel momento Ellis non gli ha concesso alcuna intervista. Dopo aver saputo del libro di Witt, comunque, Ellis gli ha scritto una breve mail in cui si riferisce a Oink dicendo: «È una parte della mia vita che sono felice sia alle mie spalle». Il dominio di Oink è ancora attivo, andandoci si trova la scritta «Cosa speri di trovare?”, e la possibilità di inserire la propria email per essere invitati e aggiornati su delle non meglio spiegate evoluzioni future. Sul sito appare anche un’altra scritta: “Never Forget – 23 Oct 2007”, un messaggio che invita a non dimenticare il giorno in cui Ellis fu arrestato.

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