Il primo ministro indiano Narendra Modi e il primo ministro bengalese Sheikh Hasina, a Dacca, in Bangladesh, 7 giugno 2015. (AP Photo/A.M. Ahad)

La frase sessista di Narendra Modi («nonostante sia una donna»)

Il primo ministro indiano Narendra Modi e il primo ministro bengalese Sheikh Hasina, a Dacca, in Bangladesh, 7 giugno 2015. (AP Photo/A.M. Ahad)

Domenica il primo ministro dell’India Narendra Modi ha detto durante un discorso all’università di Dacca, in Bangladesh:

«Sono contento che il primo ministro del Bangladesh, nonostante sia una donna, abbia dichiarato tolleranza zero al terrorismo»

La frase è stata molto criticata per l’evidente sessismo, in particolare su Twitter e Facebook con l’hashtag #DespiteBeingAWoman (che in inglese significa, appunto, «nonostante sia una donna»). Frasi simili non sono una novità nella politica indiana ma, da quando è stato eletto primo ministro, Modi – esponente del BJP, il partito nazionalista e conservatore indù – si è presentato come un difensore dei diritti delle donne: per esempio ha accusato i genitori degli stupratori di non aver cresciuto bene i loro figli, prendendo le parti delle donne violentate, e promosso programmi contro l’aborto selettivo di feti femmine e la discriminazione verso le bambine, molto frequente nelle famiglie indiane. Altri hanno ricordato la storia di sua moglie, che Modi non vede da cinquant’anni e che vive sorvegliata nel Gujarat.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.