La viceministra degli Esteri di Israele: «Questa terra è nostra»

Tzipi Hotovely alla Knesset, (AP Photo/Emil Salman)

Durante un discorso di presentazione a Gerusalemme a cui partecipavano i diplomatici israeliani, Tzipi Hotovely, la giovane viceministra degli Affari Esteri del nuovo governo di Benjamin Netanyahu (che è anche ministro degli Esteri), ha detto che Israele non deve alcuna scusa per le sue politiche in Palestina, per l’occupazione e le colonie, citando passi tratti da testi religiosi per sostenere la sua convinzione che quella terra appartenga interamente al popolo ebraico. In particolare ha detto:

«Questa terra è nostra. È tutta nostra. Non siamo venuti qui a chiedere scusa»

Nel suo discorso Hotovely ha citato Rashi, uno dei più famosi commentatori della Bibbia, dicendo: «Rashi ci dice che la Torah si apre con la creazione e ci insegna che se il mondo ci nega il diritto di abitare su questa terra, noi dobbiamo rispondere che questa terra appartiene solo a Dio e che solo Lui ha deciso di offrircela». 

Parlando in inglese, Hotovely ha anche detto che avrebbe cercato di ottenere un riconoscimento a livello mondiale per gli insediamenti in Cisgiordania. La reazione di molti diplomatici presenti alla riunione non è stata positiva: «Le persone erano in stato di shock: è la prima volta che ci viene chiesto di utilizzare un commento alla Torah ai fini della diplomazia», ha detto uno di loro al quotidiano israeliano Haaretz.

Tzipi Hotovely ha 36 anni, è un’ebrea ortodossa e appartiene a una giovane generazione di politici estremisti del Likud di Netanyahu che sostiene la costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania e si oppone alla cessione di terre ai palestinesi. L’influenza di questi estremisti nel nuovo governo del primo ministro israeliano, che non ha una grande maggioranza in parlamento dopo le ultime elezioni, potrebbe complicare ulteriormente qualsiasi tentativo di riprendere i colloqui di pace con la Palestina.

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