• Scienza
  • mercoledì 4 Febbraio 2015

I bambini con il DNA di tre persone

La Gran Bretagna è diventato il primo paese al mondo in cui sarà possibile l'uso di una tecnica per sostituire il DNA difettoso dei mitocondri di una donna con quello sano di una donatrice, prevenendo così diverse e gravi patologie

Aggiornamento del 24 febbraio: la Camera dei Lord ha approvato la legge che permette la nascita di bambini con il DNA di tre persone diverse. La Gran Bretagna è diventato quindi il primo paese al mondo in cui sarà possibile utilizzare questa particolare tecnica di fecondazione artificiale per prevenire alcune malattie genetiche incurabili trasmesse da madre a figlio.

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La Camera dei Comuni del Regno Unito ha votato a favore – con 382 sì e 128 no – di una legge che permetta la nascita di bambini con il DNA di tre persone diverse, per prevenire alcune malattie genetiche trasmesse da madre a figlio (le patologie mitocondriali). Per l’introduzione definitiva della legge sarà necessaria l’approvazione anche alla Camera dei Lord e il via libera dell’HFEA, Human Fertilisation and Embryology Authority, l’organo che dipende dal ministero della Salute e che si occupa nel Regno Unito di fecondazione e inseminazione artificiale. Dopodiché il primo tentativo di fecondazione con questa tecnica potrebbe avvenire già quest’anno e il primo bambino potrebbe nascere nel 2016: il Regno Unito potrebbe dunque diventare il primo paese al mondo a utilizzare questa particolare tecnica di fecondazione artificiale. Il primo ministro britannico, il conservatore David Cameron, si è detto favorevole alla norma: «Non stiamo giocando a fare Dio: stiamo solo facendo in modo che due genitori che vogliono un bambino sano possano averlo».

La metodologia è stata sviluppata all’Università di Newcastle grazie a un gruppo di scienziati guidato dal professor Doug Turnbull e si basa sulla donazione del DNA mitocondriale. I mitocondri si trovano nelle cellule e la loro funzione principale è produrre energia. Sono anche la sola struttura della cellula, oltre al nucleo, che contiene materiale genetico: il DNA. Il DNA mitocondriale umano viene ereditato per via matrilineare (la cosiddetta “eredità non mendeliana” o “citoplasmatica”): se la madre è affetta da una malattia a trasmissione mitocondriale, la erediteranno tutti i figli; se ne è affetto il padre, non la erediterà nessuno. Le patologie mitocondriali possono colpire il sistema nervoso centrale, il cuore, i muscoli, il fegato, il sistema endocrino e i reni e possono causare, tra le altre cose, danni cerebrali, diabete, atrofia muscolare, insufficienza cardiaca e cecità. Circa un bambino ogni 6.500 nasce con una malattia mitocondriale.

La tecnica sperimentata nel Regno Unito è una variante della fertilizzazione in vitro: prevede l’unione dei gameti dell’uomo e di una donna con il DNA mitocondriale sano di una donatrice. Nei nuovi nati il DNA sarebbe al 99,9 per cento dei genitori e allo 0,1 della donatrice: quello 0,1 porterebbe però a un cambiamento permanente che verrebbe trasmesso attraverso le generazioni. Poiché si tratta di DNA mitocondriale, non verrebbero compromesse tutte quelle caratteristiche uniche di ognuno che sono legate al DNA nucleare dei gameti dei futuri genitori e che determinano, per esempio, colore degli occhi, dei capelli, statura e così via.

BBC

Intorno alla tecnica c’è stato naturalmente un grande dibattito, in cui sono intervenuti scienziati, politici e la Chiesa. Sia dal punto di vista etico che da quello scientifico, il punto più importante riguarda il fatto che si tratta di una modificazione genetica e di un intervento che sarà tramandato attraverso le generazioni. La Chiesa cattolica e quella anglicana si sono dette preoccupate e hanno invitato alla prudenza, soprattutto per la distruzione di embrioni come parte dell’intero processo: hanno affermato che la tecnica non sarebbe né etica né sicura.

Diverse organizzazioni temono poi che questa procedura porterà presto all’introduzione di ulteriori modificazioni genetiche nei bambini e alla creazione di “bambini su misura”. Altri sostengono invece che si tratti di una procedura che introdurrà piccolissime modifiche e soprattutto non cambierà l’identità di ognuno da un punto vista genetico. Diversi scienziati hanno invece avanzato dubbi sulla sicurezza di queste tecniche mitocondriali, mettendo in dubbio alcuni studi e pareri in cui se ne afferma con certezza la non pericolosità. I bambini nati con questa tecnica saranno responsabili di cambiamenti genetici ereditabili e il rischio che questo potrebbe comportare per le future generazioni è ancora sconosciuto, dicono.