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  • mercoledì 17 Dicembre 2014

Obama fa la pace con Cuba

Stati Uniti e Cuba inizieranno dei colloqui per stabilizzare i loro rapporti diplomatici: è il più grande cambiamento nei loro rapporti dal 1962

Il governo di Cuba ha scarcerato il cittadino statunitense Alan Gross dopo cinque anni di prigione. La decisione, confermata anche da funzionari dell’amministrazione americana, è stata presa ufficialmente sulla base di “motivi umanitari”. In realtà, scrivono alcuni siti di news, la scarcerazione di Gross è parte di un accordo che ha previsto anche la liberazione degli ultimi tre cittadini cubani del gruppo chiamato “Cuban Five” rimasti in un carcere americano: secondo la giustizia statunitense, i Cuban Five tentarono di infiltrarsi nelle basi militari americane in Florida per spiare i cubani in esilio. Nel 1998 furono arrestati e nel 2001 furono condannati con le accuse di cospirazione e spionaggio. Questo accordo rappresenta il più importante cambiamento nei rapporti tra Stati Uniti e Cuba da quando è entrato in vigore l’embargo, nel 1962, e – almeno nelle intenzioni delle parti – porterà anche all’inizio di normali relazioni diplomatiche e anche all’apertura di un’ambasciata statunitense all’Avana.

Cosa è successo tra Stati Uniti e Cuba
Le relazioni tra Stati Uniti e Cuba si sono deteriorate a partire dagli anni Sessanta, dopo la rivoluzione cubana e la presa del potere da parte di Fidel Castro. Un primo segno di riavvicinamento pubblico, anche se piccolo, c’era stato il 10 dicembre del 2013, quando il presidente americano Obama e il presidente cubano Raul Castro si erano stretti la mano durante una cerimonia in ricordo dell’ex presidente sudafricano Nelson Mandela. Sia Obama che Castro terranno oggi due discorsi per descrivere l’accordo e le sue conseguenze. Il New York Times scrive che i colloqui tra rappresentanti di Stati Uniti e Cuba sono andati avanti per 18 mesi. Come hanno confermato il presidente americano Obama e il presidente cubano Raul Castro, i colloqui sono stati ospitati per lo più dal Canada e incoraggiati da Papa Francesco (il Papa è stato ringraziato da entrambi). Obama e Castro hanno avuto una conversazione telefonica e si sono accordati per stabilire nuove relazioni diplomatiche tra i due paesi.

Secondo quanto stabilito dalla specie di accordo trovato tra i due paesi, gli Stati Uniti riapriranno un’ambasciata a L’Avana e avvieranno una serie di incontri politici di alto livello nel giro di un paio di mesi. Obama manderà il segretario di stato John Kerry a L’Avana il mese prossimo: Kerry guiderà una delegazione americana che si occuperà di parlare di temi legati all’immigrazione. Gli Stati Uniti rivedranno anche le restrizioni alla libertà di movimento di tutte le 12 categorie di persone che oggi subiscono delle limitazioni per entrare a Cuba: il turismo normale rimarrà invece vietato. Ci saranno anche dei cambiamenti per quanto riguarda le limitazioni delle importazioni di beni cubani in territorio americano. Per la rimozione totale dell’embargo si dovrà ottenere eventualmente l’approvazione del Congresso degli Stati Uniti. Nel suo discorso, Barack Obama ha detto, riferendosi all’embargo: «Questi 50 anni hanno mostrato che l’isolamento non ha funzionato». Obama ha anche aggiunto che è insensato per gli Stati Uniti non avere rapporti con Cuba quando si hanno rapporti con la Repubblica Popolare Cinese – anch’essa con un governo comunista – da 35 anni.

La scarcerazione di Alan Gross
Gross, 65 anni, era stato arrestato dalle autorità cubane il 3 dicembre 2009 mentre lavorava come consulente per l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID): era stato accusato di importare tecnologia vietata e di avere tentato di creare un servizio clandestino di internet per i cubani ebrei, ed era stato condannato a 15 anni di carcere. La salute di Gross era peggiorata nelle ultime settimane: Gross faceva fatica anche a camminare e aveva dei grossi problemi alla vista. Gross è arrivato in territorio statunitense alle 17.30 circa ora italiana di mercoledì 17 dicembre.

I Cuban Five, cinque cubani arrestati negli Stati Uniti nel 1998, sono considerati degli eroi nazionali a Cuba. Il governo cubano ha sempre sostenuto che la loro attività era limitata alla sorveglianza degli esuli anti-comunisti negli Stati Uniti, per evitare che qualcuno di loro compisse attacchi terroristici a Cuba, come la serie di bombe che esplosero nel 1997 in diversi hotel all’Avana e che uccisero un turista italiano. I tre membri dei Cuban Five che si trovavano ancora nelle carceri americane – e che potrebbero essere stati coinvolti nell’accordo per la liberazione di Gross – sono Gerardo Hernández, condannato a due ergastoli, Ramón Labañino, condannato a 30 anni e Antonio Guerrero, condannato a 21 anni e 10 mesi. Gli altri due membri del gruppo, René González e Fernando González, erano già stati liberati rispettivamente nel 2011 e nel febbraio del 2014.