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  • martedì 9 Dicembre 2014

Dove vengono demolite le grandi navi

Il Bangladesh è il primo paese al mondo nel settore ed espone centinaia di lavoratori a grossi rischi, come spiega un documentario di National Geographic

Alcuni mesi fa National Geographic ha raccontato in un documentario le morti e i pericoli corsi da centinaia di lavoratori in Bangladesh che si occupano dello smantellamento di navi di grandi dimensioni provenienti da diverse parti del mondo. Il Bangladesh è il primo paese al mondo per quantità di navi accolte per questo genere di lavoro, principalmente per i costi inferiori rispetto ad altri paesi che rispettano standard di sicurezza. Nel 2013 sono state smantellate in Bangladesh 194 navi. Nel porto di Chittagong, sul Golfo del Bengala, si trovano 80 cantieri di demolizione distribuiti lungo circa 13 chilometri di costa, intorno ai quali ci sono recinti di protezione e guardie che impediscono l’accesso ai cantieri per i non lavoratori. Da tempo i gestori dei cantieri sono accusati da diversi media internazionali di anteporre i propri interessi economici alla sicurezza dei lavoratori. Ogni giorno uomini di diverse età, anche molto giovani (sfruttando le loro piccole dimensioni), si occupano di tutte le fasi dello smantellamento della nave correndo grandi rischi per la propria vita e la propria salute.

Il documentario è stato girato per National Geographic dal fotografo e documentarista statunitense Mike Hettwer. Molte delle navi destinate alla demolizione per il recupero dei materiali risalgono agli anni Ottanta e hanno tra i 25 e i 30 anni di vita: fanno questa fine perché il costo per la loro manutenzione è superiore ai possibili profitti derivanti dal loro utilizzo. I pericoli principali per i lavoratori sono dovuti all’eventualità non infrequente che grosse e pesanti parti delle fiancate, staccandosi dal blocco unico, precipitino sui lavoratori stessi che si occupano del taglio dei metalli. Altri rischi significativi per la salute in genere ricorrono nelle prime fasi dello smantellamento, quando alcuni lavoratori sono incaricati del taglio dei metalli delle fiancate dall’interno della nave, tramite fiamma ossidrica e senza maschere di protezione. Durante questa operazione vengono liberate sostanze tossiche molto nocive, perché le navi sono spesso costruite con materiali come l’amianto e il piombo.