• Cultura
  • giovedì 27 novembre 2014

Il negozio che rivende i bagagli smarriti

Si trova in Alabama ed è l'unico in tutta l'America: ha un enorme inventario di cose più o meno strane e un milione di clienti ogni anno

Scottsboro è una cittadina di 15 mila abitanti in Alabama: si trova più o meno in mezzo al nulla ma è visitata ogni anno da quasi un milione di persone da tutto il mondo per un negozio particolare, l’Unclaimed Baggage Center. Come si può intuire dal nome, il negozio vende il contenuto dei bagagli persi e gli oggetti dimenticati e mai reclamati dai viaggiatori, ritrovati principalmente sugli aerei ma anche su autobus e treni. A questi si aggiungono carichi di merci abbandonati su voli commerciali, camion e altri tipi di mezzi di trasporto.

L’Unclaimed Baggage Center, spiega il sito, mette in vendita 7.000 nuovi oggetti ogni giorno e si estende su una superficie di 3.700 metri quadrati. Quando venne fondato nel 1970 la merce era venduta sui tavoli da gioco di una vecchia casa di Scottsboro, di due sole stanze e in affitto. L’idea di rivendere i bagagli persi venne a Doyle Owens, che nel 1970 si fece fare un prestito di 300 dollari, affittò un un pick up e partì verso Washington DC per acquistare il primo lotto di oggetti persi e mai reclamati. Il negozio fu subito un successo: nel tempo è cresciuto fino a diventare l’unico nel suo genere in tutti gli Stati Uniti, grazie a quelli che la portavoce Brenda Cantrell ha definito al New York Times “contratti esclusivi” e ai “legami costruiti con le compagnie aeree”. Cantrell ha spiegato che «gli affari vanno alla grande»: ogni anno nel negozio arrivano quasi un milione di persone da tutti gli Stati Uniti e 40 paesi da tutto il mondo.

Tra gli scaffali del negozio c’è un po’ di tutto: vestiti di tutti i tipi, dagli abiti da matrimonio alle pellicce di visone, gioielli, dispositivi elettronici e oggetti più rari come maschere africane, rane sottovuoto, strumenti musicali esotici, sedie a rotelle, bombole di ossigeno e armature. Alcune merci sono talmente rare che vengono conservate in una sorta di museo o esposte nel negozio ma non messe in vendita. I clienti sono attirati dalla stranezza degli oggetti, oltre che dal costo contenuto: per esempio un orologio d’oro da 18 carati è stato venduto a 15 mila dollari, mentre l’affare più costoso è stato l’acquisto di un Rolex a 30 mila dollari.

Il 98 per cento delle valigie che non vengono consegnate direttamente sul nastro arrivano comunque ai loro proprietari nel giro di cinque giorni. Quando un bagaglio non viene reclamato, devono poi passare tre mesi di tempo perché le compagnie aeree possano rivendere gli oggetti smarriti: durante quel periodo viene solitamente tracciata e recuperata un’altra metà delle valigie perse. Secondo i dati del ministero dei Trasporti degli Stati Uniti, nei primi mesi del 2014 quelli che hanno avuto problemi con i bagagli sono stati 3,86 viaggiatori su 1000, la metà del 2007, un anno particolarmente problematico. Le compagnie aeree e gli aeroporti applicano sempre nuovi metodi per limitare la perdita di bagagli ed è probabile che nel futuro tutti i bagagli imbarcati vengano dotati di dispostivi che permettano di tracciarli. Se così fosse, Unclaimed Baggage Center potrebbe trovarsi senza nuove cose da vendere: ma potrebbe comunque contare sulla sbadataggine dei viaggiatori che dimenticano iPad, borse, giacche e ogni genere di cose sui sedili dei treni e nelle tasche degli schienali degli aerei.