Il libro sessista su Barbie “ingegnere informatica”

Era stato pubblicato nel 2010, ma è stato ritirato negli ultimi giorni dopo grandi critiche: mostrava una Barbie maldestra e incapace di fare il suo lavoro senza l'aiuto di due uomini

Negli ultimi giorni Mattel, l’azienda che produce la bambola Barbie e una delle più grandi società di giocattoli del mondo, è stata molto criticata per via di un libro illustrato pubblicato nel 2010 che ha come protagonista una bambola Barbie “ingegnere informatico”. Il problema del libro – che si chiama Barbie: I Can Be a Computer Engineer (“Barbie: posso essere un ingegnere informatico”) e che fa parte di una collana in cui Barbie viene mostrata mentre svolge i lavori più disparati – è che contiene diversi elementi sessisti. Christina Warren, una giornalista che si occupa di tecnologia per Mashable, ha scritto che il libro «offre senza dubbio una delle rappresentazioni più sessiste e degradanti di come una donna possa avere successo nel mondo dell’informatica».

Le critiche a Barbie: I Can Be a Computer Engineer sono iniziate con un post del blog di Pamela Ribon, una scrittrice e sceneggiatrice che lavora per la Disney. Ribon ha ripreso varie parti del libro – “scoperto” a casa di un’amica con due figlie piccole – criticando soprattutto quelle in cui Barbie si deve fare aiutare da alcuni colleghi maschi per sistemare guai e portare a termine un lavoro. In pratica Barbie si dimostra incapace di programmare, requisito necessario per un ingegnere informatico (oltretutto, scrive Warren, una cosa che «personalmente ho imparato attorno ai 13 o 14 anni»).

Il post di Ribon è stato ripreso da molte altre persone che hanno ampliato le sue critiche. Venerdì 21 novembre, infine, Mattel si è scusata per la pubblicazione del libro – avvenuta fra l’altro con la collaborazione di Random House, una delle più note e rispettate case editrici del mondo. Mattel ha spiegato che il libro «non riflette la visione dell’azienda riguardo i valori promossi da Barbie» e ha aggiunto che dal 2010 ad oggi la linea editoriale dei libri della collana è cambiata (Random House, da allora, ha pubblicato numerosi titoli che mostrano Barbie come veterinario, insegnante, artista). Mattel ha inoltre ritirato il libro dalla vendita su Amazon.

La storia Barbie: I Can Be a Computer Engineer comincia con Barbie intenta a creare un videogioco che «spieghi ai bambini come funzionano i computer: puoi far sì che un cucciolo robot faccia dei giochini semplicemente incastrando al posto giusto dei blocchi colorati!». Barbie – che è una specie di studentessa di informatica – precisa poi che sta solamente «creando l’impostazione del gioco» e che avrà bisogno di Brian e Steven «per trasformarlo in un gioco vero», cioè per programmarlo.

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Poco dopo, Barbie capisce di avere un virus sul suo computer: per continuare a lavorare si fa prestare il computer dalla sorella Skipper. Barbie però “infetta” maldestramente il secondo computer con lo stesso virus, trasportato con una chiavetta USB rosa a forma di cuore sulla quale aveva salvato i file. Il guaio è che Skipper ha salvato sul suo computer un’importante ricerca scolastica. Barbie decide quindi di portare ad aggiustare il computer da Brian e Steven, che risolvono il guaio e le consentono di riconsegnare alla sorella il computer riparato. Si scopre che la ricerca di Skipper è incentrata su Barbie, «una brava sorella e un grande ingegnere informatico!». Skipper prende un ottimo voto e Barbie presenta il suo gioco, che soddisfa la sua professoressa. La storia si conclude così.

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ABC News ha contattato l’autrice del libro, Susan Marenco, che ha detto di considerarsi una femminista e di essere dispiaciuta che nel libro siano finiti alcuni stereotipi. Marenco ha anche aggiunto però che il suo compito era di rappresentare Barbie come una “designer”, cioè come una creatrice del gioco, piuttosto che come un ingegnere. Marenco ha anche rimpianto di non avere affiancato una donna fra i programmatori che aiutano Barbie.

L’informatica Casey Fiesler ha riscritto il libro sovrapponendo un testo scritto da lei alle immagini originali, eliminando le parti sessiste della storia. Un sito creato negli ultimi giorni e chiamato “Feminist Hacker Barbie” dà la possibilità di riscrivere alcune parti del testo, associandole alle immagini originali.

 

foto: Mattel/Random House

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