The Newsroom, dove eravamo rimasti

Domenica inizia la terza e ultima stagione della serie tv sul giornalismo scritta da Aaron Sorkin: un riassunto per chi ha visto le prime due o è troppo pigro per mettersi in pari

Domenica 9 novembre inizia negli Stati Uniti la terza e ultima stagione di The Newsroom, la serie tv creata e co-sceneggiata da Aaron Sorkin che racconta il lavoro di una redazione di un notiziario televisivo americano. La serie è prodotta e trasmessa dall’emittente televisiva statunitense HBO. Il protagonista è l’anchorman Will McAvoy, interpretato da Jeff Daniels, che è il conduttore di News Night, il notiziario di punta della fittizia Atlantic Cable News (ACN). Gli altri personaggi principali – interpretati tra gli altri da Emily Mortimer, Olivia Munn e Jane Fonda – sono i giornalisti, produttori esecutivi e dirigenti di News Night e di ACN. 

Aaron Sorkin, il creatore della serie, è uno degli sceneggiatori più apprezzati e venerati degli ultimi anni (anche qui al Post): la sua altra serie tv più famosa è The West Wing, andata in onda tra il 1999 e il 2006 e che racconta la vita di un presidente degli Stati Uniti e del suo staff. Sorkin ha anche sceneggiato diversi film, come Codice d’onoreLa Guerra di Charlie WilsonThe Social Network e Moneyball. La terza stagione sarà formata da sei episodi. Il primo episodio di The Newsroom è stato trasmesso negli Stati Uniti il 24 giugno 2012: in Italia la prima stagione è stata trasmessa a partire dall’ottobre 2013 da Rai Tre, e prossimamente dovrebbe andare in onda anche la seconda.

Le prime due stagioni di Newsroom hanno ricevuto critiche contrastanti negli Stati Uniti: in linea con lo stile di Sorkin, i dialoghi sono molto incalzanti e complessi, al punto da risultare artificiosi e autoreferenziali per qualcuno, ma racconta bene vicende e fatti di cronaca della storia recente, storie di giornalismo e dinamiche dell’informazione, non soltanto americana. Se vi appassionano queste cose, fate bene a recuperarla. Se l’avete vista, questo è il punto in cui eravamo rimasti. Occhio, da qui in poi ci sono spoiler per chi non ha visto la seconda stagione.

La seconda stagione inizia con Will, MacKenzie e Maggie mentre forniscono una deposizione a degli avvocati riguardo un’inchiesta su una misteriosa operazione militare dell’esercito americano, chiamata “Operazione Genoa”, mandata in onda da News Night nella trasmissione più vista della storia della tv via cavo. Maggie ha i capelli corti e tinti di rosso, ed è cambiata anche nei comportamenti: Will spiega che c’entra un reportage che ha fatto in Uganda. Poi, con un flashback, vengono mostrati gli avvenimenti di oltre un anno prima.

Jim chiede di poter seguire la campagna elettorale di Mitt Romney, per evitare di stare in redazione con Maggie: i due si piacciono ma Maggie è ancora fidanzata con Don e ora vivono insieme. MacKenzie dopo diverse resistenze accetta di trasferire temporaneamente Jim, che viene rimpiazzato da Jerry Dantana della redazione di Washington: si inizia a parlare degli attacchi coi droni in Medio Oriente, e Jerry riceve da Cyrus West, un ospite di una trasmissione di approfondimento di News Night, un indizio su una storia molto grossa su una certa Operazione Genoa. Will nel frattempo è nei guai perché ha definito i Repubblicani “i talebani d’America”, e verrà escluso dalla diretta per commemorare i dieci anni dall’attentato alle Torri Gemelle (la versione ufficiale sarà che Will è malato). Don invece vede un video caricato su YouTube in cui Maggie dichiara il suo amore per Jim, e la lascia. MacKenzie viene convinta da Neal a lasciarlo andare a seguire le primissime proteste del movimento “Occupy Wall Street”: a una di queste Neal viene arrestato, ma esce di prigione grazie a Will.

Jerry va avanti con le indagini su Genoa e scopre che si tratta di una presunta operazione nella quale l’esercito americano avrebbe usato gas nervino sui civili: MacKenzie è scettica, ma viene convinta da Jerry a lasciarlo investigare; accetta anche di inviare in Africa Maggie – sconvolta dalla fine della relazione con Don, dalla distanza di Jim e dalla fine della sua amicizia con Lisa, sempre per colpa di quel video – per fare un reportage. Nel frattempo Jim incontra molte ostilità nel seguire la campagna elettorale di Romney, per via della sua inesperienza con questo genere di cose, e lega con un’altra reporter di nome Hallie (con cui avrà una mezza relazione). Will e Charlie scoprono che Reese Lansing, il figlio di Leona Lansing, CEO di ACN, ha intercettato i loro telefoni per scoprire storie da passare a un tabloid di proprietà di ACN e indebolirli. Will e Charlie registrano Reese mentre lo confessa, e minacciano di denunciarlo se continuerà a intralciarli.

Le indagini su Genoa, volute e pompate da Jerry, vanno avanti. Analizzando dei tweet inviati nell’area e nell’orario del presunto attacco se ne trova uno che parla di gas nervino. Will umilia in diretta Shelley, un’attivista di “Occupy Wall Street”, che per ripicca si rifiuta di rivelare a Neal il nome di una fonte che potrebbe sapere qualcosa su Genoa. Accetta di farlo solo se Will – che non sa niente di Genoa, perché MacKenzie lo vuole nel “red team”, la squadra che valuta l’inchiesta una volta finita – porgerà le sue scuse in diretta. Will quindi non può farlo, ma si scusa comunque volontariamente di persona con Shelley, che porta Neal alla fonte. Nel frattempo muore il padre di Will, dopo che lui non aveva voluto andarlo a trovare in ospedale. Mentre è in Africa, Maggie rimane sconvolta dopo che degli uomini armati uccidono dei bambini – tra cui uno con cui aveva legato particolarmente perché molto attratto dai suoi capelli biondi – nella scuola in cui lei e il suo collega dormivano: solo dopo Maggie scopre che volevano la loro telecamera.

Mentre su Internet circolano alcune foto di Sloan nuda, scattate da un suo ex fidanzato, Charlie riceve da una fonte un documento ufficiale che sembra provare l’esistenza dell’Operazione Genoa. Dopo una riunione con un primo “red team” in cui Jim si era mostrato scettico sull’inchiesta su Genoa, Jerry intervista Stanislaus Stomtonovich, un ex generale che si pensa sappia qualcosa sull’accaduto. Il generale non conferma esplicitamente che nell’Operazione Genoa sia stato usato il gas nervino, ma Jerry, che è impaziente di mandare in onda la storia, modifica il video dell’intervista in modo che sembri che Stomtonovich lo dica (tutta la storia dell’Operazione Genoa e della frode è ispirata a una storia vera, che coinvolse CNN e Time nel 1997).

Nel frattempo in ogni episodio si ritorna brevemente al tempo presente. Rebecca Halliday, un’avvocatessa, sta raccogliendo le deposizioni dei giornalisti di News Night per una causa di ACN contro Jerry Dantana sull’inchiesta su Genoa. Il flashback continua con Will che viene finalmente informato dell’inchiesta giornalistica su Genoa, anche lui dice di aver ricevuto qualche tempo prima una soffiata sulla faccenda: nonostante l’opposizione di Jim, Sloan e Neal, Will decide di fidarsi di MacKenzie e di Charlie e di andare in onda. La trasmissione fa ascolti incredibili ma subito dopo la fine del programma il generale Stomtonovich chiama Charlie, dicendo di non avere mai detto nell’intervista che nell’Operazione Genoa era stato usato gas nervino sui civili. La storia viene smentita anche dal Pentagono, ma i giornalisti di News Night la difendono, sicuri delle prove raccolte. Pian piano però scoprono che sono tutte inaffidabili (e in parte addirittura costruite appositamente per ingannarli), e che Jerry ha modificato il video dell’intervista al generale: ritrattano la storia e Will, Charlie e MacKenzie presentano le dimissioni, che però vengono respinte da Leona Lansing. La reputazione di News Night intanto è calata moltissimo («Get it back!», dice Leona Lansing a Charlie).

Nei due episodi finali, News Night racconta la notte delle elezioni presidenziali del 2012, che intanto è arrivata in tutto questo gran casino: tutti i membri della redazione coinvolti nell’inchiesta su Genoa vogliono presentare le dimissioni, ma Will si rifiuta di accettarle (e Reese Lansing deciderà poi a sua volta che tutti devono restare). Alla fine Will chiede a MacKenzie di sposarlo, e lei accetta.