Il caso Luxottica

Il più grande produttore mondiale di occhiali è arrivato al terzo amministratore delegato in tre mesi e va molto male in Borsa: i giornali cercano di ricostruirne ragioni industriali e familiari

Domenica 12 ottobre, a solo un mese dalla nomina, Enrico Cavatorta si è dimesso da amministratore delegato di Luxottica, azienda italiana che è oggi il più grande produttore mondiale di lenti e occhiali – controlla tra gli altri i marchi Ray-Ban, Oakley e Persol – fondata e presieduta da Leonardo Del Vecchio, 79 anni. Del Vecchio è anche la persona che controlla la Delfin S.a.r.l., società titolare del 61,35 per cento del capitale sociale di Luxottica. Il giorno dopo l’annuncio delle dimissioni di Cavatorta, i titoli di Luxottica sono crollati in Borsa perdendo il 9,23 per cento (l’azione ha chiuso a 37,29 euro contro i 40,81 di venerdì 10 ottobre). Il gruppo ha quindi convocato d’urgenza un consiglio di amministrazione, che si è concluso nella tarda serata di ieri e in cui è stato deciso di trasferire temporaneamente tutte le deleghe allo stesso Del Vecchio.

I problemi a Luxottica – spesso citata come azienda-modello per i suoi risultati industriali e la gestione dei lavoratori – sono cominciati ufficialmente lo scorso agosto, con le dimissioni – dopo dieci anni e per «obiettivi non condivisi» – dell’amministratore delegato Andrea Guerra. Le dimissioni di Guerra avevano aperto la strada a un cambiamento nella struttura aziendale: il primo settembre 2014 era stato annunciato che la gestione sarebbe stata assunta da due amministratori delegati, il primo responsabile dei mercati e il secondo responsabile dell’azienda e degli aspetti finanziari. Enrico Cavatorta era stato scelto per questo secondo ruolo, assumendo però temporaneamente – fino a nuova nomina dell’altro amministratore delegato – anche le funzioni del primo (al momento delle dimissioni era quindi di fatto l’unico amministratore delegato).

Diversi giornali hanno scritto in questi giorni che il motivo delle dimissioni di Cavatorta starebbe nell’eccessivo potere assunto dal consulente Francesco Milleri – considerato vicino alla moglie di Del Vecchio, Nicoletta Zampillo – a cui lo stesso Del Vecchio avrebbe deciso di riservare il ruolo di vicepresidente esecutivo e che, precisa il Corriere, «ha assunto il ruolo di unico consigliere del fondatore di Luxottica. Tanto da partecipare (con voce in capitolo) ai comitati di gestione delle singole macro-aree in cui è organizzata la società pur senza avere incarichi ufficiali». Aggiunge sempre il Corriere:

«Leonardo Del Vecchio, che ha fondato Luxottica, è un imprenditore geniale ma dalla vita personale complessa. Ha sei figli avuti da tre relazioni diverse: tre dal primo matrimonio, uno dal secondo e due dalla terza compagna. Anni fa aveva trovato la soluzione dando in nuda proprietà a ciascun figlio un sesto del capitale di Delfin, la holding lussemburghese che controlla Luxottica (Delfin è stata suddivisa in fette identiche del 16,38 per cento intestate ai sei eredi di Del Vecchio che ha tenuto per sé l’1,72 e l’usufrutto delle quote dei figli, ndr). Ma nel 2010 ha risposato la seconda moglie, Nicoletta Zampillo, dalla quale ha un figlio solo, Leonardo jr, 20 anni. Nicoletta ha chiesto di avere in Delfin il peso azionario che le spetterebbe nella sua veste di coniuge alla morte del marito rimettendo in discussione tutti gli accordi».

A questo riassetto si opporrebbero alcuni figli di Del Vecchio, secondo alcuni, e l’ex compagna di Del Vecchio Sabrina Grossi, madre dei figli Luca e Clemente, secondo altri. Domenica sera l’azienda ha pubblicato un comunicato che conferma che «Delfin è impegnata in uno studio di riassetto con l’obiettivo di migliorarne la governance e separare ulteriormente la proprietà dalla gestione delle aziende partecipate» e in cui si dice che l’attuale consigliere Claudio Del Vecchio, primogenito di Leonardo, «non sarà riconfermato alla scadenza naturale del mandato, per dare omogeneità e coerenza alle posizioni di tutti i membri della famiglia».

Il Corriere della Sera ha pubblicato oggi un’intervista alla moglie di Del Vecchio, Nicoletta Zampillo che riguardo a una sua richiesta di quote di Delfin ha spiegato: «È un’esigenza di mio marito che a ciascuno sia riconosciuto ciò che la legge prevede; e se la legge dice che al coniuge deve essere riservata una quota di eredità lui si comporta di conseguenza. Io non gli ho chiesto niente e non gli suggerisco niente». Ha poi detto che il marito vuole «che tutto sia regolato finché è in vita, in modo che non emergano problemi dopo», e che «nelle famiglie grandi ci possono essere dei distinguo» ma anche che questo «non significa per forza litigare: conosco la prima moglie di Leonardo e ho una stima enorme di tutti i figli di mio marito. Per quello che mi riguarda, farò solo ciò che vuole mio marito: se vuole che io abbia un posto tra gli azionisti di Delfin l’avrò, se non vuole per me sarà la stessa cosa».

Foto: Leonardo Del Vecchio, fondatore e presidente di Luxottica, 17 gennaio 2000 (©lapresse)

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