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  • lunedì 13 ottobre 2014

Cinquant’anni di Salerno-Reggio Calabria

Un progetto fotografico dedicato alle opere pubbliche e al rapporto tra paesaggio e infrastrutture: a partire dalla più famigerata

L’11 ottobre è stato inaugurato a Reggio Calabria The Third Island Ag ’64 ’94 ’14, un progetto di ricerca realizzato nell’ambito della XIV Biennale di Venezia. “Terza isola” era uno dei soprannomi dati in passato alla Calabria per l’isolamento e la difficoltà di raggiungerla dalle altre regioni italiane; ’64 si riferisce al 1964, l’anno in cui iniziarono i lavori della Salerno-Reggio Calabria, ’94 sta per 1994, quando venne aperto il porto commerciale di Gioia Tauro; e ’14 per 2014, l’anno in corso.

The Third Island si occupa della Calabria e del rapporto tra tecnologia, infrastrutture e paesaggio. La rassegna prevede una serie di eventi multidisciplinari dal cinema alla letteratura al giornalismo, con conferenze, workshop, mostre, incontri con importanti architetti e fotografi, che andranno avanti fino al 30 luglio 2015. Tra gli ospiti ci sono registi come Daniele Cipri (il suo ultimo film, È stato il figlio, ha vinto il premio per la fotografia alla Mostra del Cinema di Venezia del 2012) e Fabio Mollo (regista di Il Sud è niente, presentato al Festival di Berlino, Toronto e Roma); fotografi come Ramak Fazel, Olivo Barbieri e Simona Ghizzoni (che ha vinto il World Press Photo nel 2008), architetti come Stefano Boeri. Nel 1964 il governo decise di estendere l’A3, che collegava Napoli a Salerno, fino a Reggio Calabria: i lavori iniziarono in quell’anno ma proseguirono con molta lentezza con l’inaugurazione di vari tronconi autostradali in momenti distinti. L’autostrada presenta soltanto due corsie per senso di marcia, non ha corsie di emergenza e nel tempo è diventata il simbolo degli ingorghi, delle lunghe code e degli incidenti tra le automobili durante gli spostamenti estivi per le vacanze. L’altro momento importante per i lavori pubblici nella regione fu il 1970, quando l’allora primo ministro Emilio Colombo destinò due miliardi di lire – il cosiddetto “pacchetto Colombo” – per costruire insediamenti industriali e rifinanziare le strutture dell’autostrada. Il porto di Gioia Tauro venne riconvertito a porto commerciale e inaugurato, appunto, nel 1994. The Third Island è curato da Antonio Ottomanelli con IRA-C (laboratorio di interazione ricerca e architettura in contesto di crisi) e il laboratorio parasite2.0, e finanziato da Contship italia SpA in occasione dell’anniversario dei 20 anni del porto di Gioia Tauro. Il materiale prodotto durante la rassegna sarà raccolto in un libro che uscirà a ottobre 2015, e raccontato a Milano durante l’anno dell’EXPO con una mostra collettiva dei fotografi che hanno partecipato.

Ottomanelli è nato a Bari nel 1981, ha studiato Architettura a Milano e Lisbona, e ha realizzato reportage in Italia, Afghanistan, Iraq e Palestina, che sono stati esposti in mostre e festival di fotografia e pubblicati in riviste come Abitare, Domus e Internazionale. Nel maggio del 2013 è stata esposta alla Triennale di Milano la sua prima mostra personale in Italia. Per Third Island, Ottomanelli ha realizzato un reportage che mostra la Salerno-Reggio Calabria inserita nel paesaggio circostante, e le zone interessate dal pacchetto Colombo, come Gioia Tauro e Saline Joniche.

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