Il relitto ritrovato a Haiti non era la Santa Maria

Lo ha stabilito una squadra di esperti dell'UNESCO, smentendo l'archeologo americano che lo scorso maggio aveva sostenuto il contrario

Una squadra di esperti, dopo una missione di ricerca svolta per conto dell’UNESCO, ha detto che il relitto che lo scorso maggio era stato localizzato vicino a Haiti da Barry Clifford, un importante archeologo marino americano, non è – come Clifford sosteneva – la nave “Santa Maria”, l’ammiraglia della flotta di caravelle con le quali la spedizione guidata da Cristoforo Colombo raggiunse per la prima volta il continente americano, nel 1492.
La missione dell’UNESCO era guidata da Xavier Nieto Prieto, l’ex direttore del Museo Nazionale spagnolo di Archeologia Subacquea, e dopo le ricerche ha diffuso un rapporto in cui spiega che i reperti trovati sul luogo del naufragio risalgono ad un periodo successivo a quello della costruzione della “Santa Maria”. Sono state ritrovate infatti parti della nave in rame e in bronzo che nella seconda metà del Quattrocento, cioè l’epoca in cui furono costruite le navi della spedizione di Colombo, erano invece fatte esclusivamente di ferro o di legno. Prieto ha detto che il relitto presenta «una tecnica di costruzione navale che data l’imbarcazione al tardo diciassettesimo o diciottesimo secolo, invece che al quindicesimo o al sedicesimo».

La “Santa Maria” naufragò il 25 dicembre 1492, mentre si trovava vicino alle coste di Haiti: Colombo fu costretto ad abbandonare 39 membri dell’equipaggio in un forte costruito apposta sulle coste dell’isola poco lontano dal luogo dell’incidente. Il ritrovamento del relitto risale al 2003, dopo che alcune parti ritrovate e alcuni indizi avevano suggerito che in quel tratto di fondale si sarebbe potuta ritrovare la “Santa Maria. Lo scorso maggio, dopo una spedizione, Clifford aveva detto: «Ogni singolo pezzo si adatta. Ora, naturalmente, dobbiamo passare attraverso l’intero processo di studio archeologico e abbiamo intenzione di farlo entro i prossimi mesi, ma mi sento molto fiducioso sulla scoperta». La prova definitiva era per Clifford un cannone del XV secolo presente sul luogo del naufragio al momento della prima localizzazione, nel 2003, e che però era stato in seguito saccheggiato. Le prove raccolte da Clifford avevano generato fiducia anche in altri archeologi: se fosse stata vera, la scoperta sarebbe stata uno dei più importanti ritrovamenti archeologici di sempre. Nel rapporto degli esperti dell’UNESCO, comunque, si dice anche che il vero relitto probabilmente si trova più vicino alla costa, anche se l’area è quella in cui ci si aspetta di ritrovarlo, in base agli indizi conosciuti.

Riproduzioni delle caravelle di Colombo mentre navigano vicino alla statua della Libertà, a New York, il 26 giugno 1992. (MARIA R. BASTONE/AFP/Getty Images)